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	<title>UniurbPost</title>
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	<description>L&#039;online magazine dell&#039;Università di Urbino Carlo Bo</description>
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		<title>Università, luogo di sapere e bellezza</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 11:46:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Boccia Artieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Home page Uniurb]]></category>

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		<description><![CDATA[Le campagne di comunicazione degli Atenei italiani sono volutamente delle strizzate d’occhio al marketing delle iscrizioni. Volti di giovani potenziali iscritti e slogan che parlano di talento ed istruzione, di fame di futuro e realizzazione nel domani. Oppure giocano, sempre con credibili neo-matricole, sul confine dell’ironia – talvolta lieve e talvolta sconfinante nella maleducazione –perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le campagne di comunicazione degli Atenei italiani sono volutamente delle strizzate d’occhio al marketing delle iscrizioni. Volti di giovani potenziali iscritti e slogan che parlano di talento ed istruzione, di fame di futuro e realizzazione nel domani. Oppure giocano, sempre con credibili neo-matricole, sul confine dell’ironia – talvolta lieve e talvolta sconfinante nella maleducazione –perché si rivolgono a neo diciottenni della <a href="http://thesocietypages.org/graphicsociology/2011/10/04/who-is-the-millennial-generation-pew-research/">generazione millennial</a> che immaginiamo farsi catturare unicamente da una programmazione tutta Real Time Tv e MTV.</p>
<div id="attachment_3910" class="wp-caption aligncenter" style="width: 600px"><a href="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-05-2456434-alle-13.31.33.png"><img class="size-medium wp-image-3910 " src="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-05-2456434-alle-13.31.33-590x145.png" alt="Campagne di comunicazione Atenei italiani" width="590" height="145" /></a><p class="wp-caption-text">Campagne di comunicazione Atenei italiani</p></div>
<p>È un concept che si ripete negli anni, come se circolasse un unico brief, costruito più sull’immaginazione esterna dei creativi pubblicitari che sulla cultura e sulla storia interna al mondo di ogni singola Università. Per cui prevale un pensiero dell’indifferenza: <strong>sostituite il logo ad un manifesto ed andrà quasi certamente bene per ogni Ateneo, indipendentemente da immagine e slogan utilizzati</strong>.</p>
<p>Colpa nostra, del nostro piccolo mondo dell’alta formazione qualificata e della ricerca che si è aperto da poco a logiche nuove di posizionamento che sta faticosamente costruendo giorno dopo giorno una propria percezione su come collocarsi nel mercato. Perché a questo assomigliano quelle campagne, ad una difficile negoziazione tra ripensare il proprio ruolo nei confronti di una società che richiede – a vari livelli – di funzionare secondo logiche aziendali ed una scarsa cultura interna in termine di comunicazione.</p>
<p>Perciò quest’anno abbiamo voluto azzerare l’abitudine comunicativa e ripartire da un’idea: che <strong>l’Università è un luogo che aiuta a generare sapere e bellezza, è un dispositivo che mette nelle condizioni di sviluppare la creatività nella conoscenza</strong>. E ad Urbino, culla del Rinascimento, questo dispositivo lo possiamo pensare in continuità ambientale con un’idea di sostegno alle arti e alla cultura che viene da lontano, che ha le radici nel mecenatismo del Duca Federico.</p>
<div id="attachment_3909" class="wp-caption aligncenter" style="width: 600px"><a href="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/conf_21maggio2013-21.jpg"><img class="size-medium wp-image-3909 " src="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/conf_21maggio2013-21-590x442.jpg" alt="Campagna di comunicazione 2013/2014" width="590" height="442" /></a><p class="wp-caption-text">Campagna di comunicazione 2013/2014</p></div>
<p>Perché i luoghi contengono un sapere ed una memoria che possono essere riattivati, anche partendo da una campagna di comunicazione per l’Ateneo. È con questo spirito che abbiamo chiesto a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gianluigi_Toccafondo">Gianluigi Toccafondo</a>, artista sensibile e colto, di raccontare l’Università di Urbino Carlo Bo a partire dal suo riconoscibile tratto; e lo abbiamo fatto  per supportare un progetto d’autore. Il suo racconto è costruito da <strong>una cinquantina di frammenti-disegno, pieni di movimento e carichi di quei colori che la città e l’Università hanno nei loro simboli e nella terra marchigiana e che richiamano le architetture del luogo</strong>. Come spiega Toccafondo:</p>
<blockquote><p><em>Non riuscivo a trovare un&#8217;unica immagine per rappresentare l’Università di Urbino […] così sono partito dalle facce dei ragazzi universitari, che affiancate al Duca, al palazzo Ducale, l’aquila ed altri elementi dello studio, come il mappamondo, le lettere e i luoghi, formano l’intero Ateneo… e sono venuti fuori una cinquantina di disegni. La composizione dei manifesti è ispirata al cortile del Palazzo Ducale, con le sue scritte e le sue finestre.</em></p></blockquote>
<p>I volti dei ragazzi ci sono, ma solo perché sono quelli reali che si vedono nelle nostre aule, nelle vie della città, e costruiscono un racconto fatto a mosaico assieme agli altri elementi simbolici ed architettonici in cui siamo immersi tutti i giorni. E sono frammenti che ritroveremo nei mesi a venire negli ambienti che frequentiamo per le lezioni e per la ricerca; sì perché quelle cinquanta tavole diventeranno quadri singoli che arricchiranno le mura dei Dipartimenti, gli spazi dello studio, i Collegi…</p>
<p>Sono immagini pensate anche per essere un incidente ottico nel flusso di comunicazione visiva outdoor a cui ci siamo immunizzati. Vedere le forme ed i colori di Toccafondo interrompere la sequenza di cartelloni pubblicitari che invadono gli spazi urbani, le stazioni ferroviarie e le autostrade, riporta alle origini dell&#8217;affiche novecentesco, sintesi di arte e comunicazione, di efficacia e senso del meraviglioso. Con tutta la contemporaneità che queste immagini esprimono, generatrici di un immaginario situato, allo stesso tempo legate al territorio e globali, meta- territoriali per vocazione, quella di un artista che qui si è formato e che è conosciuto nel mondo.</p>
<p>Non è quindi la nostalgia che ci guida ma il guardare al futuro ristabilendo la funzione dell&#8217;Università come luogo di produzione dei saperi, anche quando comunica se stessa. Non un altro manifesto istituzionale ma un pezzo di racconto che diventa parte del nostro quotidiano e che venendo qui riconoscerete come familiare.</p>
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		<title>Gianluigi Toccafondo firma la campagna di comunicazione 2013 &#8211; 2014</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 11:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anuska Pambianchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Home page Uniurb]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza (A)]]></category>
		<category><![CDATA[Slider]]></category>
		<category><![CDATA[campagna di comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[franz ramberti]]></category>
		<category><![CDATA[gianluigi toccafondo]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni boccia artieri]]></category>
		<category><![CDATA[nuova campagna 2013/2014]]></category>

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		<description><![CDATA[Gianluigi Toccafondo, artista tra i più importanti e stimati autori italiani nel campo dell’animazione, è il testimonial dell’immagine dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. Il Rettore Stefano Pivato ha presentato in conferenza stampa la nuova campagna di comunicazione per l’anno 2013 2014: «Le immagini di Toccafondo rappresentano l’Università di Urbino in movimento e sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gianluigi Toccafondo</strong>, artista tra i più importanti e stimati autori italiani nel campo dell’animazione, è il testimonial dell’immagine dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.</p>
<p>Il Rettore <strong>Stefano Pivato</strong> ha presentato in conferenza stampa la nuova campagna di comunicazione per l’anno 2013 2014: «Le immagini di Toccafondo rappresentano l’Università di Urbino in movimento e sono immagini prive dei tradizionali riferimenti del marketing convenzionale. Una critica dalla quale siamo partiti per offrire un messaggio innovativo dove città e università si fondono, sono una cosa sola. Urbino è la sua università e questa circostanza la rende un luogo di studio unico al mondo. Le tavole dipinte da Toccafondo saranno oggetto di una mostra futura».</p>
<div id="attachment_3899" class="wp-caption aligncenter" style="width: 600px"><a href="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/conf_21maggio2013-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-3899" src="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/conf_21maggio2013-2-590x442.jpg" alt="Manifesti Campagna 2013/2014" width="590" height="442" /></a><p class="wp-caption-text">Manifesti Campagna 2013/2014</p></div>
<p><strong>Francesco Ramberti </strong>dell’Agenzia grafica Kaleidon di Rimini che ha curato il progetto sottolinea: «questa campagna riprende il tema di università come luogo di sapere che produce cultura e lo fa attraverso artisti che possono lasciare il segno. Università non rivolta agli individui ma alle relazioni tra le persone che dovranno comunicare e dialogare tra loro. Come le lettere che rimandano ai saperi dell’Università si combinano e dialogano, così faranno le immagini. Le lettere si trasformeranno e diventeranno qualcosa di solido, di concreto. E’ una cultura che guarda al sapere non solo come valore razionale ma passionale. Da qui nasce l’idea di un progetto futuro che legherà tra loro nel tempo le diverse campagne. Sguardi di autori diversi che hanno avuto un rapporto con Urbino e che non si sostituiranno nel tempo. L’immagine della prossima campagna dunque si avvicinerà a quella di Gianluigi Toccafondo».</p>
<p><strong>La campagna di comunicazione 2013 – 2014 è presente nel sito <a href="http://abc.uniurb.it">http://abc.uniurb.it</a> nel quale è stato caricato anche un filmato che mostra meravigliosamente la bellezza di questo lavoro firmato da Toccafondo.</strong></p>
<div id="attachment_3900" class="wp-caption aligncenter" style="width: 600px"><a href="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-05-2456434-alle-13.08.16.png"><img class="size-medium wp-image-3900" src="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-05-2456434-alle-13.08.16-590x445.png" alt="Nuovo Abbecedario dell'Università di Urbino - http://abc.uniurb.it" width="590" height="445" /></a><p class="wp-caption-text">Nuovo Abbecedario dell&#8217;Università di Urbino &#8211; http://abc.uniurb.it</p></div>
