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Veronica Miranda Pennati: da studente a scrittrice nel Collettivo Idra

19 dicembre 2013  |  di  |  Pubblicato in Home page Uniurb, Tempo Libero

Veronica Miranda Pennati  a 26 anni è partita da Seregno (MB), seguendo il sogno di “vivere di scrittura” e per dargli corpo si è iscritta due anni fa al Corso di Informazione Media e Pubblicità.  Oggi fa parte del Collettivo Idra, un team aperto di giovani scrittori che promuove iniziative culturali ed è autore di romanzi collaborativi. L’ultimo “Tutto il resto è rasta” vede tra le firme quella di Veronica.

Veronica Miranda Pennati e Paolo Musano

Veronica Miranda Pennati e Paolo Musano con Paola Livi della Libreria Moderna Universitaria,  Urbino

«La scelta di Urbino è stata determinata dal piano di studi, che ritengo il migliore. A luglio spero di riuscire a laurearmi, poi andrò a Roma a caccia di praticantato in qualche redazione. Avrò sempre un bel ricordo di questa magica città, dell’università e di tutti i professori, perché ognuno di loro mi ha dato e mi sta dando un motivo per crederci. E poi quante persone ho conosciuto. Davvero fantastico».

L’università dunque non solo come formazione ma anche luogo di incontri creativi e fruttuosi

«Vero. Urbino mi ha portato fortuna. Qui ho conosciuto Paolo Musano, un mio compagno di corso nonché uno degli autori del Collettivo Idra, che nel 2012 mi ha reclutata per la creazione del romanzo “Tutto il resto è rasta”. Progetto andato a buon fine, tanto che oggi faccio ancora parte del collettivo. Seguo la rubrica Sex and the soci@l sul nostro sito Il nome inganna, ma vi assicuro che c’è anche della sociologia».

Un romanzo collettivo vuole una tecnica tutta sua. Qual è stata la vostra?

«Innanzitutto determiniamo una trama generale: in questo caso cinque ragazze vengono tradite (inizio), vanno in Giamaica a vendicarsi (svolgimento), poi la fine che naturalmente non posso dire. Diciamo che si crea una trama generale. Poi in base a quanti scrittori del collettivo vogliono partecipare al progetto (nell’ultimo romanzo eravamo in otto) si creano i personaggi: otto scrittori quindi otto personaggi. Poi c’è la sinossi, ovvero il contenuto di ogni capitolo. La storia si allarga poi a staffetta fino alla creazione totale del romanzo. Capitolo per capitolo, a turno. Nel mio caso, il mio personaggio si innamora di Mike, nel capitolo successivo l’autore di Mike dirà la sua al riguardo. E’ stato come seguire un film dal punto di vista di più personaggi. Alla fine, i più esperti del gruppo realizzano l’editing per poi proporre il romanzo alle case editrici. Io sono la new entry del gruppo, mentre i miei colleghi sono già scrittori da un po’».

Quale ritieni che sia il valore aggiunto di un romanzo collettivo?

«Gli stili sono personali, è il bello del nostro collettivo. Ogni personaggio ha una personalità diversa e viva, portando con sé il marchio della creatività dell’autore. Sono convinta che questa sia anche la nostra forza»

Lo “squinternat quintet” finisce a rifarsi una vita in Giamaica, come fosse una moderna Arcadia. Dove nasce l’idea di questa location?

«Perchè Giamaica? Per i big bamboo ovvio! A parte gli scherzi: a volte non c’è un vero perché…. è fantasia…».

Fantasia. Il segreto è sempre lì.

 

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