Urbino Harlem Shake
19 marzo 2013. Cronaca di una giornata flash mob

20 marzo 2013  |  di  |  Pubblicato in Fuori Urbino

Ore 13:55: piazza della Repubblica è più affollata del solito. Non si può parlare ancora di una vera e propria calca, piuttosto di una serie di gruppetti di persone che circondano la fontana qua e là, fedeli all’appuntamento fissato su internet. Una ragazza spicca con il suo travestimento da “water”, un altro ragazzo ha l’accappatoio addosso, un altro la parrucca, tutti hanno portato con sé qualcosa di strano e bizzarro che gli permetta di confondersi tra la gente ma di farsi notare allo stesso tempo. Impossibile del resto ignorare una parrucca scintillante color argento o un travestimento da clown, anche una semplice maschera di cartone improvvisata fa la sua parte e non è difficile in fondo riconoscere i propri amici o conoscenti.  La piazza continua ad affollarsi tra i curiosi. Quanti non vedono l’ora di buttarsi nella mischia per dare il meglio di sé in quei pochi 30 secondi? Qualcuno comincia a tirare fuori il suo travestimento, qualcun altro ha bisogno di un incoraggiamento per unirsi al gruppo di “folli” che daranno spettacolo, un bel momento in fondo in cui si respira gioia, fermento e una frenetica attesa.

Più o meno tutti sanno in cosa consiste questo ‘’Harlem Shake’’ (una danza, originariamente nota come albee, nata ad Harlem nel 1981 e divenuta popolare nel 2001), altri non hanno idea di cosa sia e non sanno cosa aspettarsi, ma dal movimento sembrerebbe che stia per accadere qualcosa di epocale. Il sole scalda e illumina gli studenti, come un riflettore da lontano e punta sulla scena, e, nonostante il vento, fa davvero un gran caldo. Tuttavia le condizioni metereologiche sono l’ultimo pensiero di tutti coloro che indossano solo un accappatoio colorato e sono pronti forse a fare un bagno nella fontana di piazza della Repubblica. Un ragazzo riprende tutto professionalmente con una videocamera dall’alto, mentre un’altra ragazza affacciata alla finestra ha una ottima visuale sulla piazza e scatta qualche foto attirando subito l’attenzione di molti che chiedono entusiasti e urlanti altri scatti. Cellulari, macchinette fotografiche spuntano come margherite per catturare un ricordo, un’immagine o magari un video dell’insolito e straordinario evento che sta allietando la giornata.

La cosa che più colpisce è vedere una serie di volti conosciuti che in trenta secondi tirano fuori se stessi più di quanto in tanti mesi di frequentazione non abbiano mai fatto. Una vera rivelazione: un modo come un altro per comunicare, comunicarsi qualcosa, farsi vedere, unirsi e condividere un momento di puro sfogo e tirar fuori quella  gioiosa follia che in fondo è parte di tutti noi ma che normalmente reprimiamo per pudore.

Sono le ore 14:10 circa: uno sparo di stelle filanti, tutto prende vita: per chi balla freneticamente e liberamente sulla fontana, chi si abbraccia, chi ride, chi viene spinto, chi urla, chi canta, chi semplicemente sta a guardare, curiosamente e timidamente, tutto questo delirio.

Harlem Shake da Spotted University of Urbino

Harlem Shake. Fonte: Spotted: University of Urbino

Appena trenta secondi: il tempo si ferma, la musica si sente appena, ma le urla e i canti bastano a creare un fragore acustico quasi assordante, poi improvvisamente tutto finisce. C’è chi, preso dal momento, non riesce più a fermarsi, chi va via fuggendo come se niente fosse mai avvenuto e corre a lezione. Dopo qualche minuto c’è chi ancora  smaltisce i postumi dell’ HS o si attiva a scoppio ritardato. In tutto ciò pian piano si rientra nella calma atmosfera urbinate e la piazza si svuota, un povero cagnolino ha perso il suo padrone nella confusione, i bus possono riprendere a transitare.

Persone che fino a un attimo prima si sorridevano e ballavano assieme, adesso indifferenti nemmeno si guardano in faccia. Il breve momento di gloria per molti è finito ma tuttavia rivivremo queste emozioni  più e più volte in tutte le foto e i video che lo hanno immortalato. Ed ora anche gli studenti di Urbino possono sentirsi protagonisti del tormentone ‘’Harlem Shake’’ che sta contagiando il mondo. Un modo come un altro per essere parte attiva di un fenomeno che si può definire di massa,  riprodotto sempre uguale , ma in realtà sempre diverso e originale, un modello comune da cui nascono tanti differenti “simili” in quanto sono diverse le persone, i luoghi, il contesto e le relazioni.

a cura di Roberta Sarcinella (Redazione Studenti)

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