<p>«Una campagna – dice <strong>Giovanni Boccia Artieri</strong>, delegato per il Rettore alla comunicazione d’Ateneo – che ritrova e riprende le storiche committenze del Ducato di Urbino, il mecenatismo preponderante di secoli fa che accoglieva alla propria corte grandi artisti che a Urbino hanno trovato la loro fonte d’ispirazione. Una campagna che prende forma attraverso la narrazione. Sono tante storie, cinquanta frammenti per la precisione, che illustrano magnificamente l’università e la città insieme. Le immagini, i giovani ritratti nei loro pensieri, le lettere figurate, i simboli dello studio e le immagini di Urbino, saranno patrimonio dell’Ateneo e della città. Le potremmo ammirare negli spazi dell’università, luoghi di studio e di passaggio, nei centri e nelle periferie delle città marchigiane e italiane, nelle principali stazioni ferroviarie dell’Adriatico. Viaggeranno sui bus nella tratta Pesaro &#8211; Urbino e Pesaro &#8211; Cattolica. Saranno advertising di quotidiani delle Marche, dell’Emilia Romagna e della Puglia. Le vedremo online sul sito d’Ateneo e sui principali social network».</p>
<p>Nell’occasione è stato presentata anche la nuova versione del sito internet dell’Università di Urbino al quale sta lavorando <strong>Donatello Trisolino</strong>, webmaster d’Ateneo: «il portale ha ospitato nell’ultimo anno, <strong>12milioni di pagine visualizzate e 3milioni di visitatori</strong>, il 10% in più rispetto all’anno precedente. Di questi il 76% sono visitatori abituali mentre il 24% sono nuovi visitatori. Per ogni visita il tempo medio di permanenza è di quattro minuti: ogni utente visualizza in media 4-5 pagine con una frequenza di rimbalzo del 1.72%. Questo ultimo dato conferma l’accessibilità al sito: l’utente trova ciò che cerca in pochi passaggi e legge in modo esaustivo le pagine di approdo evitando di saltare di pagina in pagina. Un dato eclatante emerso nei dispositivi mobile (smartphone, tablet): se nel 2011-2012 la quota di visite generate era del 3%, nel 2012-2013 la % è salita al 13%. Questo dato ci ha influenzato a migliorare l’interfaccia grafica del nostro portale aprendo al <em>responsive web design</em> che è l’approccio secondo il quale il design e lo sviluppo di un sito web “risponde” all’utente adattandosi alla risoluzione utilizzata in base alla grandezza dello schermo, della piattaforma utilizzata e nell’orientamento del dispositivo (orizzontale o verticale). Questo approccio ci permetterà di garantire una migliore <em>user experience</em>, la piena compatibilità del portale con le piattaforme attualmente presenti e con i nuovi dispositivi che usciranno nel breve e medio periodo».</p>
<p><a href="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/conf_21maggio2013-4-nuovouniurb.jpg"><img class="size-medium wp-image-3901 aligncenter" src="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/conf_21maggio2013-4-nuovouniurb-590x442.jpg" alt="responsive / uniurb.it" width="590" height="442" /></a></p>
<hr />
<p><strong>Gi</strong><strong>an</strong><strong>lui</strong><strong>gi </strong><strong>To</strong><strong>cca</strong><strong>fon</strong><strong>do </strong></p>
<p><strong> </strong>Pittore, illustratore, cineasta, <strong>Gianluigi Toccafondo</strong> (San Marino, 1965), diplomato <strong>alla Scuola del Libro di Urbino</strong>, si presenta come il capofila di quella generazione di pittori prestati all’animazione che sta caratterizzando la scena italiana. Un artista a tutto tondo, innamorato dell’arte grafica, del cinema e delle rispettive ibridazioni e trasformazioni. I personaggi nei suoi disegni e nei suoi video si trasformano, si allungano, si deformano. Toccafondo ci mette poesia e riesce a raccontare con piacevole leggerezza un mondo che vive.</p>
<p>Nell’ambito dell’animazione d’autore il nome di Gianluigi Toccafondo occupa un posto di particolare rilievo. Nel mondo della pubblicità e per la televisione ha realizzato sigle per programmi di successo (Tunnel, Avanzi, Carosello), il logo e la sigla della Fandango (che ha prodotto i suoi ultimi film), campagne rimaste famose come quella per la Sambuca Molinari, per la Levi’s, e la United arrow. E’ stato  tra le altre cose <strong>aiuto regista del film Gomorra di Matteo Garrone</strong>.</p>
<p>I suoi quadri e disegni “in movimento” sono frutto di una tecnica mista: prima l’immagine viene fotografata su un video o su un monitor, poi ingrandita e distorta con la fotocopiatrice, infine essa diventa supporto per la realizzazione pittorica. <strong>Toccafondo dà così corpo a un concetto d’arte multimediale</strong>, dove con uno stile e una tecnica raffinata, le forme diventano oggetti fluttuanti, avvolgenti, in un contesto dalle valenze surreali e oniriche.</p>
<p>Oggi vive tra Bologna e Milano.</p>
<p><strong>INT</strong><strong>ERV</strong><strong>ISTA</strong></p>
<p><strong>Non una ma cinquanta immagini, quante le tavole che hai dipinto, sono le suggestioni  della nuova campagna di comunicazione dell&#8217;Ateneo di Urbino. Perché e da cosa sei stato ispirato?</strong></p>
<p>Non riuscivo a trovare un&#8217;unica immagine per rappresentare l’Università di Urbino con tutte le sue facoltà, così sono partito dalle facce dei ragazzi universitari, che affiancate al Duca, al palazzo Ducale, l’aquila ed altri elementi dello studio, come il mappamondo, le lettere e i luoghi, formano l’intero Ateneo… e sono venuti fuori una cinquantina di disegni. La composizione dei manifesti è ispirata al cortile del Palazzo Ducale, con le sue scritte e le sue finestre.</p>
<p><strong>Le immagini di questa campagna hanno una grande forza evocativa, memoria dei luoghi, delle persone e dei vissuti. Quanto c&#8217;è in questo lavoro della tua esperienza di studio a Urbino?</strong></p>
<p>Urbino è stata la città che più ha influenzato il mio lavoro; qui ho cominciato le mie prime esperienze di cinema d’animazione alla Scuola del Libro con il professor Enrico Ricci, un grande pittore e incisore urbinate. Quando mi sono trasferito a Milano ho iniziato a lavorare con altri “urbinati” come Giancarlo Carloni e Giovanni Mulazzani, per cui Urbino e le sue forme sono state sempre presenti nelle mie esperienze, senza alcun sentimento nostalgico, ma come presenza viva e di riferimento.</p>
<p><strong> Il tempo e il movimento sono due coordinate per comprendere il tuo lavoro di artista. In quale direzione si muovono queste immagini e che visione hai voluto creare?</strong></p>
<p>Mi piace lavorare col movimento, preferisco fare più immagini per ogni soggetto, l’immagine fissa mi blocca. In passato ho realizzato alcuni quadri, ma le figure cancellate e modificate sotto l’immagine in superficie mi sembravano più interessanti del risultato finale, così ho cominciato a lavorare in sequenza, su formati più piccoli e soprattutto su carta, conservando l’intero percorso; credo sia una conseguenza del lavoro di cinema d’animazione o viceversa.</p>
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		<title>Sulla sorte del Tribunale di Urbino</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 10:18:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>UniurbPost</dc:creator>
				<category><![CDATA[Home page Uniurb]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza (B)]]></category>

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		<description><![CDATA[Come è noto, tra le misure di contenimento della spesa pubblica di cui si parla da alcuni mesi, rientra anche la riduzione del numero delle sedi giudiziarie e, di conseguenza, degli Ordini degli avvocati che operano presso i Tribunali da sopprimere. Purtroppo, anche il Tribunale di Urbino è entrato nel mirino della spending review e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Come è noto, tra le misure di contenimento della spesa pubblica di cui si parla da alcuni mesi, rientra anche la riduzione del numero delle sedi giudiziarie e, di conseguenza, degli Ordini degli avvocati che operano presso i Tribunali da sopprimere. Purtroppo, anche il Tribunale di Urbino è entrato nel mirino della <em>spending review </em>e i rischi che la sede giudiziaria di via Raffaello chiuda presto i battenti sono alquanto elevati.</p>
<p>Sulla razionalità, e non solo economica, di simili strategie di contenimento della spesa si potrebbe discutere a lungo. Tra le tante e buone ragioni che militano contro la soppressione del Tribunale urbinate va senz’altro annoverata quella “sostanziale” legata all’esigenza di una più effettiva ed immediata fruizione del diritto alla giustizia da parte di una cittadinanza sparsa su di un territorio assai vasto e distante dalla fascia costiera, così come quella “formale” che emerge dalla rilevanza che lo <em>status </em>di capoluogo di Provincia – che Urbino condivide con Pesaro – assume nel d.lgs. 7 settembre 2012, n. 155 recante “<em>Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli Uffici del Pubblico Ministero, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148</em>”.</p>
<p>A queste evidenti ragioni se ne aggiunge un’altra più specifica e tutt’altro che trascurabile. Si tratta del necessario rapporto tra l’Università ed il Tribunale e, più in generale, con il mondo forense che gravita attorno ad esso. Il rapporto fra lo Studio universitario ed il Tribunale – vale a dire tra la formazione e la pratica  applicazione  del  diritto  –  è  evidente  in  Urbino  fin  dalle  origini  del  Tribunale  e dell’Università. Ambedue hanno radici nello stesso organo, il “Collegio dei Dottori”, istituito con decreto del 26 aprile 1506 del duca Guidubaldo II da Montefeltro con la funzione specifica di giudicare tutte le cause del suo Stato non solo in prima ed in seconda istanza, ma – caso pressoché unico nella realtà dello Stato pontificio del tempo – anche in terza istanza. Parallelamente a questa funzione diveniva quindi indispensabile lo studio del diritto.</p>
<p>Il rapporto fra la sede della cultura e la sede della giustizia ha dato nel tempo frutti di particolare rilievo nella creazione e nello sviluppo del diritto moderno, come dimostrano, per esempio, gli studi sulla capacità processuale dell’urbinate Biagio Micaelori e quelli di Aurelio Corboli sull’enfiteusi e l’antica economia agricola, che certamente hanno potuto crescere grazie alla presenza dei due centri entrambi coinvolti, pur per direzioni diverse, sulle stesse problematiche.</p>
<p>L’importanza per l’Ateneo dell’attività svolta dal Tribunale di Urbino si fa evidente anche, per  esempio,  attraverso  un’interessantissima  opera  inedita  di  Secondo  Meriggioli,  fanese  e professore di “Istituzioni criminali” (l’odierno diritto penale) che ha raccolto in sei volumi le sue “<em>Difese e lettere legali</em>”, uno spaccato di interpretazione giuridica e di pratica legale della seconda metà dell’800. Né va trascurato l’interesse scientifico che l’importanza ed il collegamento delle due istituzioni (Tribunale ed Università) hanno suscitato in vari studiosi urbinati: si pensi agli studi di Morello e De Crescentini sull’Ordine degli Avvocati di Urbino (2008), di Giomaro  e De Crescentini sulla storia dell’avvocatura urbinate (2010) e ancora di Giomaro sul Tribunale di Urbino e sulla sua travagliata storia (2012) e di Biccari  sulle modificazioni del circondario di Urbino dal 1860 (2012).</p>
