Diario di una studentessa in Erasmus
From Exeter to Urbino. Due città universitarie a confronto

11 ottobre 2013  |  di  |  Pubblicato in Fuori Urbino, Home page Uniurb

a cura di Simona Di Martino (Redazione Studenti) England, College of Humanities, University of Exeter

Richiama studenti universitari da tutto il mondo, offre faticose salite e piacevoli passeggiate in mezzo al verde, spazi aperti e calde biblioteche, svaghi notturni e caffetterie dove potersi rifugiare nelle giornate piovose.

Non si tratta di Urbino, ma di Exeter. Si presenta come la tipica cittadina inglese, abbracciata dalle colline del Devon, vicino alla Cornovaglia, tanto storica quanto moderna. E l’aria che si respira è quella universitaria, come a Urbino. E’ per questo che tutto sommato mi sento a casa, nonostante la difficoltà di dover parlare un’altra lingua, mangiare cibi diversi dal solito, contare monete diverse e caricare il cellulare dovendo usare un adattatore. Anche se in fondo, sentirsi a casa qui è molto facile. Sono reduce da un’intensa “Freshers’ week”, la settimana dei nuovi iscritti, quella di assestamento, che ti dà il tempo di riprendersi. Bisogna innanzi tutto ringraziare gli studenti dell’università che volontariamente, durante questi impegnativi sette giorni, assistono i nuovi arrivati fino a regalare loro larghi sorrisi d’incoraggiamento e perché no, scambiare anche qualche parola nella loro lingua madre, se studiano proprio quella! E’ facile riconoscerli, grazie al rosa sgargiante delle loro magliette: sono proprio i “pink guys” che cercano di farti sentire a casa il più possibile, sono in tanti e provengono da ogni parte del pianeta, così diversi tra loro che sembra quasi di trovarsi nell’ombelico del mondo!

Se la tecnologia di tablet, tv, lettori di codici a barre messa a disposizione non dovesse bastare, il nuovo studente può ricorrere alla “welcome bag”, perfino una t-shirt firmata dalle “Students’ Guilds”. L’Università di Exeter, eletta Università dell’anno 2012-2013 dal “The Sunday Times”, dimostra di meritarsi questo titolo anche semplicemente se si tiene conto dell’assistenza fornita ai nuovi studenti e all’organizzazione metodica e ben riuscita che mette ordine all’interno della luminosa struttura vetrata del Forum universitario. Si sa che gli inglesi fanno file ovunque. Ma quale enorme fila bisognerebbe fare per registrare un così grande numero di nuovi studenti all’anno? Per evitare code interminabili e labirinti umani, i ragazzi sono invitati a sedersi nelle poltrone raccolte in determinati punti dell’edificio centrale: attendono finché il loro nome compare nel grande schermo verso il quale tutti i ragazzi sono invitati a guardare, grazie alla registrazione del loro ID number. Sarà quindi proprio quest’ultimo ad indirizzare l’alunno verso l’help desk adatto al servizio richiesto. Non nascondo che per capire questo meccanismo mi ci sia voluto un po’, ma una volta memorizzato, si riesce ad apprezzare questo metodo inusuale e sbrigativo.

Le storiche biblioteche di Urbino non hanno certo nulla da invidiare alla grande “library” situata nel Forum dell’Università, se non le dimensioni. E’ previsto addirittura un tour che ne illustri i vari spazi, gli scaffali e il metodo elettronico per effettuare prestiti e restituzioni. Anche questo in realtà, immagino metta un po’ di imbarazzo le prime volte. Quasi nessuno studente è abituato a tutta questa tecnologia e devo ammettere che spiazza un po’ tutti.

E se non sai la posizione di un edificio all’interno del campus, o vuoi dare un’occhiata alla mail universitaria, o ancora se non ricordi quale sarà il prossimo evento della giornata, non c’è da preoccuparsi, perché ogni studente che possegga uno smart phone,  ha la guida sempre con sé, semplicemente in tasca. Infatti dal sito universitario è possibile scaricare l’applicazione iExeter reperibile gratuitamente sui principali store online.

L’università dà la possibilità a tutti gli studenti di iscriversi alle cosiddette Students’s Guilds (letteralmente le gilde/associazioni studentesche). E’ un ottimo modo per incontrare nuove persone, farsi nuovi amici, esperienze e divertirsi semplicemente un po’. Gli eventi della Freshers’ week sono appunto organizzati da 170 clubs e società e da 49 sports clubs e consistono in alcune sessioni prova. Ti viene concesso di assaggiare un po’ tutto insomma, per prepararti ad una vera e propria uscita organizzata per la domenica, l’ultimo giorno della Freshers’ week, durante il quale si svolge un’immensa fiera. Questo più di altri, è il tratto distintivo di un’università in continua crescita ed espansione, che procura del vero e proprio materiale sul quale i ragazzi possono lavorare e che loro stessi creano.

