Start up sulle rinnovabili
ECapital finanzia il progetto d’impresa di tre geologi di UniUrb

5 aprile 2012  |  di  |  Pubblicato in Innovazione, Slider

Geo-Energy Solutions and Technologies2 (GEST2) è il titolo del progetto di impresa che il 27 marzo, al Teatro delle Muse di Ancona, è risultato tra i vincitori del bando 2011 di ecapital, la competizione tra idee imprenditoriali innovative finanziata dalla Fondazione Marche.

Il progetto d’impresa nato da tre geologi dell’Università di Urbino è stato finanziato da ecapital con ventimila euro e si occuperà di risorsa geotermica e green economy.

Alessandro Blasi, Filippo Piscaglia e Stefano Del Moro (capogruppo)

Alessandro Blasi, Filippo Piscaglia e Stefano Del Moro (capogruppo)

Per partecipare a ecapital è sufficiente un’idea innovativa, ma per vincere occorre svilupparla con il migliore business plan. In questa undicesima edizione di ecapital i 30 gruppi finalisti sono stati selezionati, su un totale di 73 progetti iscritti, da un Comitato tecnico scientifico presieduto dal prof. Marco Pacetti dell’Università Politecnica delle Marche.

Il capogruppo del progetto GEST2, Stefano Del Moro, ci parla della proposta presentata: “Si tratta di realizzare e brevettare delle sonde scambiatrici di calore da installare nel sottosuolo, alternative a quelle comunemente utilizzate negli impianti di climatizzazione con pompe di calore geotermico, con l’obiettivo di mantenere elevata l’efficienza energetica ma abbattendo i costi di realizzazione. Queste nuove sonde geotermiche permetterebbero cioè di ottenere dal sottosuolo una quantità maggiore di energia termica per metro lineare di perforazione”.

Filippo Piscaglia, membro del gruppo premiato, aggiunge: “Ho svolto il dottorato di ricerca in Scienze della Terra presso l’Università di Urbino sulla risorsa geotermica, il cui sviluppo negli utilizzi non elettrici, dipenderà dall’innovazione di prodotto e di processo delle sonde geotermiche messe in opera nel sottosuolo nonché da sussidi pubblici di incentivazione di sistemi fotovoltaici integrabili con altre fonti rinnovabili come il solare termico e, per l’appunto, la geotermia”.

Infine Alessandro Blasi, il terzo geologo del gruppo: “Sono in attesa di discutere la mia tesi di dottorato sul monitoraggio di impianti che sfruttano il geoscambio per la climatizzazione e sotto la guida del mio tutor, il prof. Marco Menichetti, ho focalizzato la mia tesi sulla miglior comprensione delle risposte termiche del sottosuolo in cui sono installate le sonde geotermiche”.

Presso il Dipartimento di Scienze della Terra, della Vita e dell’Ambiente (DiSTeVA) c’è soddisfazione per il risultato raggiunto e il prof. Alberto Renzulli, coordinatore dei corsi di Laurea in Scienze Geologiche conclude: “Il premio è finalizzato all’avvio di una impresa che porti a compimento il business plan e che potrebbe rappresentare un volano per la costituzione di un vero e proprio spin off dell’Università di Urbino, che si occupi non solo di geotermia ma in generale di tutte le fonti di energia rinnovabili, con il coinvolgimento di laureati e giovani ricercatori che intendono sviluppare brevetti nel campo della green economy”.

 

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