Sulla migrazione cinese in Africa
Anita Spring ai seminari di Etnologia e Antropologia Culturale

26 marzo 2013  |  di  |  Pubblicato in Fuori Urbino

Il 22 marzo, presso l’Aula Magna della Scuola di Scienze Politiche (piazza Gherardi 1), la serie dei Seminari di Etnologia e Antropologia Culturale in onore di Margaret Mead ed Elizabeth Colson sponsorizzati dal Dipartimento di Studi Internazionali e dalla Scuola di Scienze Politiche ha visto la partecipazione come relatrice di Anita Spring, professoressa emerita di Antropologia e di Studi Africani dell’ Università della Florida.

Anita Spring ha affrontato la tematica su “Migrazione cinese e ‘business environment’ in Gana: una nuova diaspora nell’Africa Sub-Sahariana”.

La presentazione ha analizzato la nuova diaspora cinese in Africa con speciale enfasi sul Gana. Le strategie individuali e familiari di migrazione cinese nei paesi dell’ Africa sub-sahariana sono basate tanto sulle politiche “Go Global” della Cina quanto sugli obiettivi finanziari e personali della popolazione cinese, sulle caratteristiche demografiche (es. età, sesso, educazione, ricchezza, guanxi e network sociali) e sulle opportunità di lavoro e di business in Africa. Nel corso dell’evento sono state analizzate le politiche cinesi e il modo in cui queste influiscono sulle capacità di business e sulle motivazioni imprenditoriali in Africa; esiste infatti una distinzione tra gli incentivi agli insediamenti cinesi in Gana e le altre migrazioni transnazionali in Africa. La ricerca presentata si basa su una ampia raccolta di narrative migratorie e su esperienze cinesi in Gana riguardanti il momento in cui si avvia un business, che sia un’azienda, una clinica o altro tipo di business messi in piedi con i governi africani e le popolazioni locali.

La professoressa ha descritto con dovizia di particolari i dettagli dell’ambiente imprenditoriale in Gana (tipi di business presenti, settori, numero di impiegati, fonti di capitale e risultati) e le reti di affari. L’ incoraggiamento del governo del Gana e il vibrante ambiente imprenditoriale del Paese facilitano questa nuova diaspora cinese nel disappunto di molti Ganiani. I risultati comparano le popolazioni diasporiche cinesi con le nuove e diverse ondate di migrazioni imprenditoriali dalla Cina come il risultato di specifiche politiche cinesi. Sono state mostrate  alcune storie di uomini e donne cinesi che hanno trovato il successo in Gana (e in altri paesi dell’ Africa sub-sahariana), così come di altri che vogliono ritornare in Cina per condurre una vita più facile e con uno standard di vita che considerano migliore. E’stato inoltre analizzato l’intero spettro delle interazioni Gana-Cina e le reazioni in termini di affari e amicizia che ne conseguono.  La professoressa Spring ha concluso definendo le nuove relazioni messe in piedi dalla Cina in Africa come nuove forme di colonizzazione economica.

I seminari sono promossi dalla antropologa prof. Francesca Declich del Dipartimento di Studi Internazionali della Università di Urbino e si tengono a scadenza settimanale o bisettimanale nel corso di uno dei semestri accademici del corso di Scienze Politiche. Durante i seminari vengono invitati esperti in varie tematiche antropologiche per fornire approfondimenti e stimoli intellettuali al pubblico interessato.

Prof.ssa Declich, perché i seminari sono in onore di Margaret Mead e Elizabeth Colson?

Perché, a diverso titolo e in momenti diversi, queste due antropologhe hanno entrambe contribuito allo sviluppo della disciplina. Margaret  Mead ha reso la disciplina antropologica una disciplina conosciuta a livello popolare negli USA scrivendo libri che tramite una diffusione in grande scala hanno cambiato la percezione degli americani su diversi aspetti delle culture degli altri paesi. Elizabeth Colson ha svolto per anni ricerca con popolazioni sottoposte a migrazioni forzate o svolte per motivi economici studiando per la prima volta gli effetti dei cambiamenti imposti a tali popolazioni dagli eventi migratori.

Chi è Anita Spring?

Anita Spring è professoressa Emerita di Antropologia e Studi Africani all’Università della Florida. E’ autrice di 10 libri e di più di 65 articoli. E’ stata Associate Dean del College of Liberal Arts and Sciences e Chief of Women in Agriculture and Rural Development alla FAO (Food and Agriculture Organization) delle Nazioni Unite. E’ stata presidente delle sezione della American Anthropological Association “Culture and Agriculture”, ed è attualmente Presidente della “Africanist Anthropologists  Association”, che è una sezione della stessa associazione professionale. Anita Spring e’ inoltre vice-presidente della International Academy of African Business and Development.

Ha realizzato lavoro sul campo in venti paesi africani e quattro paesi caraibici. Ha anche lavorato con nativi americani. Ha svolto ricerca in Zambia per tre anni, cooperazione allo sviluppo in Malawi per due anni e ha ricevuto una borsa Fulbright per l’ Etiopia per un anno.  Dal 2000 ad oggi ha svolto ricerca con imprenditori africani in mercati locali e globali in Botswana, Eritrea, Etiopia, Gana, Kenya, Mozambico, Senegal, Sud Africa, Tanzania e Uganda.  Da allora ha insegnato variamente sulla Cina in Africa ed ha lavorato sull’argomento con dottorandi cinesi e di altre nazionalità.

Attualmente lavora ad un progetto sull’ambiente d’affari nell’Africa sub-sahariana (SABER), con il quale si concentra sui quei venti paesi dell’area subsahariana che sono ai primi posti in termini di stabilità politica, crescita economica, commercio e investimenti, infrastrutture e “business environment”.

 Perché parlare della Cina in Africa?

Perché è uno dei fenomeni recenti tra i più interessanti nella globalizzazione mondiale dei mercati.

 

 

 

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