<p>Il rapporto strettamente funzionale tra Università e Tribunale emerge peraltro anche dalle varie forme di collaborazione che legano le due istituzioni. Fra queste se ne debbono ricordare almeno due, da tempo in essere: la convenzione tra i due enti che consente agli studenti del corso di laurea in Giurisprudenza ed ai laureati che frequentano la Scuola di specializzazione in professioni legali di effettuare, sia durante sia al termine degli studi, tirocini formativi e di orientamento presso il Tribunale, affiancandosi a magistrati che li guidano nella conoscenza dell’attività giudiziaria; la presenza di magistrati del Tribunale urbinate nel Consiglio direttivo della citata Scuola di specializzazione nonché fra i docenti della medesima al fine di contribuire ad una formazione dei futuri operatori di giustizia che sappia coniugare il profilo teorico con quello pratico.</p>
</div>
<p>Non va inoltre trascurata la significativa opportunità che la presenza ad Urbino dell’Ordine degli avvocati fornisce ai neolaureati in Giurisprudenza, non pochi dei quali hanno mosso e muovono tuttora i primi passi professionali negli studi legali della città e del territorio.</p>
<p>Il rapporto tra l’Ateneo – con il suo Dipartimento di Giurisprudenza, il quale, in esito alla riforma universitaria del 2010, ha raccolto l’eredità della gloriosa Facoltà giuridica – e l’Ordine degli avvocati è peraltro destinato ad incrementarsi decisamente nel prossimo futuro dal momento che la legge di riforma dell’ordinamento forense approvata al termine del 2012 prevede che una parte del tirocinio necessario per poter sostenere l’esame di abilitazione alla professione di avvocato possa essere svolto già durante l’ultimo anno del corso di laurea: il che presuppone una strettissima collaborazione tra l’Ateneo e l’Ordine forense del suo territorio naturale che sarà formalizzata nelle prossime settimane.</p>
<p>Nei delicati frangenti storici in cui – dall’età della restaurazione postnapoleonica all’unità d’Italia fino al periodo fascista – si è posta l’esigenza di rivedere la geografia delle circoscrizioni giudiziarie, il mantenimento del Tribunale di Urbino e del mondo forense che lo circonda ha trovato solide giustificazioni anche grazie al rapporto con l’Ateneo. Oggi quelle ragioni sono ancora più forti e meritano di essere attentamente considerate se non si vuole correre il rischio che, tagliando drasticamente la sede giudiziaria, si tagli anche la possibilità di fornire ai giovani che si accostano alle professioni forensi percorsi formativi realmente adeguati per l’inserimento nel mondo professionale e del lavoro. Con buona pace, purtroppo, di quelle reali opportunità di “buona” occupazione per i giovani da tutti auspicate che, specialmente in un periodo di grave crisi come l’attuale, nessun pur comprensibile processo di razionalità economica deve e può trascurare.</p>
<p><strong>Stefano Pivato<em>, </em></strong><em>M</em><em>agnific</em><em>o Rettore dell’Università di Urbino Carlo Bo</em></p>
<p><strong>Paolo Pascucci</strong><em>, D</em><em>irett</em><em>o</em><em>r</em><em>e del Dipartimento di Giurisprudenza</em></p>
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		<title>Gli altrove della Creatività</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 10:17:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>UniurbPost</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://post.uniurb.it/?p=3881</guid>
		<description><![CDATA[a cura di Roberto di Raffaele (Redazione Studenti) Casi di studio su comunicazione digitale, economie emergenti: Paesi BRIC (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica), CIVET (Colombia, Indonesia, Vietnam, Egitto, Turchia e Sudafrica) e Next Eleven (sono gli undici paesi &#8211; Bangladesh , Egitto , Indonesia , Iran , Messico , Nigeria , Pakistan , Filippine , [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a cura di Roberto di Raffaele (<strong>Redazione Studenti</strong>)</p>
<p>Casi di studio su comunicazione digitale, economie emergenti: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/BRICS">Paesi BRIC (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica)</a>, <a href="http://www.economiaweb.it/dopo-i-bric-scatta-lora-dei-civets/">CIVET (Colombia, Indonesia, Vietnam, Egitto, Turchia e Sudafrica)</a> e Next Eleven (sono gli undici paesi &#8211; <a title="Bangladesh" href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&amp;hl=it&amp;prev=/search%3Fq%3Dnext%2Beleven%26client%3Dfirefox-a%26hs%3Df5V%26hl%3Dit%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26biw%3D1280%26bih%3D885&amp;rurl=translate.google.it&amp;sl=en&amp;u=http://en.wikipedia.org/wiki/Bangladesh&amp;usg=ALkJrhgCxGZaSodlUzUYcDP7GwgqXBjwuA">Bangladesh</a> , <a title="Egitto" href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&amp;hl=it&amp;prev=/search%3Fq%3Dnext%2Beleven%26client%3Dfirefox-a%26hs%3Df5V%26hl%3Dit%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26biw%3D1280%26bih%3D885&amp;rurl=translate.google.it&amp;sl=en&amp;u=http://en.wikipedia.org/wiki/Egypt&amp;usg=ALkJrhiaHq6jPfm1IbalfddURofOhaSZkQ">Egitto</a> , <a title="Indonesia" href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&amp;hl=it&amp;prev=/search%3Fq%3Dnext%2Beleven%26client%3Dfirefox-a%26hs%3Df5V%26hl%3Dit%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26biw%3D1280%26bih%3D885&amp;rurl=translate.google.it&amp;sl=en&amp;u=http://en.wikipedia.org/wiki/Indonesia&amp;usg=ALkJrhgSFnmn-VLP4F5kXCMfGSohjAa3NA">Indonesia</a> , <a title="Iran" href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&amp;hl=it&amp;prev=/search%3Fq%3Dnext%2Beleven%26client%3Dfirefox-a%26hs%3Df5V%26hl%3Dit%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26biw%3D1280%26bih%3D885&amp;rurl=translate.google.it&amp;sl=en&amp;u=http://en.wikipedia.org/wiki/Iran&amp;usg=ALkJrhiMtceykuaWC0sphPZTDXZAkrTnow">Iran</a> , <a title="Messico" href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&amp;hl=it&amp;prev=/search%3Fq%3Dnext%2Beleven%26client%3Dfirefox-a%26hs%3Df5V%26hl%3Dit%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26biw%3D1280%26bih%3D885&amp;rurl=translate.google.it&amp;sl=en&amp;u=http://en.wikipedia.org/wiki/Mexico&amp;usg=ALkJrhgIdx_cw3s3XrRAPkUNYOZRFMSRNA">Messico</a> , <a title="Nigeria" href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&amp;hl=it&amp;prev=/search%3Fq%3Dnext%2Beleven%26client%3Dfirefox-a%26hs%3Df5V%26hl%3Dit%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26biw%3D1280%26bih%3D885&amp;rurl=translate.google.it&amp;sl=en&amp;u=http://en.wikipedia.org/wiki/Nigeria&amp;usg=ALkJrhjtwL5q1dAfCUslErTYsedHbUE7kA">Nigeria</a> , <a title="Pakistan" href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&amp;hl=it&amp;prev=/search%3Fq%3Dnext%2Beleven%26client%3Dfirefox-a%26hs%3Df5V%26hl%3Dit%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26biw%3D1280%26bih%3D885&amp;rurl=translate.google.it&amp;sl=en&amp;u=http://en.wikipedia.org/wiki/Pakistan&amp;usg=ALkJrhgwzQHsoPNII3NbzxMxRIfniyVsEw">Pakistan</a> , <a title="Filippine" href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&amp;hl=it&amp;prev=/search%3Fq%3Dnext%2Beleven%26client%3Dfirefox-a%26hs%3Df5V%26hl%3Dit%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26biw%3D1280%26bih%3D885&amp;rurl=translate.google.it&amp;sl=en&amp;u=http://en.wikipedia.org/wiki/Philippines&amp;usg=ALkJrhhQiYnIVHN5hqk0sBAuFWJ34s8l2Q">Filippine</a> , <a title="Turchia" href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&amp;hl=it&amp;prev=/search%3Fq%3Dnext%2Beleven%26client%3Dfirefox-a%26hs%3Df5V%26hl%3Dit%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26biw%3D1280%26bih%3D885&amp;rurl=translate.google.it&amp;sl=en&amp;u=http://en.wikipedia.org/wiki/Turkey&amp;usg=ALkJrhhZ8oYjJ3Fehu8XB_wtL8WMhMy7vw">Turchia</a> , <a title="Corea del Sud" href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&amp;hl=it&amp;prev=/search%3Fq%3Dnext%2Beleven%26client%3Dfirefox-a%26hs%3Df5V%26hl%3Dit%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26biw%3D1280%26bih%3D885&amp;rurl=translate.google.it&amp;sl=en&amp;u=http://en.wikipedia.org/wiki/South_Korea&amp;usg=ALkJrhiyxKFSPUhm7gHTj6c6LB2lBXV3Tw">Corea del Sud</a> e <a title="Vietnam" href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&amp;hl=it&amp;prev=/search%3Fq%3Dnext%2Beleven%26client%3Dfirefox-a%26hs%3Df5V%26hl%3Dit%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26biw%3D1280%26bih%3D885&amp;rurl=translate.google.it&amp;sl=en&amp;u=http://en.wikipedia.org/wiki/Vietnam&amp;usg=ALkJrhjZNowjqdHr_359IUpflwFzzJKRBg">Vietnam</a> &#8211; identificate da <a title="Goldman Sachs" href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&amp;hl=it&amp;prev=/search%3Fq%3Dnext%2Beleven%26client%3Dfirefox-a%26hs%3Df5V%26hl%3Dit%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26biw%3D1280%26bih%3D885&amp;rurl=translate.google.it&amp;sl=en&amp;u=http://en.wikipedia.org/wiki/Goldman_Sachs&amp;usg=ALkJrhhMhyXmZbpKbwVH0jM-AxinH9eCVg">Goldman Sachs,</a> <a title="La banca di investimento" href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&amp;hl=it&amp;prev=/search%3Fq%3Dnext%2Beleven%26client%3Dfirefox-a%26hs%3Df5V%26hl%3Dit%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26biw%3D1280%26bih%3D885&amp;rurl=translate.google.it&amp;sl=en&amp;u=http://en.wikipedia.org/wiki/Investment_bank&amp;usg=ALkJrhgQiFoXPnEiQLZl_aTxdAx5hUk0VA">banca d&#8217;investimento</a> e dall’ economista <a title="Jim O'Neill (economista)" href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&amp;hl=it&amp;prev=/search%3Fq%3Dnext%2Beleven%26client%3Dfirefox-a%26hs%3Df5V%26hl%3Dit%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26biw%3D1280%26bih%3D885&amp;rurl=translate.google.it&amp;sl=en&amp;u=http://en.wikipedia.org/wiki/Jim_O%27Neill_%28economist%29&amp;usg=ALkJrhg7E5qQwRxkkmRdNIJ1HwsA93Zp8w">Jim O&#8217;Neill</a> in un <a title="Documento accademico" href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&amp;hl=it&amp;prev=/search%3Fq%3Dnext%2Beleven%26client%3Dfirefox-a%26hs%3Df5V%26hl%3Dit%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26biw%3D1280%26bih%3D885&amp;rurl=translate.google.it&amp;sl=en&amp;u=http://en.wikipedia.org/wiki/Academic_paper&amp;usg=ALkJrhi2jh9zMkZmOAisqMPCnzVs3PqegA">documento di ricerca</a> come aventi un elevato potenziale di diventare, insieme con i <a