Arrivano ottime notizie per l’Ateneo urbinate: i neolaureati triennali di Urbino che risultano occupati sono il 48%, un valore superiore alla media nazionale (44%). Tra gli occupati, il 33% è dedito esclusivamente al lavoro, mentre il 15% coniuga il percorso verso la laurea specialistica con il lavoro. Chi continua gli studi con la laurea specialistica è il 50%: il 35% è impegnato esclusivamente nella laurea specialistica, mentre il 15% studia e lavora. Undici laureati su cento non lavorando e non essendo iscritti alla laurea specialistica, si dichiarano alla ricerca di lavoro.
L’analisi degli sbocchi occupazionali dei laureati triennali deve tenere conto che si tratta di giovani che nella maggioranza dei casi continuano gli studi, rimanda cioè al post-laurea di tipo specialistico l’ingresso nel mondo del lavoro.
A rilevarlo è il Rapporto Almalaurea 2012 sull’occupazione dei laureati italiani, presentato l’8 marzo a Roma, che ha coinvolto a livello nazionale su 400.000 laureati di 57 università italiane, 1.570 laureati triennali e 659 laureati specialistici biennali usciti dell’Università di Urbino nel 2010 e intervistati dopo un anno, nel 2011.
Per quanto riguarda i laureati specialistici, risulta che a un anno dalla laurea, è occupato il 61%; un valore superiore alla media nazionale del 56% che colloca Urbino al 14° posto su 57 atenei. Il 12% dei laureati continua la formazione (a livello nazionale è il 14%). Chi cerca lavoro è il 27% dei laureati specialistici dell’Università di Urbino, contro il 30% del totale laureati.
A un anno dalla laurea, il lavoro è stabile per il 41,5% dei laureati, valore anche in questo caso superiore alla media nazionale (33%).
Il rettore Stefano Pivato si è detto particolarmente soddisfatto: «I risultati confermano che il modello Urbino tiene e anzi migliora. In un quadro così difficile per i giovani è importante sapere che l’Università è ancora un investimento privilegiato per l’inserimento nel mondo del lavoro. Chi decide di iscriversi a Urbino sa che lo è ancora di più».


