Paolo Volponi e la sua “forza libera”
Discorsi parlamentari 1984-1992: un’opera dal grande valore civile. Si presenta il 18 dicembre

10 dicembre 2013  |  di  |  Pubblicato in Home page Uniurb, In evidenza (B), Slider

La Pala di Brera va riportata nel luogo dov’è stata concepita e dipinta, la Chiesa di San Bernardino di Urbino, dove riposa il personaggio di cui la pala ha rappresentato le glorie e nel contempo la pietà, ponendolo in ginocchio davanti alla tomba!”. Par di sentire anche la voce, di Paolo Volponi, mentre il 18 giugno 1991 rappresenta in un solo, icastico passaggio il valore della cultura, del territorio, della valorizzazione del patrimonio culturale e della città di Urbino mentre l’Italia sta per cadere nel baratro di Tangentopoli. Finalmente questa e tutte le altre proposizioni  espresse tra il 1984 e il 1992 dal grande scrittore urbinate durante il suo mandato parlamentare, sono state raccolte grazie al contributo dell’Università di Urbino al lavoro del Dipartimento di Studi Internazionali. Storia, Lingue e Culture. A curare l’opera “Paolo Volponi. Discorsi parlamentari 1984-1992” edita da Manni, che sarà presentata alle 17 di mercoledì 18 dicembre nella Sala Serpieri del Collegio Raffaello, la passione e l’amicizia di Paolo Giannotti e Maria Laura Ercolani, alla quale chiediamo cosa aggiunge quest’opera alla conoscenza di Paolo Volponi.

«E’ un’opera che al valore documentario e politico unisce quello umano dello scrittore. La sua passione civile, la sua attenzione al ruolo delle istituzioni e all’importanza del confronto tra le idee».

Negli interventi di Volponi si affaccia spesso la sua natura di scrittore, quasi che questa fosse una condizione continua e irrinunciabile. Le sue immaginifiche descrizioni del territorio, le citazioni, i riferimenti al ruolo di Urbino nella storia e nell’arte ricordano agli urbinati che in quel tempo la città aveva un ambasciatore come forse mai più potrà ripetersi.

«L’Università è ben conscia del ruolo esercitato da Volponi nella storia della cultura italiana, tanto da avergli già dedicato il Polo Scientifico Didattico» sottolinea Ercolani «e ora, con la raccolta dei suoi interventi, evidenzia anche il valore civile di colui al quale Carlo Bo attribuì “una forza libera”, un uomo sempre coerente a se stesso e alle proprie idee».

Quanto è attuale la lettura di questi interventi da fine Prima Repubblica?   

«C’è una lezione di etica civile, che oggi vale più che mai. Per Volponi le idee sono il motore delle decisioni, svincolate dalla disciplina di partito, concependo il Parlamento come luogo di crescita, di dibattito. Un’idea che nasce, e si nota negli scambi di battute, dal rispetto nei confronti dei colleghi parlamentari di tutti gli schieramenti. Una lezione di vita che ribadisce il ruolo cardine del Parlamento. Volponi parla con la forza di chi vuol essere ascoltato e convincere con la forza dell’oratoria, dove frammenti di vita e ricordi personali si alternano ad acute osservazioni e riferimenti letterari».

Significativo, per quello che invece è il ruolo svilito del parlamento attuale

«Non solo in funzione politica, ma anche amministrativa. Per Volponi»conclude la curatrice «il politico deve essere anche amministratore, conoscere i meccanismi e calarsi nella realtà, tanto che un termine spesso ricorrente è quello di “territorio”. La sua difesa non è intesa soltanto in senso ambientale, ma considerandone la vocazione morfologica, umana, economica, per consentirne uno sviluppo sostenibile e proficuo. In questo la sua figura di intellettuale rifletteva gli anni passati con Adriano Olivetti: analizzare la storia, anche quella contenuta nelle quotidianità delle genti, significa trarne insegnamenti per evitare di ripetere gli errori passati. Per questo rileggere oggi il politico Volponi è importante, per gettare nuova luce sul Volponi scrittore e per capire che dietro a un grande scrittore c’è un grande uomo».

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