Un altro mondo è possibile
La filosofia di David Kellogg Lewis nella città dell'Utopia

7 luglio 2011  |  di  |  Pubblicato in Post Opinion

L’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo (in particolare i Dipartimenti di Scienze della Comunicazione e di Scienze di Base e Fondamenti), in collaborazione con le associazioni culturali Analytical and Philosophical Explanations (Aphex); Società Italiana di Filosofia Analitica (SIFA);  Società Italiana di Logica e Filosofia della Scienza (SIFLS); Centro Interuniversitario di Ricerca in Filosofia e Fondamenti della Fisica; Young European Association of Sciences (YEAS); Centro Internazionale di Studi Interculturali di Semiotica e Morfologia ha  organizzato  per le giornate dal 16 al 18 Giugno il convegno in lingua inglese “Another World is Possible”:  Conference on David Lewis, rivolto a insegnanti di ogni ordine e grado, studenti universitari, dottorandi e dottori di ricerca (http://sites.google.com/site/conferencelewis/home)
Nel 2011 ricorre, infatti, il decennale della scomparsa del filosofo statunitense David Kellogg Lewis (1941-2001) ed il convegno ha voluto celebrare questo avvenimento organizzando due giornate di studi finalizzate ad offrire un’occasione di confronto e discussione sui temi connessi alle diverse aree di pensiero di Lewis. Filosofo  tra i grandi maestri del Novecento, Lewis ha lasciato un’eredità metodologica e di pensiero che ha segnato l’intera filosofia contemporanea, dalla logica, alla filosofia del linguaggio, all’epistemologia e alla filosofia della mente. Scopo del convegno è stato, pertanto, quello di  presentare il modo in cui la prospettiva di Lewis è stata recepita in Italia e nel mondo attraverso gli interventi di studiosi italiani e stranieri che si sono confrontati con il suo pensiero. I vari contributi hanno così cercato di dare una visione il più possibile articolata e, al di là di ogni intento meramente celebrativo, anche critica, contribuendo a uno scambio, a un dialogo proficuo e produttivo. In relazione alla complessità dei numerosi temi legati al pensiero di Lewis, il Convegno si è presentato come l’occasione per aprire un confronto interdisciplinare e comparato su un filosofo e un’opera che sono ancora oggi al centro di un rinnovato e accresciuto interesse. Soprattutto nell’ambito della cosiddetta filosofia analitica (ma non solo), gli ultimi anni hanno registrato una progressione nel numero di ricerche e di studi dedicati a Lewis.
Il convegno è stato articolato su cinque interventi di figure rappresentative dello scenario filosofico internazionale  (Andrea Bottani; Sònia Roca-Royes; John Collins; John Divers; Vincenzo Fano) e cinque sessioni su altrettanti temi specifici del pensiero di Lewis: Semantic and Convention; Mereology, Properties and Persistence; Counterfactuals; Modality and Possible Worlds; Causality and Time. E’ stato proposto un call for papers e per ogni tematica una Commissione Scientifica formata da studiosi di fama internazionale ha selezionato tre comunicazioni. Studiosi, dunque, provenienti da prestigiosi Atenei (come Columbia (New York) Bristol, Leeds e Nottingham (Inghilterra), Stirling, Aberdeen, St. Andrews (Scozia), Parigi, L’Università Jagellonica di Cracovia, Ginevra, e ancora Bergamo, Firenze, Pisa, Urbino e Roma per l’Italia) si sono confrontati ad Urbino in quello che è stato definito unanimemente “il più bel convegno tenutosi sull’argomento negli ultimi anni”, “un convegno di livello internazionale”.
Urbino, dunque, grazie al lavoro mirabile del gruppo APhEx; di docenti come Lella Mazzoli, Gino Tarozzi, Vincenzo Fano, Mario Alai; di giovani studiosi come Claudio Calosi, Giulia Giannini, Massimo Sangoi, Adriano Angelucci; di studenti come Laura Pezzi e grazie al supporto tecnico-amministrativo della Dott.ssa Claudia Mengacci e supporto logistico della Dott.ssa Paola Secchia, ha rinnovato il suo ruolo di guida internazionale negli studi filosofici.
Tutti gli abstract sono disponibili presso il sito del convegno:
http://sites.google.com/site/conferencelewis/abstracts
di
Pierluigi Graziani (Università di Urbino)
Stefano Vaselli (Università degli Studi di Roma “La Sapienza”)


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