Gianluigi Toccafondo firma la campagna di comunicazione 2013 – 2014
"Urbino è stata la città che più ha influenzato il mio lavoro"

21 maggio 2013  |  di  |  Pubblicato in Home page Uniurb, In evidenza (A), Slider

Gianluigi Toccafondo, artista tra i più importanti e stimati autori italiani nel campo dell’animazione, è il testimonial dell’immagine dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.

Il Rettore Stefano Pivato ha presentato in conferenza stampa la nuova campagna di comunicazione per l’anno 2013 2014: «Le immagini di Toccafondo rappresentano l’Università di Urbino in movimento e sono immagini prive dei tradizionali riferimenti del marketing convenzionale. Una critica dalla quale siamo partiti per offrire un messaggio innovativo dove città e università si fondono, sono una cosa sola. Urbino è la sua università e questa circostanza la rende un luogo di studio unico al mondo. Le tavole dipinte da Toccafondo saranno oggetto di una mostra futura».

Manifesti Campagna 2013/2014

Manifesti Campagna 2013/2014

Francesco Ramberti dell’Agenzia grafica Kaleidon di Rimini che ha curato il progetto sottolinea: «questa campagna riprende il tema di università come luogo di sapere che produce cultura e lo fa attraverso artisti che possono lasciare il segno. Università non rivolta agli individui ma alle relazioni tra le persone che dovranno comunicare e dialogare tra loro. Come le lettere che rimandano ai saperi dell’Università si combinano e dialogano, così faranno le immagini. Le lettere si trasformeranno e diventeranno qualcosa di solido, di concreto. E’ una cultura che guarda al sapere non solo come valore razionale ma passionale. Da qui nasce l’idea di un progetto futuro che legherà tra loro nel tempo le diverse campagne. Sguardi di autori diversi che hanno avuto un rapporto con Urbino e che non si sostituiranno nel tempo. L’immagine della prossima campagna dunque si avvicinerà a quella di Gianluigi Toccafondo».

La campagna di comunicazione 2013 – 2014 è presente nel sito http://abc.uniurb.it nel quale è stato caricato anche un filmato che mostra meravigliosamente la bellezza di questo lavoro firmato da Toccafondo.

Nuovo Abbecedario dell'Università di Urbino - http://abc.uniurb.it

Nuovo Abbecedario dell’Università di Urbino – http://abc.uniurb.it

«Una campagna – dice Giovanni Boccia Artieri, delegato per il Rettore alla comunicazione d’Ateneo – che ritrova e riprende le storiche committenze del Ducato di Urbino, il mecenatismo preponderante di secoli fa che accoglieva alla propria corte grandi artisti che a Urbino hanno trovato la loro fonte d’ispirazione. Una campagna che prende forma attraverso la narrazione. Sono tante storie, cinquanta frammenti per la precisione, che illustrano magnificamente l’università e la città insieme. Le immagini, i giovani ritratti nei loro pensieri, le lettere figurate, i simboli dello studio e le immagini di Urbino, saranno patrimonio dell’Ateneo e della città. Le potremmo ammirare negli spazi dell’università, luoghi di studio e di passaggio, nei centri e nelle periferie delle città marchigiane e italiane, nelle principali stazioni ferroviarie dell’Adriatico. Viaggeranno sui bus nella tratta Pesaro – Urbino e Pesaro – Cattolica. Saranno advertising di quotidiani delle Marche, dell’Emilia Romagna e della Puglia. Le vedremo online sul sito d’Ateneo e sui principali social network».

Nell’occasione è stato presentata anche la nuova versione del sito internet dell’Università di Urbino al quale sta lavorando Donatello Trisolino, webmaster d’Ateneo: «il portale ha ospitato nell’ultimo anno, 12milioni di pagine visualizzate e 3milioni di visitatori, il 10% in più rispetto all’anno precedente. Di questi il 76% sono visitatori abituali mentre il 24% sono nuovi visitatori. Per ogni visita il tempo medio di permanenza è di quattro minuti: ogni utente visualizza in media 4-5 pagine con una frequenza di rimbalzo del 1.72%. Questo ultimo dato conferma l’accessibilità al sito: l’utente trova ciò che cerca in pochi passaggi e legge in modo esaustivo le pagine di approdo evitando di saltare di pagina in pagina. Un dato eclatante emerso nei dispositivi mobile (smartphone, tablet): se nel 2011-2012 la quota di visite generate era del 3%, nel 2012-2013 la % è salita al 13%. Questo dato ci ha influenzato a migliorare l’interfaccia grafica del nostro portale aprendo al responsive web design che è l’approccio secondo il quale il design e lo sviluppo di un sito web “risponde” all’utente adattandosi alla risoluzione utilizzata in base alla grandezza dello schermo, della piattaforma utilizzata e nell’orientamento del dispositivo (orizzontale o verticale). Questo approccio ci permetterà di garantire una migliore user experience, la piena compatibilità del portale con le piattaforme attualmente presenti e con i nuovi dispositivi che usciranno nel breve e medio periodo».

