150° anniversario dell’Unità d’Italia
Il contributo di Salvatore Settis all’identità nazionale

21 gennaio 2011  |  di  |  Pubblicato in In evidenza (A), Slider

L’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo celebra il 150° anniversario dell’Unità d’Italia con la conferenza sulla ‘Tutela del patrimonio culturale e identità nazionale’ tenuta da Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, già presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali.L’evento sarà un’importante occasione di valorizzazione dell’identità nazionale, fondata su valori, cultura e storia comuni ma anche un’opportunità per sottolineare il ruolo fondamentale svolto dall’Università nel processo di costruzione dell’Italia unita, nel ricordare una tappa di rilievo nelle vicende del nostro Paese.

Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, è stato protagonista in Italia di una battaglia contro la svendita del patrimonio culturale, avvenuta tramite articoli sui principali quotidiani e con altre pubblicazioni, tra le quali Italia S.p.A. L’assalto al patrimonio culturale (2002), Battaglie senza eroi. I beni culturali tra istituzioni e profitto (2005).

Palazzo Ducale, Piazza Duca Federico — Foto di Donatello Trisolino

Palazzo Ducale, Piazza Duca Federico — Foto di Donatello Trisolino

Nel suo ultimo saggio Paesaggio costituzione cemento (2010), Settis ci mette di fronte allo scempio inimmaginabile del nostro territorio, degrado che non ha a che fare solo con “la forma del paesaggio e dell’ambiente, e nemmeno solo con gli inquinamenti, i veleni, le sofferenze che ne nascono e ci affliggono” ma con un declino delle regole di vita comune e ci costringe a misurarci con quella vocazione all’abuso che oggi è una macchia sull’identità civile di noi italiani e al tempo stesso un segno della nostra disaffezione per la cosa pubblica. Salvatore Settis, infatti, spiega molto bene come “paesaggio” non sia solamente il declivio boscoso che osserviamo da una finestra, un elemento estetico del nostro orizzonte quotidiano e mentale, e quindi un’istanza sacrificabile allo sviluppo. Il paesaggio è invece condizione irrinunciabile a quello stesso sviluppo, inteso in senso fisico, culturale ed economico, ed è così strettamente propedeutico al patrimonio pubblico (ambientale, artistico, culturale, economico) da risultarne, in ultima analisi, indistinguibile.

Salvatore Settis

Salvatore Settis — Immagine tratta da http://erc.europa.eu

La qualità del paesaggio e dell’ambiente non è un lusso, è una necessità, è il miglior investimento sul nostro futuro. Non può essere svenduta a nessun prezzo. Dice infatti: “il paesaggio non va protetto perché estetizzato, ma perché è portatore di valori civili, garante della vita associata. È il filo che lega esperienze sociali, delle classi ricche e colte e delle persone umili, a cominciare dai contadini”. Contro la colpevole inerzia dellaItalia 150 politica, sostiene Settis, è necessaria una forte azione popolare che rimetta in campo il tema del bene comune come fondamento della democrazia, della libertà, della legalità, dell’uguaglianza. Per rivendicare la priorità del pubblico interesse, i legami di solidarietà che sono il cuore e il lievito della nostra Costituzione.

La conferenza vuole portare, alla celebrazione del 150° anniversario un contributo destinato a continuare nel tempo e insieme, rendere evidente il legame fra la storia nazionale d’Italia e la civiltà, i costumi, i monumenti ed il paesaggio di Urbino, culla del Rinascimento italiano, nominata dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

La conferenza si svolgerà nella Sala del Trono di Palazzo Ducale (Piazza Rinascimento) venerdì 28 gennaio alle ore 11.


Video dell’Evento


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