La soddisfazione di Studiare @ Urbino
I risultati della ricerca sul rapporto degli Studenti con la Città e l’Università

27 maggio 2011  |  di  |  Pubblicato in In evidenza (A), Slider  |  4 Comments

Sono stati presentati oggi 5 maggio i risultati della ricerca “Studiare @ Urbino”, il progetto che si inserisce nell’ambito di una serie di attività scientifiche e formative avviate d’intesa e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, e volto a focalizzare il rapporto degli studenti con le strutture universitarie e con la città.

“La presentazione delle ricerche “Studiare @ Urbino”- ha dichiarato il rettore Stefano Pivato nel suo intervento introduttivo – intende realizzare un’occasione di scambio di conoscenze, di riflessione e di libera discussione intorno agli studenti e al loro rapporto con la città e l’università verso la Conferenza di Ateneo che si articolerà su successivi appuntamenti. Gli elementi di analisi emersi in quest’occasione ci consentono, per la prima volta, una comparazione con la realtà storica e con il glorioso passato di Urbino. Non esistono in Italia altre ricerche condotte per indagare sulla vita degli studenti universitari e il loro rapporto con l’ambiente di studio. La ricerca pertanto ridisegna il profilo dell’università in vista dell’approvazione dello statuto e della sua riorganizzazione a seguito della Legge Gelimini”.

Studiare a Urbino - Foto di Donatello Trisolino

Studiare a Urbino - Foto di Donatello Trisolino

“I risultati della ricerca – ha dichiarato il sindaco di Urbino, Franco Corbucci – rappresentano un elemento nuovo e di fondamentale importanza per fare partire un piano strategico di costruzione di un percorso comune che vede coinvolti l’Università, il comune, la Provincia di Pesaro e Urbino e le altre istituzioni locali”.

La ricerca è stata condotta con metodi differenti: ‘Gli Studenti e la Città’, condotta da ‘LaPolis’ diretta dal prof. Ilvo Diamanti, coglie come la città vive e percepisce l’università e gli studenti che la frequentano. La ricerca ‘Gli studenti e l’Università’ a cura del DESP (Dipartimento Economia Società e Politica e coordinata dal prof. Guido Maggioni, identifica il nuovo profilo dello studente e il suo rapporto con l’università, analisi quantitativa e qualitativa.

Il Gruppo di ricerca composto da Luigi Ceccarini, Elisa Lello, Andrea Girometti, ha riscontrato che  gli studenti, per numerosità e per prospettive, vivono la Città attraverso un legame diverso, provvisorio, temporaneo: sono di passaggio a differenza dei cittadini che ci vivono stabilmente. L’Università è una risorsa per i cittadini, sotto profili differenti. Dalle risposte al questionario emerge ad esempio il riconoscimento del ruolo che ha l’Ateneo nel tessuto produttivo ed economico locale, ma anche nell’identità dei cittadini, nell’orgoglio di essere e sentirsi urbinati. La grande maggioranza infatti nutre un sentimento positivo nei confronti dell’Università. Dai dati sembra infatti che co-esistano due città, due mondi: Urbino e l’Università. E due popolazioni, i cittadini  e gli studenti. Del resto, queste due realtà – la Città e l’Università – si sono rafforzate – a vicenda, nel corso del tempo.  Dentro le mura della città ci sono in primo luogo l’Università e il suo mondo.

Si tratta di una situazione che si costituisce, al tempo stesso come una problematica e come un vantaggio. Un problema perché i cittadini essendo in larga misura collocati fuori le mura non possono esercitare “controllo sociale” nel luogo che più li rappresenta e sentono di appartenervi, identificandosi. Al tempo stesso la simbiosi tra lo spazio urbano rinascimentale e i luoghi dell’Università è un vantaggio, che fa la differenza creando un bell’esempio di città-campus, di qualità della vita universitaria riconosciuta dagli stessi studenti nelle motivazioni della scelta di Urbino. Circa l’80% degli urbinati valuta con un voto favorevole, almeno “sufficiente” la propria Università.

