Cultura e solo cultura
Dalla terz@ al web: al via il 3 maggio il primo Festival dedicato al giornalismo culturale con grandi nomi del panorama taliano e internazionale

30 aprile 2013  |  di  |  Pubblicato in In evidenza (B)

Elzeviro di Lella Mazzoli e Giorgio Zanchini, direttori del Festival

Manca pochissimo all’inizio del Festival del giornalismo culturale, il primo festival italiano dedicato a questo tema, che mette assieme due parole che sono il cuore stesso della contemporaneità – giornalismo e cultura – ma che è raro vedere accostate.

Viviamo un momento difficilissimo, il Paese è preda di una crisi economica, sociale, politica che ci sta riportando indietro di decenni, c’è tensione, disincanto. Non c’è lavoro, i giovani faticano a pensare a un futuro che possa essere migliore del presente. La cultura sembra l’ultimo dei problemi, l’ultima delle questioni di cui occuparsi, un tema non certo centrale dell’agenda del nuovo Governo.

E invece no, e siamo contenti che il Festival si svolga pochi giorni dopo l’insediamento del Governo Letta e all’indomani della Festa del lavoro e con un nuovo segnale che viene dal Ministro Massimo Bray con la dichiarazione  “la cultura prima di tutto”.

 

Perché vorremmo unire le nostre voci a quelle delle migliaia di persone che in Italia si occupano di cultura, investono in cultura, hanno un lavoro – e sono centinaia di migliaia – nell’industria culturale, e si battono da anni affinché la nostra classe politica e le nostre classi dirigenti capiscano che un Paese che non punta sulla cultura, sulla ricerca, sull’innovazione, sulla formazione non ha futuro, non può che arretrare anche economicamente.

Sarebbe ingenuo pensare che l’uscita dalla crisi – una crisi di sistema – possa basarsi solo su un diverso modo di vivere e occuparsi della cultura, ma crediamo che la crisi italiana sia anche culturale, e quindi anche dalla cultura si debba ripartire.

Ci ha fatto grande piacere ricevere decine e decine di articoli di studenti scolastici che hanno aderito al nostro concorso giornalistico – che aveva un titolo puntuale: Con la cultura si mangia? – e che in sostanza sono riassumibili in un grido: la cultura deve diventare nostro cibo quotidiano, è criminale accettare che un Paese come l’Italia non investa in cultura, la subordini ad altri interessi, non dica ai suoi ragazzi che senza cultura l’Italia si perde.

Una diversa politica, dunque. Ma forse anche un diverso modo di informare. E’ su questo punto che insisteremo molto durante il Festival. Le pagine culturali italiane sono solide, ricche, varie, pluralistiche. E tuttavia l’Italia è agli ultimi posti per numero di lettori e in generale nei consumi culturali. Perché? C’è una responsabilità anche nel sistema dei media? Nel modo in cui giornali, riviste, televisione, radio, raccontano la cultura, in tutte le sue forme?

Il nostro Festival sarà – è banale dirlo – una mappa dell’informazione culturale italiana, ma non sarà solo quello, sarà una riflessione su cosa è e cosa dovrebbe essere oggi la cultura in un Paese fragile come il nostro, cosa sottovalutiamo, a cosa dovremmo dedicare più attenzione.

Una fotografia, e un progetto, dunque. I nomi dei partecipanti – che vengono da campi diversi, e hanno sguardi diversi – sono lì a dimostrarlo.

Ci aiuterà, ovviamente, il luogo scelto per questa prima edizione. Urbino, la città dove l’utopia di  vivere non è a una dimensione, come paventava Marcuse per l’uomo del ‘900. E’ invece un modo di vivere a tutto tondo, armonioso, dove potrebbero coesistere  lavoro, impegno, arte, piacere, bellezza e intelligenza, dove quell’utopia insomma può trovare realizzazione. Nel suo Palazzo ducale, nella sua antica Università.

Vi aspettiamo!

 

Per il programma delle giornate del Festival clicca qui

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