Chiaccherate sul Genere
Quote rosa: l’Italia scende al 74° posto

24 maggio 2011  |  di  |  Pubblicato in Eventi

Forse non tutti sanno che nel Global Gender Gap 2010, rapporto sul divario tra uomini e donne in termini di pari opportunità, l’Italia è passata dal 72° al 74° posto, superata da Malawi e Ghana. Il numero delle deputate italiane è, infatti, molto basso rispetto agli altri paesi in Europa. Dati bui, tutt’altro che rosa, messi in luce e dibattuti nell’incontro “Chiacchierate sul Genere. Le donne  nelle Istituzioni elettive in Italia e in Europa”, organizzato dal Comitato Pari Opportunità il 19 maggio nella Sala Lauree di Magistero.

Pair / Pair of pairs — Foto di Taz http://www.flickr.com/people/sporkist/

Pair / Pair of pairs — Foto di Taz http://www.flickr.com/people/sporkist/

Lorella Cedroni, docente di filosofia politica nell’Università “La Sapienza” di Roma, ha presentato i risultati della ricerca su “Le donne nelle istituzioni elettive in Italia e in Europa”. Tra alcune delle caratteristiche delle deputate prese in esame, si nota che l’età media delle candidate va dai 39 ai 45 anni, contro i 40 ai 70 degli uomini. La maggior parte delle donne è laureata, mentre tanti deputati uomini hanno solo la licenza media. Le insegnanti (42%) sono le più impegnate politicamente; seguono le impiegate, giornaliste, e, negli ultimi anni, un picco di donne provenienti dal mondo dello spettacolo. Un altro dato interessante emerso è quello relativo all’aumento dell’astensionismo tra le elettrici. Che può essere indicativo di una cultura politica femminile con un atteggiamento critico e di protesta contro i partiti e che non si sente sufficientemente rappresentata.

Il gap nella rappresentanza in Italia delle donne riflette una concezione della politica collocata in ambito maschile dove le donne ricoprono un ruolo subalterno, ha sottolineato all’incontro Terenzio Fava, docente di Scienze Politiche di Urbino.

Licia Califano, facoltà Giurisprudenza, afferma che il problema è sia culturale, sia di giustizia e democraticità politica, oltre che di qualità della rappresentanza. Spesso cambia la forma, la quantità, ma la sostanza resta la stessa. Le cosiddette “quote rosa”, inoltre, costringono la presenza femminile, presupponendo una disuguaglianza di partenza. Incidono poi sulla neutralità della rappresentanza poiché implicano una scelta in base al sesso, più che alle competenze.

Discorso spinoso, insomma.

Stefania Benatti, coordinatrice regionale Donne Democratiche, sostiene che è il partito che genera consenso, non il sesso o le capacità e che le donne dovrebbero creare una rete di relazioni, una fidelizzazione fra loro e con le elettrici, per far sentire la propria voce.

Susanna Marcantognini, coordinatrice regionale Donne Democratiche, ha concluso l’incontro sottolineando come le donne hanno sempre visto il potere come qualcosa di negativo, che porterebbe a trascurare famiglia ed affetti. La politica ha invece bisogno di loro. Le donne sono più abili a  risolvere problemi, ma soprattutto partono da loro stesse, dalla propria vita quotidiana, per cambiare il mondo. La speranza è di essere ascoltate e considerate, non semplicemente perché donne ma perché competenti, capaci, meritevoli.

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