title="BRIC" href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&amp;hl=it&amp;prev=/search%3Fq%3Dnext%2Beleven%26client%3Dfirefox-a%26hs%3Df5V%26hl%3Dit%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26biw%3D1280%26bih%3D885&amp;rurl=translate.google.it&amp;sl=en&amp;u=http://en.wikipedia.org/wiki/BRIC&amp;usg=ALkJrhhqmCfW4N1aoEW0K2pPGey-49cLbg">paesi BRIC</a> / <a title="BRICS" href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&amp;hl=it&amp;prev=/search%3Fq%3Dnext%2Beleven%26client%3Dfirefox-a%26hs%3Df5V%26hl%3Dit%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26biw%3D1280%26bih%3D885&amp;rurl=translate.google.it&amp;sl=en&amp;u=http://en.wikipedia.org/wiki/BRICS&amp;usg=ALkJrhgfFOkcGOA7_fZqpkxNwJMW-mNLNQ">BRICS</a>, le più grandi economie del mondo nel 21 ° secolo) sono i temi che sono stati trattati al convegno <strong><a href="http://www.futuricreativi.it/">Futuri creativi</a></strong>, organizzato dai corsi di Laurea in Comunicazione e Pubblicità dell’Università di Urbino Carlo Bo con sede a Pesaro, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Comunicazione e Discipline Umanistiche, che si è svolto il 9 e 10 maggio a Pesaro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_3882" class="wp-caption aligncenter" style="width: 600px"><a href="http://post.uniurb.it/?attachment_id=3882" rel="attachment wp-att-3882"><img class="size-medium wp-image-3882" src="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/da-sinistra-Andrea-Paoloni-di-Salotto-delle-ruote-grasse-Giovanni-Boccia-Artieri-Stefania-Antonioni-e-Gianfranco-Tonti-presidente-di-Ifi-con-Stefania-Antonioni-e-Giovanni-Boccia-Artieri-presso-Pesaro-590x386.jpg" alt="a sinistra Andrea Paoloni di Salotto delle ruote grasse, Giovanni Boccia Artieri, Stefania Antonioni e Gianfranco Tonti, presidente di Ifi " width="590" height="386" /></a><p class="wp-caption-text">da sinistra Andrea Paoloni di Salotto delle ruote grasse, Giovanni Boccia Artieri, Stefania Antonioni e Gianfranco Tonti, presidente di Ifi</p></div>
<p>Il convegno ha riunito importanti professionisti del mondo della pubblicità, accademici, imprenditori, giovani studiosi di queste tematiche, allo scopo di fare il punto della situazione, tracciare possibili linee evolutive, ma anche costruire relazioni tra settori e professionisti chiamati a proporre nuove soluzioni e nuove idee in maniera collaborativa.</p>
<p>Pubblichiamo di seguito la sintesi degli interventi:</p>
<p><strong>Paolo Iabichino</strong>: <strong>BRICollage. Viaggio nella creatività dei paesi emergenti.</strong></p>
<p>&#8220;Il tema non è la tecnologia della nuova creatività, ma l&#8217;atteggiamento&#8221;, introduce così <a href="http://www.invertising.it/paolo-iabichino/">Paolo Iabichino</a>, Executive Creative Director  <a href="http://www.ogilvy.it/staticInternals.cfm?IndiceSezione=4">OgilvyOne</a> e OgilvyAction Italia.</p>
<p>Iabichino si mostra contrario al concetto di <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marketing_virale">viral marketing</a></em>, definendolo soltanto la proiezione delle frustrazioni dei pubblicitari. Abbiamo riversato su Internet tutto il materiale che non poteva finire in prima serata, pieno di sesso, sadismo, splatter e stronzate.</p>
<p>La miglior creatività è quella che riesce a inserirsi nell&#8217;apparato culturale delle persone, anche quando la marca rinuncia a parlare di se stessa offrendo un motivo di condivisione sociale.</p>
<p>I BRIC hanno sviluppato una sensibilità creativa più raffinata che deriva dall&#8217;assenza di grandi investimenti da destinare alla pubblicità. Niente registi strapagati o star. &#8220;L&#8217;essere stati abituati a muoversi con poco li ha costretti a salire a un livello di creatività superiore&#8221;.</p>
<p><strong>Marco Lombardi:</strong> <strong>Come i paesi BRIC vedono gli italiani </strong></p>
<p><a href="http://www.iulm.it/wps/wcm/connect/iulmit/iulm-it/personale-docenti/istituto-comunicazione-comportamento-e-consumi/titolari-di-contratto-per-attivita-di-insegnamento-di-corso-ufficiale/lombardi-marco">Marco Lombardi</a>, presidente <a href="http://www.yritalia.it/">Young&amp;Rubicam Italia</a>, parla della percezione che le economie in via di sviluppo hanno del nostro paese. &#8220;Dal 2011, dopo vent&#8217;anni di crescita, il nostro sistema ha riscontrato una decrescita. Il brand Italia in Europa è sceso al livello di commodity a basso prezzo.&#8221;</p>
<p>&#8220;L&#8217;Italia è vista più vicina agli archetipi del bambino, dell&#8217;esploratore e del mago, lontana dalla sostanza e dal pensiero&#8221;.</p>
<p>Lombardi ha detto come ultimamente la comunicazione abbia puntato troppo sullo stereotipo, sul mettere in luce l&#8217;ombra di un archetipo. L&#8217;Italia è come paralizzata dalla paura di qualcosa che è già accaduto. &#8220;Occhi lucenti&#8221; è l&#8217;invito di Lombardi per vincere questa paura.</p>
<p><strong>Simona Aguzzoni</strong>: <strong>Cina: quali spazi creativi in un processo di intermediazione culturale di successo? </strong></p>
<p><a href="http://www.linkedin.com/pub/simona-aguzzoni/19/61a/113">Simona Aguzzoni</a> di Hoop: &#8220;Oggi abbiamo fatto un colloquio a una ragazza cinese nata in Italia, laureata a Milano. Ha scelto di tornare a Shanghai, mentre la sua famiglia è rimasta in Italia perché &#8216;la Cina è troppo competitiva&#8217; per loro. Ogni giorno, parallelamente, dall&#8217;Italia arrivano in Cina richieste per creare canali, supportare prodotti e attività in questo mercato.&#8221;</p>
<p>L&#8217;incontro è iniziato con una valutazione degli aspetti che danno appeal e competitività alla Cina. Le top 5 delle attività online in ascesa in Cina è composta da banking, pagamenti, gruppi d&#8217;acquisto, shopping e microblog. &#8220;Più di 1/3 di cinesi sono internet users, il mobile è quello che ha maggiori potenzialità&#8221;, aggiunge la Aguzzoni.</p>
<p>In Cina c&#8217;è un panorama abbastanza diverso nei social. Sina Weibo è una piattaforma con 300 milioni di utenti, seguita dal &#8220;Facebook cinese&#8221; RenRen.</p>
<p>La connessione via mobile, in Cina, vanta 429 milioni di utenti. Anche lì hanno iniziato a utilizzare meccanismi di storytelling, proiettati alla creazione di un sogno.</p>
<p><strong>Emanuele Nenna : Il futuro della pubblicità passa per l&#8217;Africa nera? </strong></p>
<p><a href="Emanuele%20Nenna">Emanuele Nenna</a>, fondatore di<a href="http://www.nowavailable.it/it/"> NowAvailable</a> e chairman di <a href="http://www.naafrica.com/">NowAvailable Africa</a>, racconta la sua esperienza in Ghana, mercato emergente che la sua agenzia tiene in considerazione, senza smanie colonialiste. La sede africana, infatti, è composta per metà da dipendenti ghanesi.</p>
<p>Il suo intervento è stato suddiviso in otto lezioni che ha appreso personalmente in Ghana. La lezione più importante che sottolinea Nenna è che &#8220;l&#8217;Africa, con i piedi per terra, sa di avere un futuro che la aspetta&#8221;.</p>
<p>Nel pomeriggio ci si è concentrati maggiormente sulla creatività digitale, sulle nuove possibilità date dalle piattaforme online.</p>
<p><strong>Adriana Ripandelli: Reset! Il panorama digitale e le aspettative di brand/imprese </strong></p>
<p><a href="http://it.linkedin.com/in/adrianaripandelli">Adriana Ripandelli</a>, CEO di <a href="http://thegrandunion.it/">Grand Union Italia</a> – Gruppo FullSix, ha mostrato diversi case study su come la comunicazione online abbia cambiato il modello di business delle imprese. Il brand diventa media e può invitare all&#8217;acquisto attraverso gli schermi che utilizziamo quotidianamente.</p>
<p>&#8220;I mezzi digitali sono quelli che permettono alle aziende di passare dal dichiarare &#8216;io sono così&#8217; al farlo vedere&#8221;. Tutto ciò è possibile perché le aziende, adesso, possono usufruire dei big data, sui quali definire poi cosa fare sugli owned media e sui paid media.</p>
<p><strong>Marco Massarotto: La sfida del mobile marketing</strong></p>
<p><a href="http://marcomassarotto.com/">Marco Massarotto</a>, CEO di <a href="http://hagakure.it/">Hagakure</a>, in collegamento via Skype, mostra come il mobile sia già il presente. Concetto che può sembrare scontato, ma non del tutto, se si pensa che in Italia si tende ancora ad associare Internet al PC.</p>
<p>Mostrando diversi case study, dimostra come il mobile cambia l&#8217;intero business e, di conseguenza la comunicazione, che diventa maggiormente strategica. Non solo valori intangibili, ma anche processi come transazioni e spostamenti di ogni tipo.</p>
<p><strong>Andrea Fontana: I racconti dei brand: digital, crossmedia e transmedia storytelling </strong></p>
<p><a href="http://www.andreafontana.org/">Andrea Fontana</a> di <a href="http://www.storyfactory.it/">Storyfactory</a> parla di storytelling, dinamica molto complessa da incorporare nel proprio business. Un racconto del brand (e non la storia dell&#8217;impresa) che deve includere l&#8217;insight e il racconto del consumatore.</p>
<p>L&#8217;appuntamento pomeridiano del 10 maggio si è concluso con la presentazione di casi di successo della provincia di Pesaro-Urbino.</p>
<p>Il primo <em>speech</em> è stato di <strong><a href="http://www.linkedin.com/pub/laura-calavalle/1b/37b/286">Laura Calavalle</a></strong>, Digital Strategist di <a href="http://www.websolute.it/">Websolute</a>, web agency pesarese. <strong><a href="https://www.facebook.com/salottodelleruotegrasse">Andrea Paoloni</a></strong> ha raccontato l&#8217;esperienza del <a href="https://www.facebook.com/salottodelleruotegrasse">Salotto delle Ruote Grasse</a>, la prima facebike community che ha dato vita al social biking in Italia. Termina la presentazione dei casi di studio <strong><a href="http://www.ifi.it/it/azienda.aspx?page=chisiamo">Gianfranco Tonti</a></strong>, presidente di <a href="http://www.ifi.it/">Ifi</a> con la sua <em><a href="http://www.ifi.it/it/Vetrina.aspx?product=tonda&amp;type=intro">Tonda</a></em>, un innovativo banco frigo circolare per gelati (nato a Pesaro e famoso in tutto il mondo).</p>
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		<title>Il concetto di verità nelle scienze</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 07:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Fano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Post Opinion]]></category>

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		<description><![CDATA[a cura di Vincenzo Fano, professore di logica e filosofia della scienza (Dipartimento di Scienze di Base e Fondamenti (DiSBeF), coordinatore della Commissione interdisciplinare dell&#8217;Ateneo di Urbino Studiosi e studenti, tutti parliamo spesso di verità. Alcuni per dire che è molto importante cercarla, altri per sostenere che è impossibile trovarla, altri ancora per affermare che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>a cura di <strong>Vincenzo Fano</strong>, professore di logica e filosofia della scienza (<a href="http://www.disbef.uniurb.it/">Dipartimento di Scienze di Base e Fondamenti (<em>DiSBeF</em>), coordinatore della Commissione interdisciplinare dell&#8217;Ateneo di Urbino</a></h3>
