Le forme della Musica a confronto
Verso la Summer School in Metrica e Ritmica Greca

18 maggio 2011  |  di  |  Pubblicato in Fuori Urbino

La formazione musicale nella civiltà greca e la didattica della musica nello stato Italiano: due modelli educativi distanti tra loro, messi a confronto nel seminario di studi “Educazione e musica, dalle origini classiche alla scuola italiana post unitaria” tenutosi lo scorso aprile a Fabriano. Il convegno ha ripercorso il cammino intrapreso dagli studenti del Liceo Classico “Francesco Stelluti”, che si sono avvicinati alla musica greca e romana sulla base di testimonianze archeologiche e letterarie. In particolare, hanno approfondito la conoscenza di alcuni brani con notazione musicale che l’antichità ci ha lasciato, per dar vita a una performance di canto corale, con l’accompagnamento di strumenti ispirati a quelli di epoca classica.

Le forme della Musica a confronto

Le forme della Musica a confronto - Foto di Sebastià Giralt

Ne è emerso come il ruolo della musica nella scuola italiana sia sempre stato marginale: considerata come un’attività ricreativa non fondamentale per la formazione dell’individuo, il suo insegnamento venne demandato principalmente ai Conservatori, orientati verso una preparazione di tipo tecnico-professionale. L’educazione musicale fu equiparata alle altre discipline solo nel 1979, ma i recenti sviluppi non sono incoraggianti: basti pensare all’estromissione della musica dalle materie d’insegnamento dei licei Psico-pedagogici, che difficilmente sarà compensata dall’istituzione dei licei musicali, esigui per numero e poveri di mezzi.

Interessante è il paragone con la Grecia classica, dove un requisito indispensabile per essere considerati dei veri cittadini era proprio lo studio della mousikē (termine che comprendeva poesia, canto, danza e pratica strumentale). Ad essa era attribuito il potere di condizionare il carattere e il comportamento umano e, nello stesso tempo, di influire sulla stabilità delle istituzioni politiche: la sua funzione educativa era quindi innegabile.

Il fatto che la veste musicale della poesia greca non si sia conservata rappresenta uno dei maggiori ostacoli per chi desideri avvicinarsi alla cultura antica e godere dei suoi frutti. Un’importante chiave di lettura è però offerta dall’interpretazione metrico-ritmica, che permette un parziale recupero della componente musicale perduta. Da questo punto di vista la grande tradizione di studi dell’Università di Urbino ha fatto sentire il suo peso e ha messo a punto un grande progetto parallelo come la Summer School in “Metrica e Ritmica Greca”, la cui prima edizione avrà luogo nel settembre prossimo.

In effetti, di una poesia o di una musica distanti dal nostro background culturale possono colpirci determinati aspetti “universali”, ma, se vogliamo godere davvero della loro essenza, occorre conoscerne il linguaggio specifico e il contesto nel quale sono state create. In definitiva, una adeguata alfabetizzazione musicale è fondamentale proprio perché consente di non limitarsi all’ascolto di pochi generi, considerati piacevoli semplicemente perché il loro linguaggio ci è familiare, ma di spaziare liberamente nell’oceano di un’offerta musicale sterminata e, grazie alle nuove tecnologie, sempre più accessibile.

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