Il Luogo dell’abitare
Una ricerca sulla dimensione domestica dei soggetti over nella provincia di Pesaro e Urbino

14 novembre 2011  |  di  |  Pubblicato in Innovazione

A cura di Erika D’Amico e Emanuela Ciuffoli (Image Lab)

I dati sull’invecchiamento della popolazione rendono evidente come quella degli over 60 non sia più una categoria da poter trattare come marginale o residuale, essa, al contrario, riveste un ruolo decisivo nella società contemporanea. Già da alcuni decenni numerose ricerche e studi di ambito sociologico, psicologico e demografico hanno investigato le questioni relative alle esigenze abitative di questa fascia di popolazione. Tuttavia l’attenzione della maggior parte dei progetti ha poi incontrato difficoltà nel tradursi in strumento di rilancio di politiche socio-economiche. La produzione di beni di consumo destinati alla vita domestica degli over non è stata infatti supportata da un attento studio delle abitudini e dei desideri di questi ultimi, avvalendosi, piuttosto, dei più variegati stereotipi e pregiudizi (che spesso paragonano l’over al disabile). A questa impasse ha cercato di rispondere il progetto “Il luogo dell’abitare”, ricerca promossa dalla Provincia di Pesaro e Urbino, finanziata dalla Regione Marche e condotta da Image Lab, laboratorio diretto dal Preside della Facoltà di Sociologia Bernardo Valli, afferente al Dipartimento di Scienze della Comunicazione della Facoltà di Sociologia dell’Università di Urbino. Il progetto ha visto il coordinamento della CNA (capofila di 9 associazioni) e la collaborazione attiva di ADI (Associazione per il Disegno Industriale).

Il progetto ha preso in considerazione l’idea di definire il soggetto con il termine “over” proprio per ridisegnare il ritratto dell’anziano (legato ad una “fotografia” dell’Italia degli anni 80), in considerazione del fatto che il soggetto tra i 60 e i 75 si pone oggi come “attivo” su più fronti: come soggetto economico, come attore sociale e, più generalmente, come “individuo”.

Metodologia

Nell’ambito degli studi sull’ambiente domestico, e in una più ampio contesto che includa uno studio sociale sui soggetti “attori” nel territorio della provincia di Pesaro-Urbino, la cornice metodologica della ricerca è stata strutturata in modo da riuscire ad ottenere un ritratto del soggetto over in relazione alle abitudini al consumo dello spazio abitativo e dei suoi oggetti e tradurre tale ritratto/mappatura in uno strumento conoscitivo utile alla progettazione di oggetti di design e architetture in grado di tenere conto delle esigenze legate alle estetiche e alle funzionalità del target group di riferimento della ricerca. Si è scelto, dunque, un metodo di campionamento casuale il cui universo (territorialmente corrispondente alla sola provincia di Pesaro-Urbino) è stato però selezionato secondo precise caratteristiche:

- Soggetti estraibili dalle banche dati delle associazioni di categoria coinvolte.

- Soggetti di età compresa tra i 60 e i 75 anni compiuti.

- Soggetti completamente abili (ovvero senza problematiche disabilitanti di natura fisica).

La complessità dell’oggetto d’indagine ha implicato la confluenza di più strumenti di ricerca attinti da metodologie di tipo qualitativo. Nello specifico ci si è avvalsi del supporto di interviste strutturate, focus group e materiali audiovisivi, per definire la cornice identitaria, simbolica e sociale nella quale il soggetto over 60 vive ed esperisce gli spazi domestici.

Particolare dello Studiolo del Duca Federico da Montefeltro. Palazzo Ducale Urbino_Foto di Paolo Bianchi

Particolare dello Studiolo del Duca Federico da Montefeltro. Palazzo Ducale Urbino_Foto di Paolo Bianchi

Principali risultati raggiunti

Durante la ricerca, della durata di un anno, sono state svolte 170 interviste (partendo da un campione totale di 368 individui contattati) e 5 focus group. L’insieme delle attività svolte nel progetto hanno consentito di identificare una mappa con linee guida che, tradotte anche in coppie oppositive, sono poi state articolate in un vademecum utile per l’attività di progettazione di oggetti dedicati da parte dei designer dell’ADI.

La coppia oppositiva luce/oscurità si rivela la linea guida attraverso la quale il pubblico over si approccia alla casa intesa non solo come luogo dove si abita, ma come tempio della costruzione del sé. La presenza di luce viene giudicata come imprescindibile, mentre l’oscurità, con i suoi ovvi rimandi alla morte e all’ignoto, risulta non solo opprimente, ma del tutto frustrante. Tale dualismo si connette poi ad altre coppie dicotomiche che risultano fondamentali nella definizione degli spazi e della fruizione dell’habitat domestico: chiaro/scuro; solitudine/compagnia; semplicità/complessità; sicurezza/incertezza.

Incrociando questi risultati a quelli, più specifici, sui materiali e le caratteristiche funzionali, è stato stilato un documento con indicazioni specifiche per i designer. Va tuttavia sottolineato che una variabile fondamentale emersa nella ricerca e centrale nella ridefinizione del consumo degli spazi è legato alle attuali condizioni socio-economiche, che comportano l’esigenza, da parte dei soggetti over, di pensare a spazi fruibili anche dai nipotini (la percentuale di famiglie che vedono entrambi i genitori impegnati in professioni full time è infatti ormai molto elevata).

Sintetizzando, i dati emersi hanno evidenziato la predilezione per: colori chiari (in antitesi con trend, soprattutto in ambito cuciniero, che per anni hanno visto il prodotto per il pubblico over interessato a legni scuri); materiali infrangibili e duraturi; oggetti dalla chiara definizione di utilizzo (l’eccesso di virtuosismo estetico viene percepito come un ostacolo alla fruizione; il multitasking può risultare uno svantaggio);  tecnologie assistive, se di facile utilizzo; dimensioni degli spazi calibrate sulla base delle vita di relazione (gli spazi grandi vengono preferiti esclusivamente se la vita di relazione è attiva. In caso di scarsa socialità, difatti, lo spazio esteso accresce il sentimento di solitudine).

E’ inoltre possibile affermare che l’attenzione posta agli arredi e alla fruizione della casa risulta centrale, oltre che nella progettazione e nel design, anche nella programmazione di politiche sociali, poiché strettamente connessa alla percezione che il soggetto over ha di se stesso: la scorretta disposizione di elementi di arredo così come la scomodità degli stessi possono infatti presentarsi come fattori invalidanti sotto il profilo fisico e psicologico.

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