responsive / uniurb.it


Gianluigi Toccafondo

 Pittore, illustratore, cineasta, Gianluigi Toccafondo (San Marino, 1965), diplomato alla Scuola del Libro di Urbino, si presenta come il capofila di quella generazione di pittori prestati all’animazione che sta caratterizzando la scena italiana. Un artista a tutto tondo, innamorato dell’arte grafica, del cinema e delle rispettive ibridazioni e trasformazioni. I personaggi nei suoi disegni e nei suoi video si trasformano, si allungano, si deformano. Toccafondo ci mette poesia e riesce a raccontare con piacevole leggerezza un mondo che vive.

Nell’ambito dell’animazione d’autore il nome di Gianluigi Toccafondo occupa un posto di particolare rilievo. Nel mondo della pubblicità e per la televisione ha realizzato sigle per programmi di successo (Tunnel, Avanzi, Carosello), il logo e la sigla della Fandango (che ha prodotto i suoi ultimi film), campagne rimaste famose come quella per la Sambuca Molinari, per la Levi’s, e la United arrow. E’ stato  tra le altre cose aiuto regista del film Gomorra di Matteo Garrone.

I suoi quadri e disegni “in movimento” sono frutto di una tecnica mista: prima l’immagine viene fotografata su un video o su un monitor, poi ingrandita e distorta con la fotocopiatrice, infine essa diventa supporto per la realizzazione pittorica. Toccafondo dà così corpo a un concetto d’arte multimediale, dove con uno stile e una tecnica raffinata, le forme diventano oggetti fluttuanti, avvolgenti, in un contesto dalle valenze surreali e oniriche.

Oggi vive tra Bologna e Milano.

INTERVISTA

Non una ma cinquanta immagini, quante le tavole che hai dipinto, sono le suggestioni  della nuova campagna di comunicazione dell’Ateneo di Urbino. Perché e da cosa sei stato ispirato?

Non riuscivo a trovare un’unica immagine per rappresentare l’Università di Urbino con tutte le sue facoltà, così sono partito dalle facce dei ragazzi universitari, che affiancate al Duca, al palazzo Ducale, l’aquila ed altri elementi dello studio, come il mappamondo, le lettere e i luoghi, formano l’intero Ateneo… e sono venuti fuori una cinquantina di disegni. La composizione dei manifesti è ispirata al cortile del Palazzo Ducale, con le sue scritte e le sue finestre.

Le immagini di questa campagna hanno una grande forza evocativa, memoria dei luoghi, delle persone e dei vissuti. Quanto c’è in questo lavoro della tua esperienza di studio a Urbino?

Urbino è stata la città che più ha influenzato il mio lavoro; qui ho cominciato le mie prime esperienze di cinema d’animazione alla Scuola del Libro con il professor Enrico Ricci, un grande pittore e incisore urbinate. Quando mi sono trasferito a Milano ho iniziato a lavorare con altri “urbinati” come Giancarlo Carloni e Giovanni Mulazzani, per cui Urbino e le sue forme sono state sempre presenti nelle mie esperienze, senza alcun sentimento nostalgico, ma come presenza viva e di riferimento.

 Il tempo e il movimento sono due coordinate per comprendere il tuo lavoro di artista. In quale direzione si muovono queste immagini e che visione hai voluto creare?

Mi piace lavorare col movimento, preferisco fare più immagini per ogni soggetto, l’immagine fissa mi blocca. In passato ho realizzato alcuni quadri, ma le figure cancellate e modificate sotto l’immagine in superficie mi sembravano più interessanti del risultato finale, così ho cominciato a lavorare in sequenza, su formati più piccoli e soprattutto su carta, conservando l’intero percorso; credo sia una conseguenza del lavoro di cinema d’animazione o viceversa.

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