Esplorando il Lingotto
La Redazione Studenti al 26° Salone Internazionale del libro di Torino

28 maggio 2013  |  di  |  Pubblicato in Fuori Urbino

a cura di Simona Di Martino (Redazione Studenti)

La creatività. Questo è il tema del Salone del libro 2013, tutt’altro che semplice come potrebbe sembrare. Concentrata in un titolo curioso e denso di significato, “Dove osano le idee”, essa si muove per l’imponente struttura del Lingotto avvolgendo ogni iniziativa ed esposizione, dalla musica che accompagna le parole di Paolo Giordano mentre racconta la guerra e l’irreversibilità della vita, al racconto di Valerio Massimo Manfredi intento a fare un ritratto del giovane Ulisse, dagli incontri con grandi scrittori italiani come Licia Troisi, Daria Bignardi, Walter Siti, Umberto Eco, Simonetta Agnello Hornby, Dacia Maraini, Sveva Casati Modignani, Donato Carrisi e Roberto Saviano ad esperti di medicina come Umberto Veronesi, da conoscitori e critici d’arte come Philippe Daverio e Flavio Caroli al teologo Vito Mancuso, dai giornalisti Eugenio Scalfari, Massimo Gramellini, Ferruccio De Bortoli e Concita De Gregorio ai politici Walter Veltroni, Piero Fassino e Matteo Renzi, fino ad arrivare agli incontri con importanti scrittori stranieri, come Javier Cercas, David Grossman, Luis Sepulveda e Mikael Niemi, solo per fare alcuni nomi.

 

Roberto Danese con Simona Di Martino e la Redazione Studenti al Salone del Libro di Torino.

Roberto Danese con Simona Di Martino e la Redazione Studenti al Salone del Libro di Torino

In questo clima culturale, già in parte familiare per l’Università di Urbino, si sono mossi gli studenti della Redazione di UniurbPost e del master di primo livello diretto dal professor Roberto Danese, docente di filologia classica, riguardante redazione, ufficio stampa e new media che èp anche il responsabile della Redazione Studenti. E’ stato possibile per questi ragazzi, conoscere direttamente il mondo della comunicazione e dell’editoria e persino stringere la mano allo scrittore Luis Sepulveda, già laureato ad honorem dall’Università urbinate. Piuttosto interessante è stata anche la proposta di partecipare alle visite guidate alla redazione de La Stampa, la cui sede è in Via Lugro 21, a Torino, le quali, a seconda del pacchetto scelto, renderebbero possibile visitare il museo e fare una visita in redazione per scoprire come lavorano i giornalisti che ogni giorno danno vita al giornale, oppure terminare una visita classica assistendo all’avvio di stampa per toccare con mano come esso nasce, dalle copie appena stampate alla distribuzione. Quale posto migliore, per i futuri professionisti dell’informazione culturale?

 

La scheda descrittiva del master, spiega che l’informazione culturale è un settore in espansione, che va dall’ambito degli uffici stampa per gli eventi culturali e di case editrici, alle nuove forme del giornalismo culturale, specialmente in digitale. Il programma didattico prevede anche il raggiungimento di un’adeguata preparazione nella gestione di prodotti digitali, con riferimento a tipologie quali riviste elettroniche, blogs, booktrailers, portali di case editrici e periodici, portali di distribuzione commerciale di prodotti culturali che si occupino anche dei relativi servizi di informazione, e a questo proposito, è stato utile esplorare gli stand della fiera, potendo toccare con mano i nuovi prodotti del mercato.

Tra un libro e l’altro è stato trovato ad esempio il Kindle Paperwhite, il lettore di eBook più avanzato. Così si possono portare fino a 1.100 libri… in valigia, in borsa, al mare e perfino in una mano!

 

Paola Nobile, fondatrice dello studio Delos, società in nome collettivo nata nel 1989 in collaborazione con Annalisa Fattori, si è preoccupata di guidare i giovani del master e alcuni studenti della redazione di Uniurbpost attraverso i vari stand, invitando a seguire esperti anche del settore radiofonico, in modo da poter captare informazioni sull’organizzazione in ogni campo culturale.

 

Orientarsi all’interno del lingotto è piuttosto semplice, perché, anche se immenso, l’edificio è opportunamente suddiviso in padiglioni e chiaramente segnalato nelle cartine, così che, non è stato difficile individuare lo stand della regione Marche prima e quello della regione Piemonte dopo, a seguito della partecipazione all’intervista fatta a Mikael Niemi, comodamente seduti nell’accogliente salottino con arredamento Ikea in linea con la provenienza degli scrittori pubblicati dalla casa editrice Iperborea. Quest’ultima è stata fondata da Emilia Lodigiani nel 1987 con il preciso obiettivo di far conoscere la letteratura dell’area nord-europea in Italia la quale spazia dai classici, ai premi Nobel, alla narrativa contemporanea. Oltre ai paesi scandinavi (Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia), Iperborea pubblica la narrativa dell’area nederlandese, estone, islandese (incluse le antiche saghe medioevali) e dal 1998 tratta anche una collana di saggi letterari per offrire al lettore spunti di approfondimento. “La piena”, il nuovo libro dell’autore svedese sopracitato, è primo nella classifica della casa editrice tra i più venduti al mese, e la copia nelle mani dei ragazzi, può vantare nel frontespizio la sua firma.

