L’Umanesimo matematico urbinate
Storia della rivoluzione scientifica e dei suoi principali protagonisti

6 giugno 2013  |  di  |  Pubblicato in Home page Uniurb, Post Opinion

a cura di Gian Italo Bischi, docente di matematica

Nel 1964 lo storico dell’arte francese Andrè Chastel per indicare la caratteristica distintiva della cultura urbinate nel Quattrocento usava l‘espressione “Umanesimo matematico”. Dovevano passare undici anni perché questa valutazione venisse presa come ipotesi di ricerca da Paul Lawrence Rose e da Enrico Gamba. Il risultato è che col procedere delle ricerche quella che sembrava un’affermazione azzardata diventava via via realtà storica. La geniale unione dei termini “Umanesimo” e “matematica” fotografava la peculiarità della temperie scientifica urbinate.

Umanesimo vuol dire recupero dei testi dell’Antichità fatto con criteri filologici, ossia tramite una ricerca delle diverse versioni manoscritte, del confronto tra le varie lezioni, delle correzioni e integrazioni, nonché la eliminazione di quanto spurio.

Per Matematica, o meglio “mathematica”, all’epoca si intendeva un insieme di discipline teoriche e applicative che comprendevano la geometria, l’aritmetica, l’astronomia-astrologia, l’algebra, la prospettiva, la meccanica, l’ottica, la gnomonica. Un astrologo poteva essere chiamato “mathematico”.

La felice combinazione dei due termini costituisce il programma di quella che giustamente è definita la scuola matematica urbinate del Cinquecento, che acquista il suo cospicuo valore proprio perché si colloca alla vigilia della “rivoluzione scientifica” portando contributi di grande rilievo.

Per dare inizio alla moderna matematica applicata era necessario il recupero dei testi dei matematici greci. Ad esempio senza la teoria delle sezioni coniche di Apollonio, tradotta in latino dall’urbinate Federico Commandino (1509-1575) dopo un difficile lavoro su manoscritti greci in pessime condizioni, Keplero non avrebbe potuto riconoscere le orbite ellittiche dei pianeti. E non è un caso che Galileo inviasse i manoscritti delle sue opere a Urbino, all’allievo di Commandino Guidobaldo del Monte, per riceverne consigli e incoraggiamenti.

Il recupero di Archimede segna l’inizio della meccanica moderna in particolare con l’introduzione del concetto di baricentro. Di fatto gli antichi matematici non erano figure del passato, erano autori vivi, da cui imparare, “colleghi di altre università”, come è stato giustamente detto.

L’edizione degli Elementi di Euclide pubblicata da Federico Commandino nel 1572 è la prima edizione fatta con rigorosi criteri filologici, e verrà adottata nelle università inglesi fino alla seconda metà del Settecento. Cinque anni dopo Guidobaldo del Monte (1545-1607) pubblica il Mechanicorum liber primo trattato di meccanica applicata alle macchine. Guidobaldo è anche l’autore della prima formulazione assiomatica della prospettiva aprendo la strada alla geometria proiettiva. Sul piano personale Guidobaldo è stato lo “sponsor” di Galileo Galilei. Infatti, grazie all’appoggio del marchese del Monte, il giovane e sconosciuto toscano riesce a ottenere la cattedra nelle università di Pisa e di Padova.

Da Urbino viene anche il primo storico della scienza nella persona di Bernardino Baldi (1553-1617), anche lui allievo del Commandino, autore delle Vite de’ Mathematici, tra cui figurano, oltre alle biografie di tutti i matematici greci e medievali conosciuti, anche le biografie di Commandino e Guidobaldo, nonché la più antica biografia di Copernico.

Sempre a Urbino, negli stessi anni, si sviluppa una officina di strumenti scientifici, diretta da Simone Barocci e poi da Lorenzo Vagnarelli, che realizza compassi, regoli calcolatori, orologi, astrolabi e vari strumenti di precisione, persino automi costruiti “per diletto e meraviglia”, richiesti in tutta Europa,. Galileo fa costruire esemplari del suo “compasso geometrico et militare” dalla officina urbinate, e per papa Pio V fu realizzato un famoso orologio-planetario.

In sintesi si può affermare che Urbino nel Cinquecento è stato uno dei più importanti centri scientifici su scala europea.

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