Aspettando il Festival
La Redazione Studenti racconta gli incontri, a Pesaro e Urbino, in attesa del Festival del giornalismo culturale, seconda edizione

19 marzo 2014  |  di  |  Pubblicato in Home page Uniurb, In evidenza (B)

Aspettando il Festival. L’8 marzo a Pesaro. Libreria.Coop

a cura di Simona Di Martino (Redazione Studenti)

Non c’è modo migliore per aspettare la 2° edizione del Festival del Giornalismo Culturale (25, 26, 27 aprile 2014) che stare seduti ad ascoltare i direttori del Festival, Lella Mazzoli e Giorgio Zanchini, alla Libreria Coop di Pesaro, per un ricco assaggio di quella che sarà la seconda edizione di un evento internazionale molto atteso.

A seguito del successo ottenuto nella prima, gli organizzatori lasceranno invariato lo schema organizzativo: ogni giorno, dunque, si succederanno lectio, dialoghi tra intellettuali ed esperti di particolari settori, animati da opinioni differenti. A differenza dell’anno scorso però, non si parlerà dello stato di salute del giornalismo culturale, ma ci si interrogherà su come veicolare la cultura e quale contributo può portare la cultura in un paese in cui la crisi imperversa da vent’anni. Si porranno diversi interrogativi: di cosa dovrebbe occuparsi il giornalismo culturale? Perché in Italia manca una salda coscienza culturale, tendenza tra l’altro confermata dal calo dell’acquisto dei libri?(Giorgio Zanchini ha fatto significativamente notare come più del 50% della popolazione non legga nemmeno un libro l’anno). E ancora: come si informano gli italiani? Qual è il ruolo dell’intellettuale oggi? Qual è, in definitiva, il ruolo della cultura?

Il programma del Festival è ancora in fase di definizione ma già si conoscono alcuni importanti ospiti che saranno a Urbino: insieme ai già noti Piero Dorfles e Christian Raimo si uniranno Raffaella De Santis scrittrice e giornalista (la Repubblica) Anna Maria Testa (pubblicitaria e imprenditrice), Mariarosa Mancuso (Il Foglio), Isabella Donfrancesco (responsabile di RaiEdu), Renata Giannella (responsabile della Biblioteca del Senato), A. Tarquini (RaiStoria) e forse anche Benedetta Tobagi la figlia del giornalista Walter.  Anna Maria Chiuri ed Eva Mei (cantanti liriche) insieme a Simone Zanchini si esibiranno nel concerto di sabato 26 aprile al Teatro Sanzio.

A Pesaro erano presenti alcuni sostenitori e amici del Festival. Licia Califano, componente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, ha posto un importante interrogativo sul profondo rapporto tra la cultura e il suo contesto storico: come possono i nuovi media contribuire, non solo alla diffusione, ma anche a creare nuova cultura?

Ai direttori delle biblioteche di Pesaro, presenti alla Libreria Coop, sono care alcune questioni che interessano il delicato rapporto tra documenti cartacei e nuovi media: qual è il ruolo degli archivi cartacei quando la tecnologia permette di trasferire tutti i dati online? Cosa succederà quando non sarà più possibile accedere ai contenuti digitali così come è accaduto in passato per i contenuti di un floppy disk?

Si è parlato inoltre della relazione tra le varie forme di cultura delle quali il Festival tratterà nelle sue giornate. E’ inoltre emerso come la cultura sia un concetto ampio che non è possibile costringere in una definizione rigida e precisa. Tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione devono costruirla e diffonderla. Lella Mazzoli ha concluso a questo proposito: non sono i media a essere buoni o cattivi, ma sono le persone a veicolare le informazioni delle quali si fanno portatrici.

Conversazione su arte, cultura e informazione. Il 14 marzo a Urbino. Palazzo Ducale

a cura di Alessandra Bruno e Mara Di Pietro (Redazione Studenti)

In occasione del Festival del giornalismo culturale di Urbino, i direttori Lella Mazzoli, Giorgio Zanchini e la sovrintendente Maria Rosaria Valazzi, hanno coinvolto nella sala convegni di Palazzo Ducale, in una conversazione libera, docenti, giornalisti, direttori delle Scuole di Urbino e i responsabili delle librerie. “Sono rari i momenti nei quali si discute di cultura e di informazione, per cui l’obiettivo principale dell’incontro di oggi e del Festival in generale è quello di coinvolgere sempre di più i giovani nella conoscenza e nella divulgazione del patrimonio culturale italiano e di spingerli ad osservare con occhio critico la nuova realtà”. Ha esordito così Lella Mazzoli. Secondo Giorgio Zanchini, l’Italia, nel periodo che va dal 2007 al 2014, non ha vissuto solo una profonda crisi economica, ma anche identitaria e, dunque, culturale. Ecco perché è importante il dialogo generazionale – ha detto Lella Mazzoli – in quanto la vecchia generazione è la fonte che forma la nuova risorsa che sarà quella rappresentata dai giovani, i quali hanno il compito di portare avanti la cultura e di generarne altra”. Non a caso, tutte e tre le giornate del Festival saranno caratterizzate da una lectio, da un dialogo tra intellettuali ed, infine, da un dibattito aperto: nel dialogo parteciperanno diversi esperti con età molto differenti.

In occasione del Festival sono stati inoltre banditi due concorsi: uno dedicato ai giornalisti under 35 (Con la cultura si mangia?); l’altro destinato ai ragazzi delle scuole superiori per avvicinarli al giornalismo culturale; è intervenuta in merito, la professoressa Claudia Guidi del Liceo scientifico “Laurana” di Urbino, che ha ringraziato gli organizzatori e ha proposto una collaborazione tra i giovani universitari e i ragazzi del Liceo. “È molto comune che i ragazzi più piccoli guardino i più grandi come una proiezione di sè stessi. La cultura non deve essere trasmessa come un semplice passaggio d’informazione, ma deve esserci comunicazione affinché non sia vista come un obbligo: quanti di noi hanno odiato un libro soltanto perché imposto dal proprio insegnante? Solo così i ragazzi potranno davvero amare la cultura”.

L’educazione nelle scuole è un tema molto caro anche al professore Bruno Papi, preside del Liceo Classico Raffaello di Urbino che ha parlato di insegnare con il cuore: “Insegnare è un’arte e la scuola deve necessariamente dare delle risposte alle domande dell’anima, altrimenti si seguono soltanto dottrine”. Lo stesso problema va collegato al giornalismo – ha concluso il professore Papi- che a parer suo ha il compito di “occuparsi del cuore della vita”.

Erano presenti inoltre Luciano Perondi, direttore dell’Isia Urbino; Gabriele Cavalera dell’ufficio stampa del comune di Urbino; Francesco Andreani, presidente di Legato Albani; il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Urbino,  Sebastiano Guerrera e il presidente dell’Accademia Raffaello, Giorgio Cerboni Baiardi.

“Il compito del festival – ha proseguito Lella Mazzoli – è di portare avanti un concetto fondamentale: la cultura è divertimento”. Riprendendo questa affermazione, la sovrintendente Maria Rosaria Valazzi, ha invitato tutti a riflettere sul ruolo dei musei d’arte: questi, infatti, non devono essere una semplice esposizione di opere con il solo fine di conservarle, ma devono essere un luogo d’incontro e di enjoyment in cui l’arte non viene vista in modo passivo, ma come portatrice di gioia e piacere nell’osservarla. Il nostro augurio – ha concluso Valazzi – è che la promozione della cultura non si limiti alle giornate del Festival, ma che sia un continuum per una città che non possiede solo arte, ma sa amarla.

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