Ci si può permettere di dire che la personalità di Niemi è piuttosto aperta e spiritosa, disponibile alle chiacchierate e piuttosto incline allo scherzo; questo a dimostrazione del fatto che esperienze come quella del Salone del libro, per gli universitari, a contatto con giornalisti e sempre pronti a registrare novità con un taccuino alla mano e una matita sempre pronta ad essere impugnata, porta anche a conoscere chi sta dietro un libro o una classifica, chi insomma, ha lavorato dietro un mondo che poi, ad opera conclusa, ci permette di esplorare. E si scopre così facilmente, che anche i semplici racconti di una giornata quotidiana o le battute su un calciatore o l’affermazione strampalata che attribuisce un clima troppo caldo alla Svezia, sono molto più ricordabili di un autografo conservato in un cassetto o una foto appesa in camera. Il contatto umano, con autori o giornalisti, è quello che serve, per andare al di là dell’inchiostro stampato in una pagina, ed è bene che chi si prepara ad affrontare il mondo della cultura capisca che di questa fa parte anche il saper apprendere dai racconti, dalle parole e dagli sguardi.

 

Interessante è stata, in mezzora, la presentazione del libro d’esordio di Eva Simonetti, presso lo stand delle Marche sopracitato, “esordio da incorniciare per questa scrittrice… che ha solo 12 anni!”.

A seguire “Dialoghi interrotti. La figura del’intellettuale nel pensiero e nella vita di Norberto Bobbio” di Bruna Piatti Morganti, edito da Aras Edizioni, il nuovo e giovane marchio editoriale Marchigiano, nato dall’intraprendenza di Federica Savini, ex studentessa dell’ateneo urbinate, il quale si occupa prevalentemente della pubblicazione di testi universitari.

“Utopie. Percorsi per immaginare il futuro” è stato presentato più tardi, con l’intervento dell’Assessore alla Cultura della Regione Marche, Pietro Marcolini. La sociologa Lella Mazzoli e il giornalista Giorgio Zanchini, da poco visti in collaborazione per il Festival del Giornalismo culturale di Urbino, hanno interrogato alcuni protagonisti del panorama culturale italiano, chiedendo di proporre, ognuno dal proprio osservatorio, una definizione di utopia, per contribuire così a tracciare una mappa ideale del futuro. “Utopia come anelito all’inesistente, al modello ideale. Ma utopia anche, e soprattutto, come stimolo al miglioramento, forza propulsiva e superamento di un difficile presente” recita così il programma firmato dal Presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche, Vittoriano Solazzi.

 

Allo stand del Piemonte, era possibile incontrare un altro collega dell’università di Urbino, Salvatore Ritrovato, intento a dipingere un almanacco Punto della poesia italiana, e dopo questo… cos’altro vedere? L’imbarazzo della scelta portava ad infrangersi come le onde qua e là. Dallo stand delle storie fantasy, arricchino da cartine di mondi fantastici, fatine, streghe e folletti a quello dei libri gialli, gialli di nome e di fatto, gialli perfino nelle copertine; c’era da rimanere affascinati nell’osservare il fumettista allo stand Fandango che originalmente firmava con uno schizzo colorato il frontespizio dei suoi libri, oppure da perdersi al caffè letterario, agli stand classici di Feltrinelli, Mondadori, Gems e così via, al bookstock village, un accogliente spazio senza porte e con vari pensieri scritti sul muro, al reparto del cioccolato capace di addolcire con gianduiotti torinesi, baci di dama cremosi e tavolette al gusto di frutta, fino ad arrivare agli stand fotografici o a quelli ecologici per poi approdare ai divanetti quadrati per studiare il prossimo viaggio esplorativo per le grandi sale.

E sì, non ci si ferma mai se si entra nello spirito dell’esploratore. E questo è lo spirito giusto per poter affrontare le iniziative culturali. Ce ne dovrebbero essere di più, ce ne dovrebbero essere più spesso, perché con la cultura si può mangiare ed è un cibo essenziale, ce n’è per tutti i gusti e anche se non si è granché golosi, bisogna assaggiare. L’università di Urbino ha gradito questo assaggio.

 

 

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