Conversazioni sulla Psicanalisi
Il primo incontro dell’associazione studentesca Rizoma. L’11 dicembre

6 dicembre 2012  |  di  |  Pubblicato in Tempo Libero

Era dicembre del 1890 quando Bertha Pappenhein, giornalista e scrittrice austriaca, meglio nota come Anna O., una ventunenne isterica, veniva curata per la prima volta con la talking cure (cura attraverso la parola) e l’uso del lettino. Anna O. è considerata la prima paziente della storia della psicanalisi e il primo punto di svolta concreto nella vita professionale di Sigmund Freud.
Dopo la morte del padre, Anna si ammala e comincia a soffrire di disturbi della vista, di paresi agli arti e al collo e di amnesie. Solo le “conversazioni” con il dottor Bruer prima e con Freud successivamente guariscono Anna dai suoi sintomi. Più tardi si impegnerà nelle rivendicazioni sociali femministe del suo tempo e quindi nella lotta per l’emancipazione delle donne.
A distanza di quasi un secolo dalla morte di Freud (Londra 1939), che significato ha l’opera dello psicanalista austriaco, considerato il padre della psicanalisi? Qual è lo stato di salute della psicanalisi, disciplina eternamente sotto attacco e che idea di salute offre oggi?

A occuparsi della questione è l’Associazione culturale Rizoma, fondata da studenti iscritti al corso di Psicologia, che organizza, martedì 11 dicembre (Aula c1, area Didattico Scientifica Paolo Volponi, via Saffi 15) alle ore 17, il suo primo incontro su “La Questione dell’Analisi Laica, ovvero della Psicanalisi” con Antonello Sciacchitano, psichiatra e psicanalista di formazione lacaniana e redattore della rivista ”aut aut”; Davide Radice, psicanalista e psicologo in formazione, Mario Rossi Monti, docente ordinario di Psicologia clinica presso l’Università degli Studi di Urbino, membro ordinario della Società Psicanalitica Italiana (SPI).


La questione dell’analisi laica, conversazioni con un imparziale di Sigmund Freud. Traduzione e commento di Antonello Sciacchitano e Davide Radice, Mimesis edizioni, costituisce il suo più rilevante e autentico tentativo di definire e proteggere uno spazio di autonomia per la psicanalisi, la “giovane scienza” da lui fondata. La traduzione cerca di riproporre in italiano la ricchezza metaforica, la vis polemica, la profondità della prosa freudiana. A questo scopo propone anche diverse note linguistiche che tentano di colmare l’inevitabile scarto fra le due lingue e dare un fondamento alla sostanziale innovazione interpretativa dei passaggi più complessi e di quelli eticamente più sensibili.
Dopo il caso Anna O.,  Freud capì che la psiche umana ha delle zone nascoste che devono essere scoperte e fatte venire alla luce per poter comprendere il comportamento di ogni individuo.
L’Associazione culturale studentesca Rizoma è stata fondata recentemente (settembre 2012) da Stefano Paternò (presidente), Alessandro Siciliano (vicepresidente), Cristel Mercelletti Lattanzi e Edoardo Grisogani, con l’obiettivo di creare collegamenti tra teoria e prassi della disciplina e soprattutto abbattere quel muro di diffidenza creata intorno alla psicologia e alle scienze umane, disciplina ampiamente diffusa nel mondo.
L’Associazione prende il nome da una grossa radice chiamata rizoma (da rizo-, radice, con il suffisso -oma, rigonfiamento): fusto sotterraneo generalmente orizzontale e struttura diffusiva, reticolare.
E’ la sua immagine simbolica di orizzontalità della conoscenza e del creare connessioni che ha ispirato gli studenti di Psicologia nella scelta del nome dell’Associazione (progetto grafico di Alberto Vacca Lepri, studente di Psicologia).

INFO
http://www.facebook.com/associazionerizoma

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