Selinunte nell’antichità
I risultati del convegno sul grandioso Tempio

19 ottobre 2012  |  di  |  Pubblicato in Fuori Urbino, Slider

Mercoledì 17 ottobre, nell’ex Istituto di Archeologia, si è svolto il Convegno sul Parco Archeologico di Selinunte, megalopoli greca della Sicilia occidentale, dove archeologi dell’Università Feltresca sono attivi con ricerche e scavi nel grandioso Tempio G, dedicato a Zeus.

Nel corso di due giornate di studio, dal titolo “Selinunte nell’antichità. Proposte e ricerche”, alcuni docenti dell’Ateneo urbinate si sono confrontati con studiosi di altre Università su temi archeologici, storici e filologici, facendo la sintesi delle conoscenze acquisite in recenti scavi e indagini.

SELINUNTE - Il tempio in primo piano (G)

SELINUNTE – Il tempio in primo piano (G) è oggetto di ricerca dal 2010 da parte dell’equipe della Missione Archeologica Italiana a Cirene (Libia) dell’Università di Urbino diretta dal Prof. Mario Luni.
Si tratta di uno dei più Monumentali Templi dorici del Mediterraneo, realizzato alla fine del VI secolo a.C. e crollato in parte, in modo uniforme, in seguito ad un terremoto in età tardo-antico.

Il convegno ha visto la partecipazione  del direttore del Parco Archeologico Caterina Greco, che ha presentato le proposte di ricerca e di valorizzazione scientifica della più importante città greca della Sicilia occidentale, che prevede anche la collaborazione dell’Università di Urbino in relazione a templi greci della collina orientale.

Paola Bernardini e Mario Luni, organizzatori del Convegno, hanno coordinato il dibattito su vari temi, che hanno attirato l’attenzione anche dell’antichista Valerio Massimo Manfredi, intervenuto per auspicare opere di tutela, di valorizzazione e di ricerca nel Parco Archeologico di Selinunte, meritevole del massimo impegno per la valenza straordinaria storico-archeologia.

Sono stati presentati anche i risultati dei recenti scavi attuati dalla New York University nel Tempio R, unitamente a quelli dell’Università di Urbino nel  Tempio G.

«Nel 2011 la Missione Archeologica Italiana a Cirene ha dovuto sospendere l’attività di ricerca in Libia a causa dei noti eventi bellici – ricorda il professor Mario Luni – ed è stata chiamata a studiare il più grande dei templi di Selinunte, in stato di crollo. Mettendo a frutto l’esperienza maturata in decenni di ricerche su templi di Cirene, sono stati eseguiti scavi e rilievi grafici che hanno consentito di ampliare la conoscenza dell’imponente edificio, fino a giungere alla  realizzazione di un plastico del Tempio G come appariva in antico prima del crollo (ora conservato nel Museo di Selinunte). L’incontro con i colleghi filologi e storici dell’Università di Urbino, coordinati dalla prof. Paola Bernardini e attivi in parallele ricerche su Selinunte, ha consentito di organizzare il Convegno, che ha fatto il punto sulle conoscenze maturate sulla megalopoli greca».

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