Lezioni Urbinati
Gli studenti intervistano Vittorio Bo e John Freeman

22 novembre 2012  |  di  |  Pubblicato in Eventi, Slider

Le Lezioni Urbinati, istituite nel 2003 per volere della Fondazione Carlo e Marise Bo, tornano con l’appuntamento annuale (oggi 22 e domani 23 novembre) a celebrare lo spirito della ricerca critica, incrociando esperienze e testimonianze in vari ambiti, dalla letteratura alla filosofia alla scienza.

Gli autori di queste lezioni si misurano con opere, scrittori e concetti della storia della letteratura e del pensiero, offrendoci nuove prospettive e inediti spunti di riflessione.

Dal 2003 ad oggi, le Lezioni Urbinati hanno ospitato i nomi più prestigiosi della critica letteraria internazionale, tanto da fregiarsi del Patrocinio del Senato della Repubblica e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

La Redazione Studenti di UniurbPost ha incontrato e intervistato Vittorio Bo, direttore scientifico della Fondazione Carlo e Marise Bo.

In un momento di cambiamenti epocali per l’editoria qual è lo spirito di Lezioni Urbinati, cosa vogliono rappresentare oggi?

«Lo spirito è quello di riflettere, raccontare il senso della letteratura oggi, guardando ai classici e ai legami fra mondo e letteratura. Fino a due anni fa, lo scopo era quello di guardare indietro attraverso chiavi di lettura nuove ed originali. Rispetto ai primi anni, in questa edizione verranno presi in esame sei autori contemporanei, per individuare una continuità fra il vecchio e il nuovo».

Lei, che è anche editore, può dirci come sta cambiando il ruolo degli editori davanti alla crescita del mercato digitale?

Sta cambiando tutto, e siamo solo all’inizio di questo processo. Tuttavia, I libri continueranno ad essere sempre degli aggregatori di conoscenza; rimarrà la necessità di ricercare la qualità.

E Il lettore di oggi?  

Il lettore cambia più velocemente dell’editore. Oggi è più guardingo, molto più selettivo; e di conseguenza le esigenze di lettura sono più mirate.

Lezioni Urbinati sono tenute ogni anno da una figura eminente nell’ambito degli studi letterari e storico-filosofici contemporanei. Quest’anno è il celebre scrittore e critico letterario statunitense John Freeman a tenere il ciclo di lezioni che ruotano intorno al tema su “Come si legge un narratore”.

Jonh Freeman è direttore della rivista “Granta”, nota soprattutto per avere scoperto nuovi talenti letterari inglesi e americani.

John Freeman intervistato dalla Redazione Studenti con Anuska Pambianchi e Roberto Danese - Foto di Paolo Bianchi

John Freeman intervistato dalla Redazione Studenti con Anuska Pambianchi e Roberto Danese – Foto di Paolo Bianchi

I ragazzi della Redazione Studenti gli hanno rivolto alcune domande:

Signor Freeman, ci può illustrare i caratteri peculiari del Granta, la rivista di cui è direttore editoriale? Quali sono i motivi della scelta di pubblicare testi inediti non accompagnati da introduzioni, recensioni o interviste agli autori medesimi?
La scelta del Granta è quella di pubblicare autori che scrivono non solo perché ne hanno la possibilità, ma perché sentono l’”urgenza” di comunicare qualcosa, di veicolare un’esperienza. Gli studenti di Cambridge che fondarono la rivista negli anni ’70, le diedero il nome di un fiume, il Granta appunto (affluente del Cam, che attraversa Cambridge), per rendere l’idea di un flusso continuo di testi, non interrotto da interventi esterni. Questa scelta di evitare ogni “contaminazione” è stata mantenuta per rispetto di una tradizione che riteniamo ancora valida. La buona scrittura non ha bisogno di recensioni.

Quali sono i criteri di selezione dei testi da pubblicare? Fra questi ci sono stati autori italiani?

A dire il vero, è difficile spiegare razionalmente i criteri che spingono a prediligere un testo piuttosto che un altro, sarebbe come spiegare perché ci si innamora. Si tratta soprattutto di intuizioni che muovono dalla bellezza del linguaggio e dalla sostanza di ciò che il testo comunica. Fra gli autori italiani pubblicati in passato nel Granta si annoverano Umberto Eco e Roberto Saviano.

Quali sono le tendenze della letteratura contemporanea e le prospettive future?

La letteratura è, oggi, influenzata in maniera irreversibile da un processo di globalizzazione che investe tutta la società contemporanea. Attraverso gli attuali mezzi di comunicazione, come Internet, e grazie alla diffusione dell’inglese quale lingua internazionale, è possibile conoscere le culture di ogni paese senza barriere.

Lezioni Urbinati continueranno oggi, alle 17: John Freeman prenderà in esame David Foster Wallace e Jonathan Safran Foer. Il ciclo di lezioni chiuderà domani venerdì 23 novembre alle 11, con l’analisi dello scrittore cinese appena insignito del Nobel Mo Yan e della romanziera inglese Antonia S. Byatt.

a cura della Redazione Studenti (Monica Bravi, Alberto Fraccacreta, Riccardo Marchionni)

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