Cosa accadrebbe se…al Cinema
Si apre la rassegna What-if? Movies. A dialogo con i due organizzatori

26 febbraio 2013  |  di  |  Pubblicato in Tempo Libero

Il 27 febbraio si apre la VII edizione del seminario interdisciplinare L’opera che visse due volte con la rassegna What-if? Movies, che rappresenta idealmente la prosecuzione di due iniziative dedicate negli anni passati nell’Ateneo urbinate al tema della controfattualità: il convegno “Another world is possible: Conference on David Lewis” e il seminario “Storia e storie con i se: mondi possibili in storiografia, filosofia, letteratura e arte”.

«Il tema della controfattualità – spiega il prof. Marco Dorati – uno degli organizzatori della rassegna, nasce in ambito filosofico come teoria dei mondi possibili, ma è stato poi ripreso dalla critica letteraria ed è stato adattato anche alla letteratura per trovare un nuovo sistema di universi narrativi sempre più complesso e raffinato. Tale tema è stato scelto perciò principalmente in quanto trasversale a varie discipline e individuato come fonte di interesse per diversi studiosi: filosofi, letterati, storici dell’arte e storici tout court».

Inoltre, come afferma un altro degli organizzatori, il prof. Tommaso di Carpegna Falconieri: «il cinema si presta benissimo alla controfattualità per via della sua narrabilità visiva che amplifica le possibilità offerte da questa tematica alla produzione artistica».

Relativity 1953 Lithograph M. C. Escher

Relativity 1953 Lithograph M. C. Escher

Il cinema è, infatti, un mezzo privilegiato per rappresentare le varie diramazioni di una storia “con i se”.
La riflessione controfattuale è rilevante soprattutto per la storiografia e il rumore di fondo di questa tematica è profondamente radicato nella cultura occidentale: sebbene nel ‘900 si possa individuare un fermento artistico notevole ispirato dalla Possible Worlds Theory, la controfattualità è da sempre un mezzo della disamina storica. Ci si chiede sempre, per approfondire ciò che è accaduto, cosa sarebbe stato se fosse avvenuto qualcos’altro. Come evidenzia Marco Dorati, i prodromi di una tale riflessione sono già presenti in Erodoto quando si chiede cosa sarebbe successo se avessero vinto i Persiani e non i Greci e in Tito Livio, che prova a immaginare una storia senza la prematura morte di Alessandro Magno.

Quello del what if è, infatti, un interrogativo spontaneo e un mezzo molto sofisticato di approfondimento del reale.

«Tale tipo di interrogazione non genera risultati irrazionali nemmeno nelle arti da essa prendono spunto, come la letteratura fantastica o fantascientifica, in quanto le creazioni si fondano sempre su una narrazione coerente e programmatica» spiega Tommaso di Carpegna, apportando l’esempio del mondo fantastico ‘subcreato’ dallo scrittore inglese J. R. R. Tolkien,  delineato con una meticolosità storica e geografica tali da renderlo pienamente verisimile.
«Il mio interesse principale come storico riguardo a questo tema – continua di Carpegna – è nel rapporto fortemente intrecciato tra fatti reali che tra loro si intersecano e ciò che poi viene scelto come nucleo del racconto degli stessi». Anche la nostra storia, ci spiega il medievista, è controfattuale, in quanto unico ramo “raccontato” e “tramandato dai vincitori”, mentre tutti gli altri rami della storia rimangono invece vittime di damnatio memoriae. «Per questo, quando facciamo storia con i se, quando pensiamo a utopie o ucronie, non parliamo di semplici fantasie senza aggancio con il reale. Il medievalismo, ad esempio, è un “mondo possibile”, e tuttavia ha più impatto nel mondo contemporaneo di quanto ne abbia il medioevo vero e proprio».

Secondo il professore, dunque, nella storia non bisognerebbe distinguere tanto tra vero e falso, ma piuttosto tra ciò che è attivo nei nostri confronti e ciò che non lo è.

Entrambi i due organizzatori sottolineano, infine, che l’idea di questa rassegna è da ricercarsi in un circolare di idee nell’accademia e dall’incontro degli interessi di più studiosi. L’intento è quello di mostrare come anche il cinema può suggerirci degli spunti di grande interesse da questo punto di vista: spesso, infatti, dietro ad alcuni film vi è una grande riflessione teorica.
«La rassegna What-if? movies” – conclude di Carpegna – è un esperimento: sarà innanzitutto un’occasione di ricerca che raggruppa menti curiose e crea sinapsi interdisciplinari e inoltre sarà anche qualcosa di divertente, considerando il gusto della visione cinematografica».

Il seminario si svolgerà a Palazzo Albani (via Bramante) Aula B3.

Per il programma clicca qui

 

a cura di Umberto Brunetti e Riccardo Marchionni (Redazione Studenti)

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