<p>Studiosi e studenti, tutti parliamo spesso di verità. Alcuni per dire che è molto importante cercarla, altri per sostenere che è impossibile trovarla, altri ancora per affermare che non esiste. Tuttavia, benché muovendoci nel mondo incontriamo uomini e donne, automobili e batteri, non abbiamo mai incontrato delle <em>verità</em>. Le verità non si vedono con gli occhi, né si spostano con le mani, né sono un buon carburante per le nostre caldaie. Quindi la prima cosa che dobbiamo fare, se vogliamo discutere di verità, è definire che cosa intendiamo con questo termine. Con verità ci riferiremo a una caratteristica dei nostri enunciati e delle nostre teorie. Si può affermare che “un uomo è vero”, che “un fatto è vero”, che “un’idea è vera”. Questi sono modi di dire comuni, ma d’ora in poi parleremo solo di “enunciati e teorie vere o false”. In questo senso l’affermazione “Urbino ha un milione di abitanti” è falsa mentre l’affermazione “A Urbino nel 1509 è nato il grande matematico e filologo Federico Commandino” è vera.</p>
<p>Detto questo, dobbiamo chiederci “quando un’affermazione o una teoria sono vere?”. La definizione che ancora oggi molti considerano utile è quella formulata da Aristotele nella sua <em>Metafisica</em>: “Dire di ciò che è che non è, o di ciò che non è che è, è falso, mentre dire di ciò che è che è o di ciò che non è che non è, è vero”. Ad esempio se affermiamo “la neve è bianca” e la neve è effettivamente bianca, allora abbiamo detto il vero. Qui sorge un problema non piccolo. Come facciamo a sapere che ciò che è è effettivamente come diciamo che sia? Ovvero come facciamo a determinare se la neve sia di fatto bianca? Beh, verrebbe da dire, basta guardarla. Tuttavia sappiamo bene quanto i nostri sensi possono essere ingannevoli e che quello che vede uno potrebbe essere diverso da quello che vede un altro. Senza contare che le affermazioni che veramente ci interessano non sono mai così semplici come “la neve è bianca”, ma tipo “la particella rivelata recentemente dall’LHC è veramente il bosone di Higgs?”, cioè enunciati ben più difficili da controllare.</p>
<p>A questo punto, per evitare confusioni, dobbiamo introdurre una distinzione molto importante: un conto sono le procedure che utilizziamo per stabilire se un enunciato o una teoria siano veri, un conto sono invece i fatti nel mondo che determinano la verità di un enunciato o di una teoria. Le prime spesso si chiamano “metodi di verifica o controllo” e i secondi, invece, “condizioni di verità”. Come ha mostrato un grande pensatore della seconda metà del secolo scorso, Quine, le seconde sono <em>imperscrutabili</em>, nel senso che il linguaggio che usiamo per parlare del mondo e il mondo sono talmente disomogenei, che non è possibile costruire una chiara corrispondenza fra il primo e il secondo. Di fatto noi, quando cerchiamo la verità, non instauriamo corrispondenze fra linguaggio e mondo, ma fra un linguaggio, per così dire, più astratto e uno più concreto. Facciamo un esempio: vogliamo stabilire se sia vero o meno che Urbino ha un milione di abitanti. Come procediamo? Cerchiamo alcuni collaboratori, che nell’arco di un paio di settimane bussino alle porte di tutte le abitazioni di Urbino per controllare quante persone vivano in ciascun appartamento. Di fatto i nostri collaboratori daranno <em>fiducia</em> a quello che riferirà loro la persona che trovano in casa. Dunque il nostro rilevamento si concretizzerà in circa un paio di migliaia di affermazioni del tipo “qui abitano tot persone”. Sommiamo tutti i “tot” e otteniamo il numero degli abitanti di Urbino nel periodo del rilevamento. Ovviamente ci sarà un margine di errore. Tuttavia il risultato è certamente molto inferiore a un milione, per cui siamo praticamente sicuri che la nostra affermazione di partenza “Urbino ha un milione di abitanti” sia falsa.</p>
<p>Di fatto il metodo che abbiamo utilizzato per controllare il nostro enunciato è stato quello di confrontarlo con un gran numero di enunciati che abbiamo considerato veri, cioè quelli degli abitanti trovati in casa dai rilevatori. Perciò siamo giunti alla conclusione che l’affermazione “Urbino ha un milione di abitanti” è falsa perché è <em>incoerente</em> con affermazioni che consideriamo vere.</p>
<p>Proprio perché la procedura di accertamento della verità ha sempre questo andamento di confronto fra enunciati, molti hanno sostenuto che la verità non sia altro che <em>coerenza</em> fra enunciati e non corrispondenza fra enunciati e realtà, come sostenuto da Aristotele. Tuttavia bisogna stare attenti a non confondere le due nozioni che abbiamo distinto prima: un conto è che noi di fatto accertiamo la verità di un enunciato o di una teoria mediante questa comparazione fra enunciati più teorici ed enunciati più osservativi – che assumiamo come veri – (cioè il metodo di verifica o controllo), un conto sono invece i fatti che rendono veri i nostri enunciati (cioè le condizioni di verità). E’ probabile che in ultima analisi i fatti siano il più delle volte imperscrutabili e che l’accertamento della verità non può che avvenire mediante un confronto fra enunciati, ma questo non significa che non siano i fatti nel mondo ciò che effettivamente rende vero un enunciato o una teoria.</p>
<p>Da questa breve analisi discende che la verità, intesa come corrispondenza con la realtà, è spesso, se non sempre, impossibile da raggiungere in maniera definitiva. Quindi in generale le nostre migliori teorie non sono vere, ma solo <em>parzialmente</em> vere. Dunque il compito scientifico di scoprire la verità è inesauribile. Arriviamo perciò alla conclusione che la verità esiste e possiamo cercarla; certo non siamo mai sicuri di averla trovata.</p>
<p>Da ultimo ci chiediamo se valga la pena inseguire la verità. La <em>Metafisica</em> di Aristotele comincia con l’affermazione che l’uomo tende per natura alla conoscenza. Lucrezio nel <em>De rerum natura</em> (III, 1067ss.) nota che l’uomo non si rende conto che il suo maggior nemico è il suo io e che il modo migliore di sfuggirgli è provare a penetrare la natura. Hume, all’inizio del suo <em>Trattato sulla natura umana</em>, ribadisce che la più dolce e la più innocua strada nella vita è quella che porta attraverso le vie della scienza e dell’apprendimento. Bastano queste poche citazioni dai classici per rendersi conto di quanto sia importante il ben-essere dovuto alla ricerca della verità. In un certo senso la <em>filo-sofia</em> (amore del sapere) è proprio l’educazione al perseguimento del “piacere della conoscenza”.</p>
<p>Bisognerebbe sottolineare anche che conoscere non solo è un piacere, ma è anche un valore. Tuttavia di questo parleremo un’altra volta.</p>
<p>&#8212;&#8211;</p>
<p>Per visionare il programma delle lezioni <a href="http://post.uniurb.it/?p=3860" target="_blank">cliccla qui</a></p>
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		<title>UniurbPost dà i numeri</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 07:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anuska Pambianchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[In evidenza (A)]]></category>
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		<description><![CDATA[Cresce il numero di lettori che consultano online il magazine dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. Lo rilevano le statiche annuali secondo le quali, dallo scorso anno (maggio 2012), i visitatori sono saliti a 83mila, di cui  77mila sono visitatori unici. Nel periodo (maggio 2011-maggio2012) si registravano 49 mila accessi unici. In particolare, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cresce il numero di lettori che consultano online il <a href="http://post.uniurb.it/" target="_blank">magazine dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo</a>. Lo rilevano le statiche annuali secondo le quali, dallo scorso anno (maggio 2012), i <strong>visitatori sono saliti a 83mila, di cui  </strong><strong>77mila sono visitatori unici</strong>. Nel periodo (maggio 2011-maggio2012) si registravano 49 mila accessi unici.</p>
<p>In particolare, il 93% dei lettori sono nuovi visitatori e di questi, oltre il 20% accede al magazine tramite dispositivi mobili (smartphone/tablet).</p>
<div id="attachment_3871" class="wp-caption aligncenter" style="width: 600px"><a href="http://post.uniurb.it/?attachment_id=3871" rel="attachment wp-att-3871"><img class="size-full wp-image-3871" src="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/UniurbPost-La-vita...-Foto-di-Donatello-Trisolino-comparsa-nel-numero-0.jpg" alt="UniurbPost, La nascita... - Foto di Donatello Trisolino comparsa  nel numero 0" width="590" height="391" /></a><p class="wp-caption-text">UniurbPost, La nascita&#8230; &#8211; Foto di Donatello Trisolino comparsa nel numero 0</p></div>
<p>I numeri di traffico di <a href="http://post.uniurb.it/" target="_blank"><strong>UniurbPost</strong></a> verranno presentati martedì 14 maggio, ore 15, in Conferenza d’Ateneo (aula magna – via Saffi, 2) dal direttore editoriale <strong>Giovanni Boccia Artieri</strong>, delegato per il Rettore alla comunicazione d’Ateneo. Insieme a questi dati si parlerà anche delle campagne di comunicazione e di come l’<a href="http://www.uniurb.it/it/portale/index.php?mist_id=0&amp;lang=IT&amp;tipo=IST&amp;page=246&amp;evntID=2154" target="_blank">Ateneo si orienta, promuove e informa agli studenti</a>. Interverranno il rettore <strong>Stefano Pivato</strong>, il prorettore vicario <strong>Giancarlo Ferrero</strong>, il delegato all’Orientamento <strong>Glauco Ceccarelli</strong>. Concluderà la giornata la prof.ssa <strong>Anna Tonelli.</strong></p>
<p>UniurbPost<strong> </strong><strong>nasce nel 2011</strong> come un luogo online dove le notizie dell’Ateneo sono approfondite e raccontate da un punto di vista tipicamente giornalistico. Il magazine si propone come un prodotto editoriale dell’Università capace di fornire approfondimenti, raccontare la vita e le novità della comunità universitaria e allo stesso tempo offrire una nuova opportunità per esprimere l’identità dell’Ateneo, dentro e al di fuori di esso.</p>
<div id="attachment_3870" class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><a href="http://post.uniurb.it/?attachment_id=3870" rel="attachment wp-att-3870"><img class="size-full wp-image-3870 " src="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/boccia-artieri.jpg" alt="Giovanni Boccia Artieri, direttore editoriale di UniurbPost e delegato per il Rettore alla comunicaizone d'Ateneo" width="120" height="160" /></a><p class="wp-caption-text">Giovanni Boccia Artieri, direttore editoriale di UniurbPost e delegato per il Rettore alla comunicaizone d&#8217;Ateneo</p></div>