Giusto per dare un assaggio di ciò che mi ha tanto colpito, cito il programma e gli slogan (davvero d’effetto, sono forse il punto di forza di queste società, perché soprattutto in base alla presentazione lo studente viene attratto) di alcune associazioni, quelle che più intaccano i miei interessi.

Erasmus Society: organizzata da studenti tornati da un anno all’estero, organizza tandems (studenti di nazionalità diverse fanno conversazione assieme per imparare l’uno la lingua dell’altro) durante tutto l’anno, viaggi nel Regno Unito e in Europa e attività sociali per halloween e nei weekend.

Disney Society: social and musical society, con quiz, concerti musicali, pub crawls, maratone di film, serate a tema, viaggi e altre sorprese, è una società per tutti! “So sit down and ‘Be our guest’ and as a wise little crab once said: ‘Darling, it’s better down where it’s wetter, take it from me!’”

Literary Society: è la società per le persone che, semplicemente, amano i libri. Le riunioni durante le quali si parla di libri e si possono condividere i propri gusti letterari si tengono sorseggiando del tea e mangiando pasticcini. Sono organizzati vari eventi sociali, dai viaggi teatrali nelle grotte, alle notti di dolci e cocktail a quelle di pizza gratis per chi va in giro per il paese alla ricerca di avventure letterarie.

Harry Potter Society: è la società che celebra il lavoro di una delle più grandi alunne dell’università di Exeter: J.K. Rowling. Organizza quiz a tema nel bar universitario e concorsi di scrittura creativa per scrittori che si sono lasciati ispirare dalla penna della scrittrice britannica. Inoltre è prevista una festa di Halloween stile Hogwarts e il Ballo del Ceppo a Natale, sui giochi del Quidditch ci si sta ancora lavorando. Si vorrebbe inoltre organizzare una gita al Leavesden Harry Potter Studio, e lo slogan finale conclude così: “So grab your wands, because the Harry Potter Society is set to have an amazing year!”.  Potrei continuare fino ad arrivare ad elencare tutte le duecento società, passando per quelle sportive, della moda, della fotografia, della scrittura creativa, della Oxfam, di Slow Food, dei dibattiti, della politica, della Pole dancing, dell’orchestra sinfonica, di Tolkien, del giornale universitario Exposé (eletto come Giornale Studentesco dell’anno 2013, sopra quello dell’università di Oxford e York)… e finirei davvero per elencarle tutte!

Sarebbe una buona idea, prendere esempio da qualcosa del genere e portare la novità ad Urbino. I giovedì sera rischierebbero anche di passare in secondo piano se gli studenti si dedicassero una sera a settimana a delle attività come queste, che siano culturali o sportive o meditative o di svago e così via. Le eventuali gite sarebbero finanziate dai membri stessi che pagano per partecipare e potrebbe uscire fuori qualcosa di costruttivo e piacevole.

La novità però non porta solo sorpresa e meraviglia. La novità per me e per qualunque nuovo studente, è anche quella di affrontare una nuova vita, da soli, lontano da casa, dalla propria famiglia e dai propri amici, dalla quotidianità, che si sa, anche se sembra stancarci, in fondo è proprio quella che ci rassicura. Bisogna adattarsi a nuovi ritmi e nuovi orari, ad avere qualche comodità in meno e ad essere pronti ad affrontare qualsiasi richiesta finanziaria se si vuole avere qualcosa di extra. Le accommodations dentro il campus sono previste solo per gli studenti regolarmente iscritti all’università e che non siano Exchange students e per gli Erasmus che rimangono per l’intero anno scolastico. Gli altri, devono trovare qualcosa fuori dal campus, in città o nelle case studentesche nei dintorni. I prezzi variano a seconda dei servizi che si scelgono. Si va dall’avere una stanza composta dal solo posto letto, che quindi implica la condivisione del bagno e della cucina, all’avere una en-suite room, cioè con il bagno privato, per arrivare alla studio-room, con bagno e cucina privata. Ci sono pro e contro per entrambe le scelte, quindi il consiglio è di valutare bene le proprie esigenze ed adattarsi ad esse una volta presa la decisione.

 

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