Emergenza Neve
Record di contatti per il Ducato online dell’Ifg

15 febbraio 2012  |  di  |  Pubblicato in Fuori Urbino, Slider

IFG - Ducato online

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La Redazione de “Il Ducato” continua a lavorare e a informare su quanto sta avvenendo a Urbino attraverso la testata on line della Scuola di giornalismo. I giovani studenti dell’Ifg (Istituto per la Formazione al Giornalismo), pur in condizioni difficili a causa dell’emergenza neve (alcuni di loro hanno la casa inagibile), stanno dando uno splendido esempio di lavoro collettivo al quale stanno partecipando anche coloro che sono lontani da Urbino. Il sito del Ducato ha fatto registrare cifre da record. Dai 550 contatti giornalieri, ha registrato, venerdì 3 febbraio, un primo picco di contatti (viste duemila pagine), subito superato il giorno successivo (oltre settemila).

Le principali testate nazionali chiamano costantemente per raccogliere news dagli studenti che stanno raccontando l’emergenza: i video vengono ripresi da tv e siti nazionali.

Paola Rosa Adragna, studentessa dell’Ifg ci racconta: «a Urbino siamo rimasti in quindici. Ma tutti stanno dando una mano. Ci alterniamo al desk per coordinare il lavoro, per pubblicare le notizie in tempo reale mentre la maggior parte esce a raccogliere notizie sul campo. Stiamo dietro la Protezione Civile e le Forze dell’Ordine per seguire da vicino l’emergenza e tenere sotto controllo la viabilità la sicurezza. In questo momento stiamo salendo alle Cesane per raggiungere alcune persone che sono rimaste isolate: portiamo loro cibo cercando di raccontare i loro disagi».

IFG - Ducato online

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Aggiornamenti

Finita l’emergenza neve, ora che la situazione è tornata quasi alla normalità, raccogliamo e pubblichiamo alcune delle esperienze più significative vissute dagli studenti della Scuola di Giornalismo che in quei giorni hanno lavorato per offrire e garantire un’informazione completa a servizio della città e della stampa nazionale.

Il direttore dell’IFG, Lella Mazzoli, editore della Scuola, per la prima volta da quando esiste la struttura (ventidue anni), esce (numero 12 del 24 febbraio 2012) eccezionalmente con un editoriale per sottolineare il servizio di grande importanza svolto per la collettività. L’emergenza del maltempo -  scrive il direttore  – si è dimostrata un formidabile banco di prova per gli allievi della Scuola. E ancora: “ho avuto la certezza che questa nostra Scuola appartenga un po’ alla collettività e ho la certezza che questa collettività non la vorrà perdere”. Lo intendiamo come un invito alla collettività a riflettere sul ruolo che questa Scuola ha nel territorio.

Chi volesse consultare per intero l’editoriale di Lella Mazzoli lo trova qui: “Una taske force informativa al servizio del territorio”.

Le testimonianze

Martina Ilari: «All’inizio non ci siamo resi conto della gravità di quello che stava accadendo. Poi ci siamo convinti dell’importante ruolo che potevamo svolgere sul campo. Ci siamo riuniti e abbiamo deciso di lavorare giorno e notte nonostante fosse difficile comunicare a causa dell’elettricità che andava e veniva a intermittenza.

Siamo stati una vera squadra d’assalto: sempre presenti sul posto e cercando di essere completi con tutti gli strumenti di comunicazione.

Personalmente, ho vissuto l’esperienza del giornale durante i giorni peggiori. Abbiamo dormito nei locali della Scuola perché alcuni programmi di impaginazione sono accessibili solo dai pc dell’ifg.

Un lavoro senza sosta con la presenza continua nei luoghi dell’emergenza e il soccorso alle persone isolate nei momenti in cui si temeva il peggio, vissuti con la frenesia e il grande desiderio di restituire un’informazione completa e aggiornata.

La continua richiesta di notizie da parte delle più importanti testate nazionali come “La Repubblica” e il “Corriere della Sera” è stata una delle più grandi soddisfazioni».

Alberto Sofia: « E’ stata Urbino a porsi al centro della cronaca nazionale con una nevicata record, noi siamo stati bravi solo a fare il nostro lavoro.

Eravamo in dieci, a volte dodici rispetto ai 32 totali, ma siamo riusciti a coordinarci facendo un ottimo lavoro di equipe con la collaborazione di chi non era a Urbino in quei giorni. Ho vissuto una bellissima esperienza, unica e gratificante, sia dal punto di vista professionale che umano quando ho portato i viveri a Federica Baffioni rimasta isolata in un casolare di campagna alle Cesane, divenuto inaccessibile per le pesanti nevicate. La sua affermazione: “ho bevuto e mangiato neve per una settimana” è indicativa di quei giorni, per alcuni davvero tragici. Il servizio, da noi realizzato, è stato mandato in onda e pubblicato rispettivamente dalla trasmissione Rai tre “Ballarò” e da “Il Fatto Quotidiano”.

Valerio Mammone: «Mi piacerebbe raccontare due mie esperienze al “fronte”: la prima con il collega Massimiliano Cocchi. Stavamo seguendo la Protezione Civile in una risalita quasi impossibile nella zona di Monte Pietralata, nel comune di Fermignano. Andavano a prestare soccorso a una sessantina di cavalli rimasti isolati per giorni in due pascoli diversi, uno a 300 metri di quota, l’altro a 600 metri. A causa della quantità di neve l’operazione ha richiesto l’utilizzo di diversi mezzi. Dapprima la Protezione Civile ha tracciato un percorso liberando due metri di neve con un caterpillar D40 ma non sono riusciti a raggiungere la stalla. Di seguito con il gatto delle nevi siamo riusciti ad accedere ai pascoli. Era la prima volta, ci hanno raccontato gli uomini della Protezione Civile, che si misuravano con un’operazione così estrema durata più di trenta ore. Alla fine però i cavalli stavano bene.

L’altro caso riguarda la piccola Nica, la bambina nata nella sua abitazione di San Marino di Urbino perché i soccorsi non riuscivano a raggiungerla per la strada impraticabile. La mamma, Emilia Forti, ha allertato l’unità operativa del COM (Centro Operativo Misto) alle ore 12. Ma i primi soccorsi, nel tentativo della risalita, hanno fallito per la rottura di una turbina. Il secondo soccorso, insieme ai Carabinieri, Vigili del Fuoco e al Soccorso Alpino, è ripartito alle ore 17. La donna rimasta bloccata era già in avanzato stato di travaglio. La neve continuava a scendere da più di 36 ore mentre l’emergenza si diffondeva in tutte le frazioni di Urbino e la casa di Emilia Forti era sempre più sepolta dalla neve. Quando la Croce rossa con a bordo l’ostetrica ha raggiunto l’abitazione, la donna aveva già partorito da un quarto d’ora».

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