<p>«Il nostro magazine &#8211; dice il direttore editoriale <strong>Giovanni Boccia Artieri</strong>, delegato per il Rettore alla comunicazione d’Ateneo &#8211; si è rivelato una risorsa che ha contribuito ad allargare l’interesse sulla vita dell’Unviersità Urbino costruendo un’informazione quotidiana che ci avvicinasse a lettori molto diversi: gli studenti e le loro famiglie, le persone che lavorano ed insegnano, i cittadini del territorio non solo marchigiano e nazionale. Sono quindi molto soddisfatto di questo risultato che va a colmare l’enorme lacuna che è propria della pubblica amministrazione italiana, quella della connessione tra comunicazione interna ed esterna e quella della trasparenza pubblica».</p>
<p><strong>Sempre più lettori, dunque, sono  interessati a conoscere da vicino ciò che accade all’interno dell’Ateneo. Se gli articoli pubblicati nello stesso periodo (mag. 2012- mag. 2013) sono 136, il dato che risalta è che sono stati </strong><strong>letti oltre 120 mila volte, in media 882 letture per articolo</strong><strong>.</strong></p>
<p>«L’innovazione – continua il direttore editoriale <strong>Giovanni Boccia Artieri</strong> – sta nell’aver saputo attrarre pubblici diversi basandoci sui valori cardine della comunicazione digitale: interattività, condivisione, potenzialità culturali illimitate. Il valore e la capacità che possiamo riconoscere al magazine sono quelli di fungere da collante tra l’Università di Urbino e la società civile che vi ruota intorno. Un progetto che è riuscito a valicare i confini dell’Ateneo e si sta delineando come Social Media Press Release, ovvero, il modello evoluto del concetto di ufficio stampa, con una struttura in linea con le nuove esigenze derivanti dal Web 2.0. Uno strumento, dunque, sempre più consultato dalla stampa del territorio per trovare notizie, immagini, video, bookmark, citazioni che permettono al giornalista di selezionare singoli elementi di informazione funzionali ai suoi interessi, allo stile editoriale e alla sua audience. Ciò è in linea con la trasformazione dell’editoria contemporanea. Per il futuro continueremo a costruire la nostra reputazione online e a mettere sempre più i nostri lettori in condizione di essere in connessione con noi e tra loro<em>».</em></p>
<p>UniurbPost è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Urbino dal 2011. Direttore responsabile è <strong>Lella Mazzoli</strong>.</p>
<p><strong>Roberto Danese</strong> è responsabile della Redazione Studenti. Fanno parte della Redazione <strong>Tiziano Mancini,</strong> <strong>Anuska Pambianchi</strong>, <strong>Paolo Bianchi</strong>, <strong>Simone Sgaggi</strong> e <strong>Donatello Trisolino</strong> (web content).</p>
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		<title>Sapere per comprendere</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 09:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anuska Pambianchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[In evidenza (B)]]></category>

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		<description><![CDATA[Parte il 14 maggio il mese dell’Alta Formazione: progetto messo a punto dalla Commissione Interdisciplinare dell’Ateneo di Urbino con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e Urbino. Il professore Vincenzo Fano, coordinatore della Commissione Interdisciplinare, ci spiega che il progetto comprende una serie di incontri rivolti ai dottorandi dell’Ateneo di Urbino per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parte il 14 maggio il mese dell’<strong>Alta Formazione</strong>: progetto messo a punto dalla <strong>Commissione Interdisciplinare dell’Ateneo di Urbino</strong> con il contributo della <strong>Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e Urbino</strong>.</p>
<div id="attachment_3862" class="wp-caption alignleft" style="width: 170px"><a href="http://post.uniurb.it/?attachment_id=3862" rel="attachment wp-att-3862"><img class="size-full wp-image-3862 " src="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/Vincenzo-Fano.jpg" alt="Il prof Vincenzo Fano, coordinatore della Commissione Interdisciplinare dell'Università di Urbino" width="160" height="160" /></a><p class="wp-caption-text">Il prof Vincenzo Fano, coordinatore della Commissione Interdisciplinare dell&#8217;Università di Urbino</p></div>
<p>Il professore <a href="http://www.uniurb.it/Filosofia/fano.htm" target="_blank"><strong>Vincenzo Fano</strong></a>, coordinatore della Commissione Interdisciplinare, ci spiega che il progetto comprende una serie di incontri rivolti ai dottorandi dell’Ateneo di Urbino per consentire loro di acquisire un valore aggiunto alla loro formazione. «<em>La nostra convinzione – </em>dice il prof Fano<em> &#8211; è che accanto al lavoro specialistico, ai piani di ricerca di alta specializzazione portato avanti dai dottorandi, sia necessario un piccolo spazio che offra loro degli stimoli, brevi momenti di riflessione che possono arricchire la loro esperienza, affinché acquisiscano anche una visione d’insieme del sapere</em>».</p>
<p>In totale dieci lezioni: le prime due saranno incentrate sulla <strong>Metodologia della ricerca</strong> (14 e 15 maggio). Seguirà <strong>I Neuroni specchio e la percezione del corpo</strong> del 29 e 30 maggio e l’<strong>Evoluzione biologica </strong>del 4 e 5 giugno.</p>
<p>A <strong>Federico Commandino</strong> e all’ <strong>Umanesimo scientifico a Urbino </strong>saranno dedicate le lezioni dell&#8217;11 e 12 giugno. Federico Commandino è<em> </em>il maggiore rappresentante dell’umanesimo matematico del Rinascimento italiano. Trascorse gli ultimi<strong> </strong>dieci anni della sua vita a Urbino: dal 1565 al 1575. Ormai lontano dall’attività diplomatica internazionale a seguito della morte dei suoi potenti protettori, si rifugiò negli studi, che aveva sempre coltivato. Insigne grecista, oltre che grande matematico, pubblicherà nel 1572 quell’edizione degli <em>Elementi</em> di Euclide, che consentì ai moderni “nani” (Galileo e Newton) di salire sulle spalle dei giganti del passato. Possiamo dire che Federico fu il “principe dell’interdisciplinarità”, poiché fu il primo in Europa a possedere nel contempo le competenze fisico-matematiche e quelle filologico-letterarie, che gli permisero di tradurre e comprendere a fondo Euclide e Archimede. Federico nacque e operò proprio qui a Urbino.</p>
<p>Il mese dell’Alta formazione chiuderà il 19 e il 20 giugno con i seminari sui <strong>Processi narrativi e la costruzione della realtà sociale.</strong></p>
<p>Le lezioni saranno tenute da docenti dell’Ateneo urbinate e da importanti studiosi di altre università.<strong> Tra questi segnaliamo solo i proff Corrado Sinigaglia e Paolo Jedlowski.</strong></p>
<p>Tutte le lezioni si terranno nell’<strong>Aula Amaranto (Palazzo Battiferri – via Saffi, 42</strong>)<strong> </strong>e<strong> </strong>saranno aperte a tutti gli interessanti, nella speranza che si istauri un dialogo sempre più proficuo fra le discipline.</p>
<p>Dunque il primo appuntamento sarà martedì <strong>14 maggio alle ore 14 nell’Aula Amaranto in Palazzo Battiferri (via Saffi 46). </strong>Apriranno i lavori della giornata il rettore <strong>Stefano Pivato</strong>,  il delegato rettorale all’Alta formazione <strong>Riccardo Cuppini</strong> e il coordinatore all’Interdisciplinarità <strong>Vincenzo Fano</strong> che ci spiega i motivi alla base del progetto: «Lo studente che frequenta un corso di laurea ha bisogno di formarsi una sorta di cartina geografica della materia, per poi scendere nei dettagli di alcune regioni, approfondendo lo studio della morfologia di quel territorio. Ma, nel frattempo, talvolta, può aprire l’Atlante con le cartine di altre materie limitrofe o anche lontane, in modo da formarsi un quadro d’insieme.<br />
Lo studioso, dal canto suo, prende una singola cartina e diminuisce la scala fino a formarsi un quadro estremamente dettagliato della zona che indaga. A volte però può tornare alla cartina più ampia o addirittura all’Atlante, per ricordarsi dove il suo particolare ambito di studio è collocato nell’insieme. <strong>La Commissione Interdisciplinarità dell’Università di Urbino “Carlo Bo” vuole favorire queste aperture negli studenti e negli studiosi».</strong></p>
<p>Per visionare il programma completo <a href="http://interdisciplinarita.uniurb.it/" target="_blank">clicca qui</a></p>
<hr />
<ul>
<li>Alessandro Minelli &#8211; Forme del divenire &#8211; la biologia evoluzionistica dello sviluppo &#8211; <a href="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/Alessandro-Minelli-Forme-del-divenire-la-biologia-evoluzionistica-dello-sviluppo.pdf">scarica slide</a></li>
<li>Marcella Peruzzi &#8211; Strumenti per la ricerca bibliografica ed elementi di bibliometria - <a href="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/Marcella-Peruzzi-Strumenti-per-la-ricerca-bibliografica-ed-elementi-di-bibliometria.pdf">scarica slide</a></li>
<li>Marco Ferraguti &#8211; Natura non factis saltus. La teoria degli equilibri punteggiati  - <a href="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/Marco-Ferraguti-Natura-non-factis-saltus.-La-teoria-degli-equilibri-punteggiati.pdf">scarica slide</a></li>
<li>Marco Rocchi &#8211; Misurare i fenomeni naturali, sociali e linguistici  - <a href="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/Marco-Rocchi-Misurare-i-fenomeni-naturali-sociali-e-linguistici.pdf">scarica slide</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quando l&#8217;università ti aiuta a fare business</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 11:42:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anuska Pambianchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Home page Uniurb]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella graduatoria delle economie sulla facilità nel fare affari: &#8220;Doing business 2013&#8220;, stilata dal Centro di Ricerche della Banca Mondiale, l’Italia si classifica al 73° posto su 185 Paesi analizzati. Al primo posto troviamo Singapore. E’ il professore Giorgio Calcagnini, docente di Economia monetaria dell’Università di Urbino, a riportare la bassa posizione rispetto agli altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella graduatoria delle economie sulla facilità nel <em>fare affari</em>: &#8220;<a href="http://www.doingbusiness.org/reports/global-reports/doing-business-2013" target="_blank">Doing business 2013</a>&#8220;, stilata dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Banca_Mondiale" target="_blank">Centro di Ricerche della Banca Mondiale</a>, l’Italia si classifica al 73° posto su 185 Paesi analizzati. Al primo posto troviamo Singapore.</p>
<p>E’ il professore <strong>Giorgio Calcagnini</strong>, docente di Economia monetaria dell’Università di Urbino, a riportare la bassa posizione rispetto agli altri paesi europei nonché la lenta marcia italiana agli studenti, ai docenti e al pubblico presente durante il ciclo di incontri sull’imprenditorialità <strong>Fare impresa, che impresa</strong>. L’ultimo incontro è in programma il <strong>15 maggio</strong> al DiSTeVA.</p>