Dalla ricerca emerge anche la preoccupazione per la fase che da alcuni anni sta attraversando l’Università sotto la spinta di processi importanti come le riforme ministeriali, le difficoltà economiche, il calo demografico. I cittadini sono pienamente coscienti che rispetto al passato molte cose sono cambiate, ma guardano con un cauto ottimismo al futuro della loro Università, in termini di prestigio scientifico e di vivacità culturale della città.

Gli studenti sono stati intervistati sulle motivazioni della loro scelta di studiare a Urbino, sulla percezione della qualità della formazione e dei servizi forniti dall’Ateneo, sull’apprezzamento per l’esperienza vissuta in città, sui legami con il territorio.

Il gruppo di ricerca composto da Eduardo Barberis, Sabrina Moretti, Leonardo Catena, Irena Korelc, Benedetta Polini, mette in evidenza come da circa tre -quattro anni si sono evidenziati consistenti segnali di stabilizzazione degli ingressi e di miglioramento delle performance. Da dieci anni circa il profilo dello studente urbinate si è trasformato radicalmente: percorre la sua carriera universitaria un po’ più speditamente ma proviene ora da un bacino più limitato e locale rispetto al passato.

Il processo di “provincializzazione” dell’Ateneo continua: guardando al totale degli iscritti, la regione, al di fuori delle Marche, con più iscritti è ancora l’Emilia-Romagna (10,4%) seguita dalla Puglia (7,4%), mentre si stabilizza come terza regione la Campania – per effetto delle immatricolazioni negli ultimi 4/5 anni (3,6%). Nonostante il calo assoluto dei laureati, da 5 anni a questa parte, le uscite per laurea sono state sempre abbondantemente superiori alle entrate per immatricolazioni, contribuendo fortemente alla riduzione del numero di iscritti all’ateneo; la quota di laureati stabili è coerente con quella nazionale, intorno all’81% per le triennali.

Il rapporto tra docente e studente sembra essere l’aspetto a cui gli studenti danno maggiore importanza, esprimendosi molto positivamente. Dai dati sono emerse tre “categorie” di studenti con aspettative e bisogni differenti. La tipologia prevalente è quella degli studenti frequentanti, con un percorso di studi regolari, che sono fortemente motivati; esiste poi un 20% circa di studenti lavoratori e infine un gruppo formato da studenti irregolari debolmente motivati. I primi esprimono un giudizio molto positivo riguardo al rapporto con i docenti, ma anche osservazioni critiche rispetto alla presenza di infrastrutture e all’accessibilità di servizi.  Nonostante tendano a laurearsi con molto ritardo gli studenti lavoratori risultano essere ancora più soddisfatti riguardo al loro percorso di studi, forse anche perché hanno minori aspettative e richieste.

Sono emerse alcune caratteristiche che sembrano contribuire in maniera significativa alla scelta dell’Ateneo di Urbino. Il primo dato evidenziato è la decisiva influenza che gioca la variabile della prossimità territoriale nella scelta di studiare ad Urbino. Un altro elemento di attrazione sottolineato sia nei focus group che nelle interviste è dato dalla piccola dimensione della città e dell’Ateneo.

L’opportunità di seguire le lezioni senza trovarsi stipati in aule sovra-affollate, di contattare agevolmente i docenti e di sentirsi seguiti nel proprio percorso didattico, tenendo lontane sensazioni di anonimità e spaesamento, sono gli ingredienti fondamentali della soddisfazione di studiare a Urbino. Anche la città risulta avere un suo specifico “vantaggio competitivo”; è percepita come “a misura d’uomo” (e “di studente”), le strutture per la didattica e i servizi sono ben raggiungibili a piedi, tutto è “a portata di mano”, assomiglia davvero al modello ideale della “città-campus”, dove è facile ambientarsi, conciliare lo studio con il divertimento e gli stimoli offerti dal contesto – il tutto valorizzato dalla bellezza delle architetture e del paesaggio. L’atmosfera che si respira a Urbino, città che viene definita dagli studenti intervistati tranquilla, accogliente e rilassante, come un ambiente dove è facile concentrarsi e conciliare lo studio con il divertimento ed il crearsi di nuove amicizie, e con la caratteristica, tutt’altro che trascurabile, di vantare livelli di criminalità decisamente modesti. Infine, la bellezza e ricchezza del patrimonio artistico ed architettonico, unitamente al pregio del paesaggio in cui Urbino è inserita, sono dimensioni tutt’altro che secondarie nell’esperienza universitaria degli studenti.

