Il SIA e la grande nevicata di febbraio
Sistema Informatico, scongiurata la sospensione delle attività d’Ateneo

15 febbraio 2012  |  di  |  Pubblicato in In evidenza (B)

Mercoledì 1 febbraio, le previsioni l’hanno già annunciato, nella mattinata comincia a nevicare pigramente ma già dal primo pomeriggio ne viene giù veramente tanta.

Attorno alle 17.30 l’erogazione di elettricità subisce le prime, temporanee, interruzioni. Si tratta solo delle avvisaglie di quello che succederà poi. Ormai al suolo si sono accumulati più di 50 centimetri di neve e la circolazione in centro storico di Urbino è diventata piuttosto critica.

Attorno alle 18 salta definitivamente la linea elettrica.  Allertati via telefono al SIA rientriamo, dalle rispettive abitazioni, a piedi, al buio e in mezzo alla tormenta, io e Marco Ercolani.

Constatiamo che l’unico modo per interagire con il sistema è usare la console fisica della server farm perchè anche la rete interna è inservibile, a causa di un guasto sulla colonna degli switch. Subito cominciamo a spegnere, ordinatamente per quanto possibile, i servizi e gli host fisici della farm dell’Ateneo, nella speranza di allontanare il rischio di danni quando, inevitabilmente, le batterie dei gruppi di continuità ci lasceranno a piedi.  Alle 20.30 circa è il blackout definitivo, andiamo a casa, fuori c’è un metro di neve e continua a nevicare furiosamente.

Nella notte tutta la città di Urbino è soggetta a interruzioni più o meno prolungate della erogazione di energia elettrica.

Giovedì alle 8 di mattina il paesaggio è quello che poi vedremo nei telegiornali e nevica incessatemente. Con Marco e Massimo ci apriamo la strada fra la neve fino alla porta del SIA solo per constatare che non c’è ancora energia, tutti i tentativi per ridare la corrente vanno a vuoto; nel frattempo è stato allertato il Servizio Tecnico e gli elettricisti dell’Università intervengono sulla cabina elettrica principale riuscendo a ripristinare l’erogazione.

Arrivano al lavoro altri dipendenti, quelli che abitano in città o comunque in zone da cui via Saffi sia raggiungibile a piedi. Arriva, più o meno fortunosamente, anche qualcuno dal pesarese. Ci si consulta, fra noi e con la Direzione Amministrativa, e si decide di riaccendere la farm, per verificare i danni innanzitutto; poi visto che la situazione sembra permetterlo si riavviano i servizi più critici, come il sito web e la posta elettronica. Fra le 12 e le 13 i servizi fondamentali sono rimessi in funzione; alle 15 facciamo ripartire anche i server del polo Bibliotecario URB, in qualche modo sollecitati dalle Biblioteche del litorale; da loro non nevica, ancora.

Il pomeriggio del 2 corre via tutto sommato abbastanza liscio, ma nella notte un nuovo blackout manda fuori uso la rete, risparmiando per fortuna la struttura interna della farm, sicché nella mattina di venerdì 3 è necessario un nuovo intervento degli elettricisti.  Però stavolta il danno è minore e già attorno alle 10 è di nuovo tutto funzionante, compresi molti dei servizi non essenziali ma comunque importanti per l’attività amministrativa dell’Ateneo.

Nei giorni che seguono, fino al secondo grosso episodio di precipitazioni nevose, il personale del SIA è chiamato a presidiare la sede ma tutto sommato non ci saranno episodi di crisi degni di nota. Certo ci si muove solo a piedi, i locali sono freddi e noi siamo sempre mezzo bagnati, e anche un po’ preoccupati per i guai alle nostre case e la neve, seppure con meno violenza, continua a cadere.

Venerdì 10 e sabato 11 ne mette giù un altro metro abbondante, e bagnata. I meteorologi dicono che ne siano caduti qualcosa come tre metri complessivamente; adesso i tetti fanno veramente paura, anche a piedi ci si muove con grande circospezione. Sabato mattina siamo spettatori di un episodio che coinvolge uno spazzaneve che, nel tentativo di liberare via Saffi, resta bloccato miserevolmente per più di un’ora. Però siamo fortunati e l’erogazione di energia elettrica nella sede centrale tiene. I disagi maggiori, in questo ultimo fine settimana di buriana, si spostano sulle sedi periferiche.

Il resto è, finalmente, sole e temperature sopra lo zero, gente sui tetti a spalare e il Cervino di piazza Rinascimento che diventa sempre più alto, ma non abbastanza perché qualcuno non ci piazzi una bandierina in vetta.

Paolo Cecchini, coordinatore del Gruppo Attività Sistemistiche SIA (Sistema Informatico d’Ateneo)

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