Verso le città sostenibili
Ecco come i servizi ecosistemici aumentano la qualità di vita ed economica di un’area urbana

19 dicembre 2012  |  di  |  Pubblicato in Post Opinion, Slider

Nel 2009 la quota della popolazione mondiale residente nelle aree urbane ha superato la soglia del 50% e, secondo le stime dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (2008), le previsioni indicano che entro il 2050 le città ospiteranno oltre il 70% della popolazione complessiva. Inoltre, nei paesi industrializzati, la crescita demografica non è più proporzionale alla crescita delle unità abitative, conseguenza della scelta di dare all’edilizia una funzione trainante per l’economia indipendentemente dal consumo delle risorse del Capitale Naturale e dalle reali necessità di abitazioni. Nei vari paesi, infatti, sebbene siano diversi e complessi i fenomeni di urbanizzazione con aspetti di periferizzazione degenerativa (degenerated peripheralization) umana e territoriale, le dinamiche risultanti si riflettono sull’ecologia degli ecosistemi (naturali e non), sia da un punto di vista spaziale, sia funzionale. Un’area urbana, indipendente dalla luce solare, è fortemente energivora (energy-consuming) rispetto ad una serie di risorse che provengono dall’ambiente naturale (prodotti agricoli, acqua, ecc.). Questo sottolinea come tutti gli ecosistemi siano sistemi aperti, nel cui “motore” entrano, restituite sotto forme diverse, energia e informazione per produrre lavoro. Questo flusso di energia che li attraversa, caratterizza il lavoro degli ecosistemi, cioè la loro capacità di fornire beni e servizi (qualità dell’acqua, qualità dell’aria, assorbimento di CO2, protezione del suolo, materie prime, servizi ricreativi e culturali, ecc.) che soddisfino direttamente o indirettamente i bisogni umani (Millennium Ecosystem Assessment, 2005) detti servizi ecosistemici (ESs). Gli ecosistemi sono quindi sistemi in continua dipendenza gli uni dagli altri dove le aree urbane assumono un ruolo di forte dipendenza dalle funzioni del capitale naturale. L’obiettivo di portare la città a condizioni sempre meno squilibrate e parassitarie, può costituire un’utile molla per interventi interessanti e l’adozione di buone pratiche. Attualmente, la novità sta nella necessità di avere una visione sempre più ampia, sistemica, sia del paesaggio da cui provengono i flussi di materiali ed energia (il paesaggio che fornisce cibo, acqua, energia) che nutrono l’ecosistema urbano sia di quello che riceve i residui in uscita (i luoghi in cui si scaricano i rifiuti solidi, liquidi e gassosi). Il tentativo di riequilibrare la situazione almeno attenuando il parassitismo, in relazione alle diverse scale di riferimento, può avere successo se si riesce a dimostrare se e come la città possa ridurre la domanda di materia ed energia non solo intervenendo sui consumi, abbattendo gli sprechi e ottimizzando il rendimento delle macchine, ma anche diventando “produttrice” di materia ed energia ottimizzando le opportunità presenti al suo interno. Uno dei fattori chiave è il recupero dei sistemi ad energia solare presenti al suo interno e nelle aree in connessione con lo spazio rurale. Tali sistemi devono essere elemento strutturale e funzionalmente sussidiario al sistema urbano, soggetto a pianificazione e progettazione specifica tenuto conto che è parte del capitale naturale, non scambiabile con altri capitali e non monetizzabile. Infatti, gli ecosistemi naturali urbani producendo una serie di ESs (servizi ecosistemici) contribuiscono alla salute pubblica e aumentano la qualità di vita dei cittadini migliorando le loro condizioni di sopravvivenza e la qualità economica dell’area urbana. Il valore espresso dalle loro funzioni è notevole: il professor Thomas Elmqvist del Stockholm Resilience Centre (2011) in una sintesi (10 studi, 9 città cinesi e 1 USA) descrive il valore monetario di sette servizi ecosistemici relativi agli spazi verdi urbani. Mediamente il servizio ricreativo (Ricreation and Amenity) e gli effetti sulla salute (Health effects) contribuiscono rispettivamente ad un valore di US$ 5,882 e US$ 17,548 ha/year con una media totale di US$ 29,475 ha/year. Le amministrazioni delle città, a causa del fenomeno sempre più diffuso del decentramento, stanno diventando sempre più responsabili della gestione locale e della fornitura di servizi per i propri cittadini. Essi sono i migliori fautori del cambiamento poiché possono operare dai livelli sociali più bassi (grassroots). Lo sviluppo della consapevolezza legata alla forte dipendenza da un ambiente naturale sano che fornisce continuamente ESs (acqua e aria pulita, cibo sano etc.) e opportunità (lavoro per il loro mantenimento) sono il fondamento per percorrere la strada della sostenibilità vera in modo da influenzare il benessere umano e le attività economiche da cui esso dipende. Di conseguenza, rispetto una decisione di trasformazione territoriale, discutere di capitale naturale e dei servizi ecosistemici conseguenti permetterebbe una comunicazione più efficace circa il valore identitario dei luoghi e quello pubblico delle risorse, nonché dell’impatto ambientale e delle conseguenze ecologiche, economiche e sociali. In questo modo i benefici che derivano da un ecosistema che funziona diventano subito visibili e subentra la consapevolezza dell’utilità dei servizi sia per i cittadini che per i decisori locali: ogni qualsiasi minaccia all’ecosistema dovrà essere considerata in termini di bilancio economico ambientale considerando i benefici che verrebbero persi, ed il danno economico socio-ambientale. Pianificare e progettare le aree urbane come sistema ecologico d’area vasta, non ha il velleitario obiettivo di riportare o mantenere la città in condizioni di equilibrio con l’ambiente esterno, ma progettare gli edifici, la topografia urbana, gli ecosistemi naturali urbani ecc. all’interno di una pianificazione che consideri le funzioni del Capitale Naturale e dei suoi cicli (delle acque, dei rifiuti, dell’energia ecc.), assume un’importanza strategica come supporto ecosistemico dello sviluppo durevole della città e del benessere dei suoi cittadini.

Ecosystem services and Urban areas (sisntesi degli studi) del prof. Santolini è contenuta nel volume Urban Landscapes. Environmental Networks and Quality of Life, di Massimo Sargolini, Springer Edizioni.

a cura di Riccardo Santolini (riccardo.santolini@uniurb.it)
Dipartimento di Scienze della Terra, della Vita e dell’Ambiente (DiSTeVA)

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