Offerta formativa, nuove prospettive
Il prorettore Baldacci: “Passiamo dalla fase di razionalizzazione a quella di crescita”

23 gennaio 2014  |  di  |  Pubblicato in Home page Uniurb, In evidenza (A)

E’ stata presentata ieri dal prorettore ai Processi formativi, Massimo Baldacci, l’offerta formativa per l’anno accademico 2014/15.

Professore, quali sono le novità?

Per una volta, da circa cinque anni, non siamo costretti a manovre di razionalizzazione ma possiamo mantenere gli stessi corsi. L’offerta formativa presenta, inoltre, due innovazioni significative a seguito di fusioni di corsi, dettate dalla nascita di nuovi progetti culturali e formativi molto importanti. Il primo riguarda la fusione dei corsi di Scienze politiche e di Sociologia e il secondo,  la fusione dei corsi di Consulenza del Lavoro e Servizi Sociali. Sono entrambi corsi interclasse che consentono di conseguire il titolo nei relativi percorsi di studio. Si crea, in questo modo un nuovo progetto culturale, nascono nuove figure maggiormente integrate grazie a profili specifici e più complessi. La novità più importante è la possibilità di creare un nuovo corso di laurea, non per quest’anno accademico dato che non c’erano tempi tecnici per inserirlo subito. Possiamo soltanto dire che probabilmente sarà un corso di carattere interdipartimentale e che ci sono già idee interessanti da vagliare. Verrà presentato a ottobre 2014.

Cosa ci dice questa offerta formativa della salute dell’Ateneo?

Assistiamo a un’inversione di tendenza: si passa infatti dalla fase di razionalizzazione alla fase di crescita. La salute dell’Ateneo è sempre stata discreta, ora tende al miglioramento. L’offerta formativa di questi ultimi anni ha previsto, è vero, razionalizzazioni di corsi ma per fusione o sinergie. Questo ci ha permesso non solo di mantenere quote di iscrizioni ma addirittura di aumentarle, un dato positivo e in controtendenza nazionale.

Su Il Resto del Carlino Bologna di oggi, il prof Paolo Prodi, docente di storia moderna all’Università di Trento (dove è stato rettore) Roma e Bologna, dice che l’università si è trasformata in un luogo per confezionare prodotti d’eccellenza per il mercato e la definisce una rovina. Come commenta?

L’Università deve formare produttori e cittadini. Sarebbe anacronistico un’università che pensi soltanto di celebrare una cultura disinteressata ma sarebbe riduttivo un’università concepita unicamente come formazione professionale, seppur elevata. Oggi questi obiettivi, se bene concepiti, non sono in conflitto perché, sia per il cittadino che per il produttore, occorre formare persone capaci di pensare, mentalmente flessibili, dotate di spirito critico e strategico, capaci di apprendere per tutta la vita. Coltivare l’intelligenza è necessario sia per il cittadino che per il produttore. La sfida è riuscire a tenere in equilibrio queste due esigenze facendole convergere in una formazione di questo tipo: flessibile, intelligente, strategico…

 

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