La salute della mente è scritta nelle piastrine
Un metodo rivoluzionario apre una nuova fase per la prevenzione della depressione

22 giugno 2011  |  di  |  Pubblicato in In evidenza (B)

Mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità ci mette in guardia sulla depressione quale seconda causa di malattia in tutto il mondo (con una media di un italiano su quattro) un team di ricercatori, di cui fa parte anche il Dipartimento di Scienze Biomolecolari dell’Università di Urbino, ha elaborato un modello matematico applicato a un software che, analizzando gli acidi grassi delle piastrine, consente di fare diagnosi tempestive e di prevenzione della depressione.

Ma come è possibile che dal sangue si possa diagnosticare una patologia del cervello? Le piastrine sono considerate gli “ambasciatori del neurone”: i loro lipidi rispecchiano quelli presenti nelle cellule cerebrali che hanno un ruolo determinante nella depressione. Secondo gli studi del biochimico di Bologna, Massimo Cocchi, autore insieme all’ingegnere Lucio Tonello della nuova tecnica diagnostica, il contenuto di lipidi nelle piastrine è un forte indicatore per accertare se una persona soffra o no di depressione tale da sospettare l’intenzione di un suicidio.

Foto di Paolo Bianchi

La scoperta secondo il Premio Nobel della Chimica Kary Mullis porterebbe a una rivoluzione nel campo della diagnosi e delle strategie terapeutiche. Una nuova era per la psichiatria, secondo il guru della psicologia, Stuart Hameroff.

Le malattie mentali sono causate da complesse interazioni fra individuo e ambiente, e sono, per il momento, classificabili soltanto in base ai sintomi osservati o descritti dal paziente e non sono diagnosticabili, come altre patologie, con l’aiuto di indagini strumentali o di laboratorio. O almeno lo sono ancora in maniera molto limitata.

Va sottolineato che la percentuale di diagnosi errata a quei soggetti diagnosticati con depressione maggiore o di trattamento inefficace si aggira intorno al 40% e, a volte, con catastrofiche conseguenze.

La nuova tecnica diagnostica consiste in una rete neutrale artificiale chiamata ‘Self Organizing Map’ ovvero un modello matematico applicato a un software che imita il sistema nervoso e che analizzando le caratteristiche dei lipidi nelle piastrine permette di distinguere le diverse categorie di pazienti.

Dopo un ulteriore fase sperimentale, sulla base del nuovo metodo non solo si è in grado di distinguere in anticipo i depressi prima che la malattia si scateni e diventi conclamata ma è altresì possibile classificare i soggetti con depressione maggiore dai bipolari.

I risultati raggiunti rappresentano un punto di svolta nella diagnosi psichiatrica bipolare che avviene solo dopo un periodo di tempo piuttosto lungo con tutte le difficoltà terapeutiche.

Ciò significa che grazie alle sperimentazioni analitiche molecolari e biotecnologiche sulle quali si fonda la ricerca sarà possibile contribuire di molto alla diagnosi clinica psichiatrica e significherà soprattutto prevenire questa patologia del cervello per la quale finora non esistono rimedi.

Responsabile scientifico del progetto è il prof. Massimo Cocchi della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Bologna e della Facoltà di Scienze Umane, L.U.de S. University, Lugano.
Coordinatore del progetto è il prof. Franco Canestrari del Dipartimento di Scienze Biomolecolari dell’Università di Urbino.

La Regione Marche è sponsor del Progetto.

Nella ricerca sono stati coinvolti più soggetti istituzionali nell’ottica di un processo di integrazione tra università e territorio, finalizzata ad una più efficacia risposta sanitaria, considerati i primi risultati ottenuti.

La ricerca è stata portata avanti dal Dipartimento di Salute Mentale ASUR Zona Territoriale 3, il Servizio di Laboratorio Analisi dell’Azienda Ospedaliera “Ospedali Riuniti Marche Nord”, il Dipartimento di Scienze Biomolecolari e Dipartimento di Scienze della Terra, della Vita e dell’Ambiente DiSTeVa dell’Università di Urbino; l’Istituto di Ricerca in Psichiatria e Cardiologia Quantitativa ed Evoluzionistica “Paolo Sotgiu” L.U.de.S University, Lugano,Switzerland, e il Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie -Facoltà di Medicina Veterinaria- e del Dipartimento di Scienze Mediche veterinarie, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, con la collaborazione del Department of Physiology and Biophysics dell’Università di Chicago.
In particolare il team di ricerca è composto dal dott. Raimondo Venanzini, direttore del Dipartimento di salute mentale dell’Ospedale di Fano, e della dott.ssa Raffaella Silvestri per la fase clinica, del dott. Massimo Valentini per le analisi ematochimiche, della dott.ssa Serena Benedetti e della dott.ssa Maria Chiara Tagliamonte per la determinazione dei “markers” di stress ossidativo, della prof. Anna Rita Mastrogiacomo e del dott. Valerio Marconi per la messa a punto delle metodiche analitiche relative alla determinazione degli acidi grassi, dei prof. Maria Stella Colomba e Armando Gregorini per l’espressione genica.

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