Il miglior “Debutto nella Ricerca”
Il V° Eni Award a Fabrizio Frontalini

8 giugno 2011  |  di  |  Pubblicato in In evidenza (B), Slider

Fabrizio Frontalini, studente addottorato in Scienze della Terra presso la Facoltà di Scienze e Tecnologie e attualmente titolare di assegno di ricerca presso il Dipartimento di Scienze della Terra, della Vita e dell’Ambiente, ha vinto il premio Debut in Research Prize 2011 indetto dall’Eni che ha reso noto il 19 aprile scorso i nomi dei ricercatori e scienziati premiati nella quinta edizione di Eni Award e consistente in una borsa di 25.000 Euro e in una medaglia coniata dalla Zecca dello Stato italiano.

Il premio Eni Award è stato istituito nel 2007 ed è divenuto nel corso degli anni un punto di riferimento a livello internazionale per la ricerca nei campi dell’energia e dell’ambiente. I due Premi ‘Debutto nella ricerca’ sono riservati a ricercatori under 30.

Eni Award 2011

Eni Award 2011

La Commissione scientifica di Eni Award è composta da 24 membri tra cui i due Premi Nobel Harold Kroto e Robert Richardson, rettori di università e ricercatori e scienziati espressione dei più importanti centri di studio e ricerca a livello mondiale.

Fabrizio Frontalini è stato premiato per gli studi sulle comunità dei Foraminiferi bentonici come bio-indicatori dell’inquinamento da elementi in traccia in ambiente marino. Lo studio è stato inoltre applicato ad ambienti lagunari contaminati da rifiuti industriali contenenti metalli come microelementi.

Fabrizio Frontalini

Fabrizio Frontalini

Come è arrivato a questi risultati?

Mi occupo da diversi anni di foraminiferi, protozoi marini, molto utilizzati nei differenti campi delle Scienze della Terra e delle Scienze Ambientali. Negli ultimi anni l’attenzione ai problemi ambientali si è notevolmente accresciuta e la ricerca di nuove metodologie e tecniche per il monitoraggio degli ecosistemi marini si è fatta più attiva ed accurata. Tra queste c’è anche l’uso dei foraminiferi bentonici come sensibili, rapidi ed economici bioindicatori del livello di inquinamento degli ambienti marini costieri e di transizione che sono effettivamente le aree più esposte alle attività antropiche.

Le ricerche hanno dimostrato che questo allarmante tipo di inquinamento prodotto da elementi estremamente pericolosi ed altamente inquinanti, in alcuni casi perfino teratogeni e cancerogeni, può avere effetti sconvolgenti sulla morfologia dei gusci dei foraminiferi bentonici con lo sviluppo di  un elevato numero di esemplari con vari tipi anomalie morfologiche.

Quali saranno i vantaggi prodotti dalla sua ricerca?

I risultati di queste ricerche confermano la possibilità di utilizzare i foraminiferi bentonici per il monitoraggio continuo, in situ, dello stato di salute dell’ambiente marino. L’integrazione dei dati ottenuti dall’analisi delle loro associazioni con quelli provenienti da altri tipi di monitoraggio può sicuramente fornire utili informazioni per la corretta programmazione di eventuali interventi.

Lo scopo di Eni Awards è quello di sviluppare un migliore utilizzo delle fonti energetiche e valorizzare le nuove generazioni di ricercatori. Cosa ne pensa?

L’argomento delle fonti energetiche non è stato mai così discusso come negli ultimi mesi a seguito delle allarmanti notizie provenienti dal Giappone. La richiesta di energie più pulite e sicure è sostenuta sempre più a gran voce da tutta la popolazione. L’Eni, attraverso queste iniziative, contribuisce senza dubbio a fornire un ulteriore e significativo stimolo nella finalizzazione della ricerca in questo settore.

Le nuove generazioni di ricercatori rappresentano un patrimonio da difendere e tutelare. In Italia ci sono molti promettenti giovani ricercatori che con il loro lavoro potrebbero contribuire notevolmente allo sviluppo culturale e scientifico della nazione, ma che tuttavia, sono costretti a guardare verso altri paesi europei o d’oltreoceano per proseguire la propria carriera universitaria anche in considerazione dei consistenti tagli di budget previsti dalle recenti normative. Anche in questo caso l’Eni provvede a fornire un significativo incentivo a giovani debuttanti nel campo della ricerca, che vede la profonda soddisfazione derivante dalla vincita del premio affiancarsi ad un significativo supporto di tipo economico.

Che cosa sogna nel suo futuro? E in quello della Ricerca?

Il grande sogno che coltivo ormai da qualche anno è quello di diventare un ricercatore confermato, possibilmente nella stessa Università e nello stesso laboratorio in cui lavoro tuttora! Considero il mio tutor, Prof. Rodolfo Coccioni, e il mio gruppo di ricerca una parte integrante della mia vita, lavorativa e non, ed è sicuramente grazie a tutti loro se oggi sono riuscito a conseguire questo importante risultato. Ad essi va la mia più sentita riconoscenza e il mio particolare affetto. Per quanto concerne il futuro della Ricerca italiana, al momento non sono purtroppo molto ottimista al riguardo. Spero fermamente che possano essere fornite le giuste opportunità a coloro i quali oggi possono essere considerati il futuro patrimonio intellettuale del nostro Paese, ovvero i giovani ricercatori.

Gli Eni Award saranno consegnati l’8 giugno al Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Frabrizio Frontalini – ci racconta – è particolarmente onorato del Premio ricevuto: “E’ un riconoscimento molto importante nel campo della ricerca. Per me, l’Eni Award rappresenta al tempo stesso un significativo traguardo e un eccezionale punto di partenza: un traguardo perché ciò significa che tutti gli sforzi fatti finora da me e dal gruppo di ricerca a cui appartengo sono stati indirizzati nella giusta direzione; un punto di partenza poiché questo premio conferisce indubbiamente un notevole stimolo per il proseguo di questa attività.

Nel settore della ricerca l’unico modo per dimostrare i propri risultati è quello di produrre pregevoli pubblicazioni scientifiche e accade raramente di essere selezionati per il proprio lavoro da parte di una commissione caratterizzata da un livello scientifico così elevato. Il risultato di questa valutazione  mi rende certamente molto orgoglioso della qualità del lavoro che ho svolto finora e mi da al tempo stesso una grande carica per proseguire ancora meglio nel prossimo futuro”.

Il rettore Stefano Pivato: “E’ un grande piacere per me e per tutta l’Università di Urbino congratularmi con il dott. Frontalini per le sue qualità e con tutti coloro che hanno fatto sì che potesse ottenere questo straordinario risultato. Per l’Ateneo è  la conferma di aver intrapreso la strada giusta: da diversi anni, pur nei limiti delle scarne risorse disponibili, si è puntato sulla valorizzazione dei giovani ricercatori, destinando al loro lavoro risorse importanti e i proventi del cinque per mille”.

Il 9 giugno è in programma la celebrazione nell’Ateneo urbinate con una lectio del prof. Gregory Stephanopoulos (MIT), vincitore del premio energie rinnovabili e non convenzionali e considerato il maggior rappresentante di un campo di ricerca “di frontiera” quale quello relativo all’ingegnerizzazione di microrganismi per la produzione di biocombustibile da risorse rinnovabili, cui seguirà quella di Fabrizio Frontalini.


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