Ducale digitale
Siglato accordo per sviluppare nuove tecnologie di valorizzazione e fruizione della Galleria Nazionale delle Marche

3 dicembre 2013  |  di  |  Pubblicato in Fuori Urbino, Home page Uniurb

Il Rinascimento Digitale irrompe nel Palazzo Ducale di Urbino attraverso la Sala Convegni.

Ospiti di Maria Rosaria Valazzi, Soprintendente per i Beni  Storici Artistici ed Etnoantropologici  delle Marche di Urbino, Lorenza Mochi Onori Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche, Sauro Longhi, Rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Ivano Dionigi  Rettore dell’Università di Bologna (rappresentato dal suo delegato prof. Marco Gaiani) e Stefano Pivato  Magnifico  Rettore dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, hanno siglato un accordo per lo sviluppo di tecnologie digitali destinate alla valorizzazione e alla fruizione della Galleria Nazionale delle Marche.

Un momento della conferenza stampa, quando viene firmato l'accordo

Lella Mazzoli, Sauro Longhi. Lorenza Mochi Onori, Stefano Pivato, Marco Gaiani

«Si tratta di un progetto di grande ambizione» ha sottolineato la Soprintendente «che punta a diffondere e rendere fruibile nel modo migliore le nostre collezioni».

Grande  è in effetti il terreno da recuperare per le istituzioni museali italiane nei confronti di   quelli internazionali. Bastano alcuni numeri a sottolinearlo: il Museo del Louvre ha da solo un numero di visitatori annui superiore del 25% alla somma di quelli a tutti i musei italiani messi assieme. La sua pagina facebook  conta più di un milione di “likes” che ricevono quasi ogni giorno una notizia o la scheda di un’opera. La Galleria degli Uffizi ne conta appena 28mila, che forse sono anche troppi se si considera che l’ultimo post pubblicato risale al 2011 ed è stato l’unico per quell’anno, come uno fu nel 2010 e nel 2009. Un digital divide sconfortante che i Dipartimenti dei quattro atenei, Il DISCUM di Urbino diretto dalla professoressa Lella Mazzoli, il Dipartimento di Architettura di Bologna, il Dipartimento di Ingegneria Civile e quello di Informatica del Politecnico delle Marche, cercheranno quanto meno di iniziare a ridurre attraverso la creazione di un cloud, una nuvola comunicativa che si rivolgerà in prima istanza ai giovani, attraverso i social network, le app dedicate, la realtà aumentata.

Il nome del Cloud è Ducale Digitale, acronimo di Do yoU Care Art sociaL Edutainment. Lella Mazzoli ha sottolineato l’importanza della presenza delle istituzioni museali e della cultura in genere nel mondo social, dove il futuro del paese, quei giovani sui quali a parole tutti dicono di voler investire, trova ogni giorno motivi di interesse e di partecipazione. «I ragazzi hanno sete di conoscenza, è evidente» ha affermato il Direttore del DISCUM «e lo straordinario patrimonio di musei come la Galleria Nazionale delle Marche può giocarsi grandi carte in questa sfida». Interattività, coinvolgimento, innovazione le parole pensate dal prof. Paolo Clini dell’Università Politecnica delle Marche che ha realizzato il progetto, destinate a rendere concreto un grande repository elettronico visto in chiave propositiva attraverso un ambiente di Social Art che comprende spazi ludici, scenari virtuali, eventi e approfondimenti. Tra quelli che ancora sono sogni, la possibilità di trasformare l’esperienza remota in una visita reale ancor più coinvolgente, visitando in loco la Galleria Nazionale accompagnati da app georeferenziate, creare una propria gallery personale, condividere la visita e le opere in tempo reale. Un mondo capace poi di aprirsi a tutto il mondo della cultura del territorio, favorendo i collegamenti ai musei locali e marchigiani. Insomma, sulla carta appena firmata, c’è un possibile nuovo Rinascimento. Vedremo insomma se finalmente qualcosa in Italia passerà dalle parole ai fatti  o se saremo condannati a vivere ancora nel Medioevo analogico.

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