<div id="attachment_3848" class="wp-caption alignleft" style="width: 176px"><a href="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/il-prof-Giorgio-Calcagnini.-docente-di-economia-bancaria-a-Uniurb-e-delegato-per-il-Rettore-ai-rapporti-con-Confindustria.jpg"><img class="wp-image-3848  " src="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/il-prof-Giorgio-Calcagnini.-docente-di-economia-bancaria-a-Uniurb-e-delegato-per-il-Rettore-ai-rapporti-con-Confindustria-590x890.jpg" alt="Il prof Giorgio Calcagnini. docente di economia bancaria a Uniurb e delegato per il Rettore ai rapporti con Confindustria" width="166" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">Il prof Giorgio Calcagnini, docente di economia monetaria a Uniurb e delegato per il Rettore ai rapporti con Confindustria</p></div>
<p>Il professore <strong>Giorgio Calcagnini </strong>spiega che la Banca Mondiale nella sua graduatoria considera alcuni parametri: inizio dell’attività, permessi edili, allacciamento dell’energia, registrazione della proprietà, accesso al credito, protezione degli investitori, pagamento delle imposte, commercio internazionale, potere contrattuale, risoluzione dello stato di crisi.</p>
<p>Dunque, considerando i tempi necessari per le procedure amministrative e burocratiche varie, emerge un quadro italiano piuttosto complesso di come si possa fare impresa oggi nel nostro paese.</p>
<p>Per facilitare la collaborazione tra il mondo accademico e quello produttivo, all’Università di Urbino da dicembre 2011, è operativo il <strong><a href="http://www.uniurb.it/it/portale/index.php?mist_id=3155&amp;lang=IT&amp;tipo=ZND&amp;page=1926" target="_blank">Knowledge Transfer Office (KTO</a>)</strong> che si occupa più specificamente della creazione di spin-off e della partecipazione a progetti di ricerca nazionali, comunitari ed internazionali e di favorire attraverso i brevetti la protezione dei risultati della ricerca e la loro valorizzazione attraverso accordi di collaborazione industriale.</p>
<p>Responsabile dell’Ufficio KTO è il Direttore generale dell’Università di Urbino <strong>Luigi Bottegh</strong>i . Coordinatore <strong>Fabrizio Maci</strong> dell’Ufficio Ricerca e relazioni internazionali.</p>
<div id="attachment_3849" class="wp-caption alignright" style="width: 180px"><a href="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/Fabrizio-Maci.jpg"><img class="wp-image-3849  " src="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/Fabrizio-Maci-590x438.jpg" alt="Fabrizio Maci, coordinatore del KTO " width="170" height="126" /></a><p class="wp-caption-text">Fabrizio Maci, coordinatore del KTO</p></div>
<p>Il prof. Calcagnini &#8211; delegato del Rettore ai rapporti con Confindustria &#8211; ha spiegato agli studenti che il KTO rappresenta la terza missione dell’Università dopo ricerca e didattica e si occupa del trasferimento al mercato della conoscenza prodotta dalla ricerca accademica.</p>
<p>Oggi – ci dice <strong>Francesca Martinuzzi</strong>, del KTO &#8211; quasi tutte le università e gli enti pubblici di ricerca dispongono di una struttura UTT (ufficio trasferimento tecnologico), la cui attività rientra tra i parametri (VQR) valutazione qualità della ricerca dell’Anvur (Agenzia di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca).</p>
<div id="attachment_3850" class="wp-caption alignleft" style="width: 236px"><a href="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/Francesca-Martinuzzi.jpg"><img class="wp-image-3850  " src="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/Francesca-Martinuzzi-590x390.jpg" alt="Francesca Martinuzzi, KTO" width="226" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Francesca Martinuzzi, KTO</p></div>
<p><strong>Il prof. Giorgio Calcagnini sottolinea come l’Ufficio stia svolgendo un compito fondamentale nel fare nascere o rafforzare i legami tra il territorio e le attività di ricerca sviluppate all’interno dell’Università.</strong></p>
<p>L’Università promuove dunque la valorizzazione economica del know-how sviluppato al suo interno e il trasferimento di conoscenza dal mondo dell’Università a quello delle imprese. Tra gli strumenti a disposizione c’è il brevetto, il cui scopo è di tutelare giuridicamente il risultato di una ricerca innovativa, conferendo al proprietario il diritto di escludere terzi dal produrre, commercializzare o importare prodotti derivati dall’invenzione. L’Università deposita i brevetti delle invenzioni dei propri docenti e li cede in licenza alle aziende.</p>
<p>In particolare l’Ateneo, attraverso il KTO, gestisce l’amministrazione delle pratiche di cessione dei diritti all’Ateneo e il deposito di nuove domande di brevetto e gestione delle scadenze dei brevetti esistenti, l’aggiornamento degli accordi con i partner relativi alla vita dei brevetti e il monitoraggio delle possibilità di commercializzazione. Infine segue la campagna di sensibilizzazione e d’informazione ai ricercatori sulle procedure obbligatorie e opzionali relative al deposito di brevetti.</p>
<p>Francesca Martinuzzi, tra le prime cose in ordine di priorità, ha aperto un database dei brevetti. A tutt’oggi sono 11 le famiglie di brevetti depositati. Quasi tutti provengono dal Dipartimento di Scienze Biomolecolari. Per citarne alcuni: tra gli antivirali il <em>Process for the production of biologically active Hiv-1 tat proteine (Vaccino Hiv). </em>Tra<em> </em>le Molecole antitumorali e metodi di analisi tumorale: <em>Derivatives of [(3-Hydroxy-4 Pyron-2-Yl)Methyl]-Amine and Use thereof as Anti-Neoplastic Drugs</em>. Tra gli analgesici ansiolitici il <em>Novel Melatonin Ligands Having Antidepressant Activity as well as Sleeping Inducing Properties.</em></p>
<p>Francesca Martinuzzi ci spiega anche come l’iter burocratico per la gestione delle pratiche dei brevetti sia notevolmente complesso. Basti pensare che la concessione del brevetto arriva in molti casi dopo circa 4 o 5 anni dalla data nella quale si fa domanda di deposito (che si chiama data 0, di priorità). L’obiettivo dell’Ateneo è quello di venderne la proprietà o concederlo in licenza. Va sottolineato però che dal brevetto al farmaco possono passare circa 10 o 15 anni.</p>
<p>Altra questione sono gli spin-off: una realtà imprenditoriale innovazione costituita da almeno un docente, ricercatore, dottorando, contrattista, studente e la cui principale attività si basa sulla valorizzazione commerciale dei risultati della ricerca scientifica e tecnologica.</p>
<p>Il sostegno alla nascita e allo sviluppo degli spin-off accademici viene supportato dall&#8217;Università con incentivi di vario tipo (giuridici, finanziari, organizzativi) al fine di dare massimo sostegno alla creazione di nuove iniziative imprenditoriali in settori innovativi.</p>
<p>Tra questi ricordiamo <a href="http://www.diatheva.com/" target="_blank"><strong>Diatheva srl</strong> </a>(2002) l’azienda con sede a Fano (Pesaro) operante nel settore delle biotecnologie, attualmente orientata allo sviluppo di kit e reagenti per la ricerca di base e la diagnostica. <strong><a href="http://www.linguaideale.it/" target="_blank">Lingua Ideale</a>,</strong> il Centro di Lingua e Cultura Italiana per Stranieri che all&#8217;ampia offerta di corsi standard affianca la possibilità di attivare corsi &#8216;mirati&#8217; che rispondano alle esigenze di gruppi particolari di studentied infine <a href="http://ecoman.uniurb.it/" target="_blank"><strong>Ecoman srl</strong></a> (2012) la società che svolge un attività di consulenza ambientale per le imprese e per la pubblica amministrazione e che verrà presentata il 10 maggio, dalle ore 9 nella Camera di Commercio di Pesaro e Urbino (c.so XI settembre, Pesaro).<br />
Per maggiori informazioni sull’Ufficio KTO <a href="http://www.uniurb.it/it/portale/index.php?mist_id=3155&amp;lang=IT&amp;tipo=ZND&amp;page=1926" target="_blank">clicca qui</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un Osservatorio provinciale per le politiche attive del lavoro</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 11:10:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anuska Pambianchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Home page Uniurb]]></category>

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		<description><![CDATA[Politiche attive del lavoro e servizi per l’impiego dopo la legge n.92 del 2012 è il titolo del convegno che si terrà domani, 10 maggio dalle ore 9 nell’aula magna del Dipartimento di Giurisprudenza (via Matteotti, 1). Il convegno, organizzato dall’Unità di ricerca dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo nell’ambito del Programma di ricerca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Politiche attive del lavoro e servizi per l’impiego dopo la legge n.92 del 2012 è il titolo del <a href="http://www.uniurb.it/it/portale/index.php?mist_id=0&amp;lang=IT&amp;tipo=IST&amp;page=246&amp;evntID=2126">convegno</a> che si terrà domani, 10 maggio dalle ore 9 nell’aula magna del Dipartimento di Giurisprudenza (via Matteotti, 1).</p>
<p>Il convegno, organizzato dall’Unità di ricerca dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo nell’ambito del Programma di ricerca nazionale “Crisi d’impresa: rimedi legali e convenzionali a tutela del reddito e dell’occupazione nell’ordinamento italiano e comunitario” (PRIN 2008, Programma di ricerca), intende proporre una riflessione teorica ed un confronto tra esperienze sui temi delle politiche attive del lavoro e dei servizi per l’impiego dopo le innovazioni introdotte dalla recente riforma legislativa del mercato del lavoro (Legge n. 92/2012).</p>
<p>In occasione del convegno verrà <strong>sottoscritto l’Accordo quadro per lo sviluppo di un Osservatorio provinciale e di un Tavolo di confronto per le politiche attive del lavoro in attuazione delle indicazioni della Legge n. 92/2012 tra l’Università di Urbino Carlo Bo, la provincia di Pesaro e Urbino, la direzione territoriale del lavoro di Pesaro e Urbino, la direzione provinciale INPS di Pesaro e Urbino.</strong></p>
<p>Presenterà l’incontro il professore<strong> Paolo Pascucci</strong>, docente di diritto del lavoro nonché direttore del Dipartimento di Giurisprudenza e la prof.ssa <strong>Piera Campanella</strong> (Università degli Studi di Urbino Carlo Bo).</p>
<p>La giornata sarà suddivisa in due sessioni e prevederà una tavola rotonda sulle esperienze regionali a confronto.</p>
<p>Presiede la prima sessione il prof <strong>Giuseppe Ferraro</strong> dell’Università di Napoli Federico II. La relazione introduttiva sarà del prof <strong>Enrico Gragnoli</strong> (Università di Parma) sul quadro nazionale delle politiche attive del lavoro e ruolo dei servizi per l’impiego.</p>
<p>Seguiranno gli interventi del prof <strong>Pier Antonio Varesi</strong>, Università Cattolica del Sacro Cuore, della professoressa <strong>Luisa Corazza</strong> dell’Università del Molise e della professoressa <strong>Donata Gottardi</strong> (Università di Verona).</p>
