La Città Ideale
La grande mostra e i suoi misteri. Aperta fino l'8 luglio

19 aprile 2012  |  di  |  Pubblicato in Tempo Libero

Doveva essere la mostra delle. Sarà invece la mostra sulla. Né una né trina, la Città Ideale è stata sublimata a concetto, che verrà esplorato fino all’8 luglio al Palazzo Ducale di Urbino. Ma non si può tacerlo: l’assenza di una delle tre Città Ideali, quella rimasta in gelosa custodia, chissà fino a che punto giustificata, all’interno della Gemaldegalerie di Berlino, sottrae magia all’evento e lo permea di un vago senso di incompiutezza. Forse di derivazione ingenuamente tolkieniana. Ma innegabile. Anche a causa dei tanti misteri che popolano il trittico e i suoi personaggi: chi ne fu l’autore? Il curatore Alessandro Marchi ipotizza un disegno progettuale di Leon Battista Alberti che però lasciò il pennello nelle mani di un esecutore più abile di lui, di cui restano rari tentativi stroncati dal Vasari che lo descrisse “molto più inclinato a lo scrivere che a lo operare”.

 Veduta di una Città  ideale - Bartolomeo di Giovanni Corradini detto Fra Carnevale, Tempera su tavola, Walters Art Gallery-Baltimore

Veduta di una Città ideale - ignoto "pittore dell'Italia centrale", Tempera su tavola, Walters Art Gallery-Baltimore

Forse, azzardiamo noi tra i tanti che vi si sono cimentati, la risposta potrebbe nascondersi in un curioso personaggio che appare in primo piano nell’opera proveniente da Baltimora. Cammina col bastone da pellegrino, come a dirci che ha percorso l’intero trittico fin là, e reca sulle spalle non una sacca, bensì una piccola botte. Una botticella, dunque. Del Botticelli del resto sono le coeve, splendide porte intarsiate nella Sala degli Angeli. E del resto, il personaggio nel dettaglio non ha forse lo stesso copricapo e la stessa capigliatura del “Ritratto virile” di Botticelli conservato alla National Gallery?

Sandro Botticelli - Ritratto Virile. 1484. Londra, National Gallery

Sandro Botticelli - Ritratto Virile. 1484. Londra, National Gallery

Nell’attesa di sciogliere l’enigma restiamo al diplomatico accreditamento all’ignoto “pittore dell’Italia centrale”.

Tuttavia la mostra non si esaurisce qua e presenta al visitatore un altro gradito ritorno. Il ritratto di Luca Pacioli di Jacopo de’ Barbari, anch’esso eseguito in terra urbinate per poi restare preda delle spoliazioni che lo portarono prima a Firenze poi a Napoli. L’origine feltresca dell’opera è sottolineata dal riflesso dei torricini nel rombicubottaedro il cui filo sottile che lo regge scende dall’alto, da un’origine forse divina.

Infine, la Flagellazione di Piero della Francesca, sulla quale si è ormai giunti alla 44a interpretazione, con merito di Lorenza Mochi Onori e Vittoria Garibaldi di non averne azzardata una nuova. Affascinante l’accostamento ad altre opere dallo stesso soggetto, in cui appare ancora una volta un trittico di personaggi laici che forse, alla fine del Quattrocento, erano un esplicito richiamo a un evento storico di cui si è persa traccia. La caduta di Costantinopoli sullo sfondo.

Ma alla fine un mistero è stato rivelato. Perché la terza Città Ideale c’è. E’ Urbino, città al tempo stesso partenza e traguardo, mittente e destinataria di questo viaggio lungo i secoli.  Una città che si propone da sempre come luogo ideale, fino a oggi, fino alle suggestioni di Carlo Bo che la definì “città dell’anima”. E questo non è un mistero.

www.mostracittaideale.it

La Città Ideale
L’utopia del Rinascimento a Urbino tra Piero della Francesca e Raffaello
a cura di Lorenza Mochi Onori e Vittoria Garibaldi

Urbino, Galleria Nazionale delle Marche
Palazzo Ducale
Piazza Duca Federico
6 aprile – 8 luglio 2012

Informazioni e prenotazioni
199.75.75.18

Visite guidate e didattica
199.151.123

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