Tristano e Isotta: un mito Celtic-Pop
Lezione-concerto sull'opera di Stefano Fucili

29 maggio 2012  |  di  |  Pubblicato in Tempo Libero

Un’originale lezione accademica ha coinvolto studenti di varie discipline e un pubblico eterogeneo, accomunandoli nella malìa di un’evocazione suggestiva. Atmosfere d’altri tempi grazie al celebre mito medievale di Tristano e Isotta che ha ripreso vita nell’omonima Opera Celtic-Pop creata dal cantautore Stefano Fucili assieme a Enzo Vecchiarelli (musicista del gruppo Musicaparole) a Francesco Gazzè (fratello di Max) e a Francesco Bartolucci (regista e coreografo).

<Un’idea che mi è venuta un paio di anni fa leggendo il testo di Gottfried von Strassburg del 1210. Quella di creare un’opera Celtic Pop> racconta Fucili <nella quale  poesia, musica e recitazione sarebbero state legate da un testo fondamentale della cultura celtica come quello di Tristano e Isotta. E per realizzarla cominciai a coinvolgere Enzo Vecchiarelli>. Il quale così descrive l’effetto che gli fece la proposta:

<Un’idea folle, pensai> dice senza esitare <Ma naturalmente, come tutte le idee folli, aveva il fascino della sfida impossibile. Si trattava di attraversare la storia della musica senza che un genere prevalesse sull’altro, con la musica moderna a far da fil-rouge e l’amore impossibile come tema archetipico che percorre da sempre la vita interiore degli uomini>.

Durante la lezione-concerto hanno poi preso vita, sotto le dita di Vecchiarelli, il Bodhran, il liuto e la cornamusa, antichi strumenti delle regioni celtiche: Bretagna, Cornovaglia,  Galizia, Scozia.

<Strumenti che a corte venivano spesso suonati non soltanto da poeti e musici ma dagli stessi sovrani, assieme all’arpa celtica e al flauto dolce> racconta Vecchierelli < del resto la vita di corte era spesso un palcoscenico. Musica, poesia e, appunto, l’amor cortese, quello spesso impossibile in tempi di matrimoni combinati tra signori e feudatari di mezza Europa a siglare patti e alleanze pregiudicando i sentimenti reali in favore della ragion di stato>.

Ma a tutto questo occorreva il tocco vitale. E come una bacchetta magica, una chiave segreta evocata da una frequenza vocale, un po’ magia e un po’ malìa, ecco la voce di Valeria Visconti. La cantante di Fermignano diplomata in canto lirico al Conservatorio Rossini, due partecipazioni a Sanremo e attualmente insegnante di canto, si è lasciata coinvolgere dal progetto di Fucili & C. con passione:

<E’ stata un’occasione per riesplorare i miei studi e le mie esperienze > ci racconta Valeria-Isotta < ma anche per provare un cantato che qui è più narrato, e si arricchisce di suoni armonici che salgono dall’interno, di testa, per diventare opera. Un progetto stimolante e affascinante>.

Il Tristano e Isotta è stato rappresentato in vari borghi storici e  nei teatri di Cagli, Urbania, Macerata Feltria San Costanzo e Urbino, grazie a un progetto patrocinato dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione della Provincia di Pesaro e Urbino e organizzato in collaborazione con l’Orchestra Sinfonica Gioacchino Rossini di Pesaro.

<E prima della fine dell’anno> annuncia Fucili <contiamo di metterlo in scena all’interno dell’Università>. Sarà un’occasione da non perdere.

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