Di contro, le dimensioni contenute e soprattutto il relativo isolamento comportano anche svantaggi: infatti, tra gli elementi critici, gli studenti includono l’offerta culturale, non sempre ritenuta abbastanza vivace e differenziata, la carenza di esercizi commerciali di ambienti associativi. Ma, soprattutto, le carenze individuate riguardano la problematicità dei collegamenti stradali e l’assenza di quelli ferroviari, nonché le infrastrutture viarie (parcheggi, trasporto locale).

Il fatto di frequentare l’università continuando a vivere sotto lo stesso tetto della famiglia di origine, oppure trasferendosi da un’altra città (vivendo, dunque, in un nuovo domicilio a Urbino o nei suoi pressi) sembra configurare due diversi tipi di esperienza universitaria. Gli studenti fuorisede trasferiti a Urbino appaiono più soddisfatti, rispetto ai pendolari, della propria esperienza universitaria, pur rivelandosi più critici dei pendolari su diversi aspetti della città e dell’ateneo: in questo senso, mostrano un atteggiamento più esigente, proprio di chi vive con continuità nel contesto urbinate e quindi vi investe più energie e vi riversa maggiori aspettative.

Questa differenza nel modo di vivere l’università e la città costituisce un aspetto importante per capire i cambiamenti in corso nella socialità e nei rapporti che intercorrono tra la popolazione studentesca e la città, alla luce dei processi che hanno portato, negli anni, ad un aumento dell’incidenza degli studenti “pendolari” e ad una parallela diminuzione dei “fuorisede”.

Il rapporto tra università e mondo del lavoro viene percepito come difficoltoso: pesa, secondo gli studenti, il succedersi delle riforme universitarie che, modificando repentinamente il profilo dei laureati, ha reso e rende più incerto l’ingresso nel mondo del lavoro. Quando si parla di Urbino gli studenti non sembrano mostrare particolare interesse alle problematiche della città. Molti intervistati, soprattutto i pendolari, non si sentono vicini alla città. Gli studenti manifestano inoltre la convinzione di portare ricchezza alla città, in termini di vivacità culturale e di risorse economiche, ma non si sentono partecipi alla vita urbana.


Presentazioni e Abstract

Presentazione seminario Studiare @ Urbino La città, gli studenti, l’UniversitàPDF

Gli studenti e l’Università: qualche caratteristica e comparazione a partire dai dati secondari – Note di lettura per le slidesdi Eduardo Barberis – PDF

Note di lettura per le slides

Tavola rotonda su “Gli studenti, la Città, l’Università” - PDF

Presentazione dati secondari sugli studenti dell’Università di Urbino “Carlo Bo” per la Conferenza di Ateneo – Abstract e presentazione a cura di Eduardo Barberis – Abstract | Presentazione

Gli studenti e l’Università. Aspettative, esperienze e valutazioni. Analisi qualitativa -  a cura di Benedetta Polini, Leonardo Catena, Irena Korelc, coordinamento di Guido Maggioni – Abstract | Presentazione

Gli studenti e l’università. Analisi dei dati delle indagini annuali sulla soddisfazione degli studenti. – Abstract e presentazione a cura di Sabrina Moretti – Abstract | Presentazione

Studiare @ Urbino: indagine sugli studenti dell’Università di Urbino – Abstract, grafici e presentazione a cura di Elisa Lello – Abstract e graficiPresentazione

Urbino e l’Università: le due città – Note a margine dell’indagine a cura di Ilvo Diamanti e Luigi Ceccarini – PDF

Studiare @ Urbino: l’esperienza degli studenti onlinePDF

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