<p>La seconda sessione sarà presieduta dal prof <strong>Francesco Liso</strong> (Sapienza Università di Roma)con la relazione introduttiva del prof <strong>Domenico Garofolo</strong> (Università di Bari).</p>
<p>Nella tavola rotonda sulle esperienze regionali si confrontano <strong>Antonella Bisceglia</strong>, Regione Puglia; <strong>Paola Cicognani</strong>, Regione Emilia-Romagna;<strong> Sergio Rosato</strong>, Veneto Lavoro; <strong>Sergio Vergari,</strong> Provincia autonoma di Trento.</p>
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		<title>Per un’Europa unita</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 11:08:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anuska Pambianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Libertà d’impresa in Europa. Attualità e prospettive sono stati ampiamente analizzati e dibattuti in occasione del convegno sul tema che si è tenuto all’Università  degli Studi di Urbino Carlo Bo (Aula rossa, Palazzo Battiferri). La giornata di studi fa parte del progetto nazionale 2013 della rete  dei CDE e organizzato dal Centro di Documentazione Europea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.uniurb.it/it/portale/index.php?mist_id=0&amp;lang=IT&amp;tipo=IST&amp;page=246&amp;evntID=2125"><strong>Libertà d’impresa in Europa</strong>. Attualità e prospettive</a> sono stati ampiamente analizzati e dibattuti in occasione del<a href="http://www.uniurb.it/cde/manifesto2013" target="_blank"> convegno</a> sul tema che si è tenuto all’Università  degli Studi di Urbino Carlo Bo (Aula rossa, Palazzo Battiferri).</p>
<p>La giornata di studi fa parte del progetto nazionale 2013 della rete  dei <a href="http://www.cdeita.it" target="_blank"><strong>CDE</strong></a> e organizzato dal <strong><a href="http://www.uniurb.it/cde/home.htm" target="_blank">Centro di Documentazione Europea dell’Ateneo di Urbino</a></strong> (responsabile del progetto scientifico del CDE, il prof. <strong>Ilario Favaretto</strong>) situato all’interno della Biblioteca di Economia e Sociologia a Palazzo Battiferri (responsabile la dr.ssa <strong>Giancarla Marzoli</strong>), con il contributo  della <a href="http://ec.europa.eu/italia/index_it.htm" target="_blank">Rappresentanza della Commissione Europea in Italia</a>.</p>
<div id="attachment_3832" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><a href="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/CDE.jpg"><img class="wp-image-3832   " src="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/CDE-590x390.jpg" alt="" width="221" height="146" /></a><p class="wp-caption-text">I proff Paolo Pascucci, Ilario Favaretto e Marcello Pierini (responsabile Carrefour)Foto di Tiziano Mancini</p></div>
<p>Ampia partecipazione con quasi 200 presenti tra studenti, dottorandi docenti e professionisti.</p>
<div id="attachment_3833" class="wp-caption alignright" style="width: 180px"><a href="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/CDE-03.jpg"><img class=" wp-image-3833   " src="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/CDE-03-590x890.jpg" alt="Il pubblico presente al convegno, aula rossa Palazzo Battiferri" width="170" height="256" /></a><p class="wp-caption-text">Il pubblico presente al convegno, aula rossa Palazzo Battiferri</p></div>
<p>Come ha avuto modo di rilevare <strong>Thomas Tassani </strong>(responsabile scientifico del convegno e professore di diritto tributario nell’Università di Urbino), lo scopo della iniziativa era duplice: “<em>da una parte, verificare se ed in che modo la tutela del mercato, della libera concorrenza e, quindi, dell’impresa è stata realmente realizzata in Europa e, dall’altra, verificare il grado di realizzazione di altri valori e diritti, come quelli sociali, che compongono i confini naturali della libertà di impresa</em>”. In modo da poter dare un contenuto concreto al concetto di “<em>cittadinanza europea</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella relazione di apertura, il prof. <strong>Antonio Cantaro </strong>(professore ordinario di Diritto Costituzionale nell’Università di Urbino) ha illustrato l’evoluzione dei valori comunitari, dai Trattati istitutivi fino alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione (c.d. Carta di Nizza), evidenziando come, nella struttura istituzionale dell’Unione Europea, si assista in realtà ad una “<em>gerarchia di valori: la libertà di impresa è tutelata in via prioritaria rispetto ai diritti dei lavoratori, soprattutto a quelli collettivi, e solo può essere limitata quando si tratta di valori che attengono alla persona (privacy, dignità, discriminazione, ecc.)</em>.”</p>
<div id="attachment_3835" class="wp-caption alignleft" style="width: 222px"><a href="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/CDE-021.jpg"><img class="wp-image-3835 " src="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/CDE-021-590x390.jpg" alt="Nella foto da destra: il prof. Thomas Tassani, l'avvocato Vittorio Di Bucci, i proff Luigi Mari e Antonio Cantaro" width="212" height="140" /></a><p class="wp-caption-text">Nella foto da destra: il prof. Thomas Tassani, l&#8217;avvocato Vittorio Di Bucci, i proff Luigi Mari e Antonio Cantaro</p></div>
<p>Ne deriva, inoltre, nonostante le affermazioni della Carta di Nizza, una “<em>derogabilità dei diritti sociali nazionali</em>” dal punto di vista comunitario, che appare senza dubbio criticabile.</p>
<p><strong>L’avv. Vittorio Di Bucci</strong> ha esaminato il sistema dei valori europei portando il punto di vista di Bruxelles, dato il suo ruolo di <strong>Consigliere Giuridico Principale della Commissione Europea</strong>, ricordando come la supremazia della libertà di impresa, a livello comunitario, derivi dalle modalità, storiche e giuridiche, con cui la complessa struttura della Comunità e dell’Unione poi si è formata. Ad avviso di Di Bucci, peraltro, tale supremazia non è assoluta, incontrando una serie di significativi limiti, come per esempio nel diritto dell’ambiente e dei consumatori.</p>
<p>In questi ambiti, si può anzi affermare che “<em>le maggiori tutele presenti negli ordinamenti nazionali derivano proprio dai valori e dalle regole dell’Unione Europea, che si sono imposti nei singoli Stati</em>”.</p>
<p>Secondo Di Bucci, inoltre, la tutela comunitaria della libertà di impresa è, prima di tutto, tutela della “<em>libertà concorrenziale del mercato</em>”, da cui derivano importanti limiti alla autonomia privata, si pensi alle regole che vietano “<em>concentrazioni, cartelli e aiuti di Stato</em>”, che invece esistono in modo molto marginale nei singoli Stati. Si pensi all’Italia, che non contiene regole efficaci di tutela della libertà concorrenziale ed in cui le scelte di liberalizzazione sono ancora insoddisfacenti.</p>
<div id="attachment_3837" class="wp-caption alignright" style="width: 222px"><a href="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/CDE-041.jpg"><img class=" wp-image-3837   " src="http://post.uniurb.it/wp-content/uploads/2013/05/CDE-041-590x390.jpg" alt="da sinistra Luciano Angelini, Mario Pianta, Luigi Mari, Adriano Di Pietro" width="212" height="140" /></a><p class="wp-caption-text">da sinistra i proff Luciano Angelini, Mario Pianta, Luigi Mari, Adriano Di Pietro</p></div>
<p><strong>Il prof. Adriano Di Pietro </strong>(professore ordinario di diritto tributario nell’Università di Bologna) ha esaminato il rapporto tra integrazione europea e sistemi fiscali, evidenziando come, nella logica comunitaria, le regole di tassazioni nazionali sono viste quali possibili “ostacoli” al mercato. La tutela della libertà di impresa in ambito europeo, infatti, richiede che gli ordinamenti nazionali non alterino tale mercato “unico e libero” con dazi doganali, ma anche con regole fiscali tra loro differenti. “<em>Tuttavia, la armonizzazione fiscale è stata raggiunta solo nel settore delle imposte indirette (Iva ed accise), mentre in altri settori fondamentali (come nelle imposte sui redditi) si hanno disarmonie tra i singoli Paesi, che portano a forme di concorrenza non leale tra gli Stati, dannosa per la libertà di impresa</em>”.</p>
<p>Inoltre, le regole comunitarie non sono state in grado di combattere efficacemente fenomeni di evasione ed elusione fiscale internazionale, che si presentano come ulteriori ostacoli alla parità concorrenziale tra le imprese.</p>
<p><strong>Il prof. Luciano Angelini </strong>(professore aggregato di diritto del lavoro nell’Università di Urbino) ha affrontato il tema della tutela diritti dei lavoratori riconoscendo come l’integrazione europea abbia portato ad una tutela effettiva ma incompleta. Da una parte, alcuni aspetti della disciplina del rapporto di lavoro sono stati attentamente regolati in modo sicuramente positivo (si pensi agli orari, al lavoro notturno, ecc.). Dall’altra, per quanto attiene alla retribuzione ed ai diritti collettivi, l’Unione ha sempre rinunciato alla propria competenza, lasciando le scelte agli Stati nazionali. “<em>Ciò ha portato anche a forme di “concorrenza al ribasso dei diritti sociali” tra gli Stati, fenomeno in grado di alterare peraltro la libera concorrenza.</em></p>
<p><em>Il punto di equilibrio dovrebbe quindi essere raggiunto con un ulteriore sforzo politico e giuridico della Unione</em>.”</p>
<p><strong>Il prof. Mario Pianta </strong>(professore ordinario di politica economica nell’Università di Urbino) ha collocato le scelte di valori compiute dal diritto europeo e dalla Unione all’interno del contesto economico degli ultimi venti anni, evidenziando come la strada “liberista e del mercato” si sia rivelata non soddisfacente. Il “<em>liberismo europeo ha infatti condotto al sacrificio della economia reale rispetto a quella finanziaria (le rendite sono cresciute più della produzione), al sacrificio dei diritti sociali rispetto a quelli dell’impresa, ad un deficit democratico evidente</em>”.</p>
<p>I risultati della crisi economica e della sfiducia popolare nei confronti dell’Europa sono il frutto, sostiene Pianta, di scelte liberiste miopi che devono essere cambiate in futuro.</p>
<p>In conclusione il Convegno ha evidenziato, come notato dal <strong>prof. Luigi Mari </strong>(professore ordinario di diritto internazionale nell’Università di Urbino)<strong>,</strong> come sia “<em>un falso problema chiedersi se bisogna avere meno o più Europa. Occorre infatti una Europa diversa, che proceda spedita nel senso della Unione politica e modifichi la priorità dei propri interventi e dei propri valori</em>”.</p>
<p><strong>Per creare una reale Comunità di Diritto, dei “cittadini europei”, ed un sistema economico in grado di affrontare la crisi, occorre una Unione Europea che curi maggiormente i diritti sociali e delle persone, e non solo quelli economici; che realizzi una reale armonizzazione fiscale tra gli Stati membri; che abbandoni politiche liberiste fallimentari per aprire ad interventi di stampo neo keynesiano.  </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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