10 candeline per Facebook
“La nostra metonimia per la Rete”. Giovanni Boccia Artieri interviene sul futuro del più popolare Social network

4 febbraio 2014  |  di  |  Pubblicato in Home page Uniurb, Post Opinion, Slider

Giovanni Boccia Artieri è docente di Sociologia dei media digitali e Internet studies a Uniurb, si occupa delle culture della Rete e delle mutazioni digitali con particolare attenzione a come i social media cambiano il nostro modo di essere pubblici, cittadini e consumatori.

 

Quali sono le tappe più importanti di Fb, dal 4 febbraio 2004 ad oggi?

Anche se nasce nel 2004 è il 2008 l’anno della corsa degli italiani all’iscrizione su Facebook. Dopo il 2008 ogni anno che verrà, fino a oggi, rappresenta per Facebook un ulteriore conquista socio culturale e una crescita esponenziale di utenti italiani. Facebook ci ha abituato a pensarci in uno stato di connessione permanente, in cui i comportamenti online hanno conseguenze su quelli offline. In pochissimo tempo Facebook è stato per un pubblico più generalista del web, un mezzo di socializzazione ai linguaggi del digitale. Abbiamo assistito alla costruzione di una narrazione pubblica in cui Facebook è diventata la nostra metonimia per la Rete. Dal 2010 ad oggi Facebook è diventato parte integrante dell’habitus mentale della notizia giornalistica. Nel 2012 abbiamo imparato che non possiamo parlare di Facebook solo come di un ambiente relazionale che ci aiuta a gestire i contatti sociali ma che dobbiamo pensarlo come una sorta di medium generalista. Oggi Facebook è il primo ambiente a render evidente come il bisogno di massa di aggregarci attorno a contenuti mainstream ma “dal basso” sia un’opzione praticabile e come Facebook si mostra come l’ambiente mediale particolarmente adatto a supportare il nostro bisogno di socialità.

TheFacebook, la prima interfaccia web

Come è mutata la relazione sociale? Cosa significa stare connessi?

Facebook ha imposto offline le logiche della cultura digitale, diffondendo tra gli italiani la percezione sempre più sfumata tra la dimensione online e quella offline.

 

 

Le tue ultime ricerche cosa ci svelano degli italiani su Fb?

Facebook si è costruito come un ambiente totale di comunicazione in cui trovare diverse possibilità espressive e di raccordo tra persone. L’oggetto delle nostre conversazioni online possono diventare il tema delle nostre chiacchierate quando ci incontriamo per strada, al bar, in ambienti offline. La fruizione dei contenuti condivisi dai nostri contatti, pagine e gruppi che seguiamo diventano una modalità di uso generalista tra informazione ed intrattenimento, un po’ un modo diverso di fare zapping all’interno di uno schermo. E che si lega sempre di più ad un secondo schermo: quello della televisione.

Cosa succederà nei prossimi dieci anni?

La salute di Facebook dipenderà dai nuovi bisogni di vita connessa dei teenagers che sembrano, già oggi, spostare l’attenzione verso altri spazi sociali come Instagram o SnapChat. Sono spazi più intimi che rispondono meglio al desiderio di libertà e al contempo di sicurezza dei ragazzi. La necessità di una gestione dei contenuti  che tuteli l’anonimato e li metta al riparo da sguardi indiscreti. Ottima salute, quindi, ma effimera.

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