Edoardo Semenza e il disastro del Vajont
In una mostra fotografica al Campus Scientifico Enrico Mattei dal 1 al 7 aprile

25 marzo 2014  |  di  |  Pubblicato in Home page Uniurb, Università

La Scuola di Scienze Geologiche e Ambientali ospita al Campus Scientifico “Enrico Mattei”, la mostra itinerante sul disastro del Vajont organizzata dall’AIGA (Associazione Italiana di Geologia Applicata ed Ambientale) e dal CNG (Consiglio Nazionale dei Geologi).

L’esposizione, visitabile qui, è curata da Monica Ghirotti (Università di Bologna), Francesco M. Guadagno (Università del Sannio), Giovanni Masè, Pietro, Paolo e Michele Semenza, illustra, attraverso le immagini scattate da Edoardo Semenza, le fasi della scoperta dell’antica massa di frana sul versante sinistro della Valle del Vajont, poco a monte della diga allora in costruzione.

Le principali evidenze geologiche e geomorfologiche che condussero il geologo Semenza a scoprire l’antica frana nel 1959 – prima dell’inizio dell’invaso e della conseguente rimobilizzazione – e a definirne la forma ed i limiti, sono illustrate attraverso alcune delle fotografie scattate tra gli anni 1959 e 1961.

Da queste immagini traspaiono le sofferenze, le intuizioni e il progredire della consapevolezza dell’uomo che per primo riconobbe l’esistenza dell’antica frana. In esse si rivela il suo approccio mente et malleo, che gli consentì di elaborarne un modello e di definirne i conseguenti scenari di rischio.

La sua scoperta fu subito presa in considerazione dai responsabili dell’opera, almeno come ipotesi da verificare con altre ricerche ed indagini. Purtroppo, la sua consulenza, durata fino al 1961, non impedì che, dopo varie vicissitudini, si consumasse la tragedia. Comprendere la natura e i suoi meccanismi evolutivi è l’obiettivo preminente di coloro che operano nell’ambito delle scienze geologiche applicate all’ambiente ed al territorio. Ammirare le fotografie di Edoardo Semenza significa perciò accedere alla sua dimensione personale e professionale più intima.

La frana è ancora oggi oggetto di dibattito e riflessione scientifica, anche per la straordinaria mole di dati disponibili, siano essi strumentali o tratti da rilevamenti. Una parte dei materiali della mostra è tratta dal volume con CD “Le foto della frana del Vajont” e dal libro di Edoardo Semenza “La Storia del Vaiont raccontata dal geologo che ha scoperto la frana” (ed. K-flash) dalla sua biografia, pubblicata in queste due opere (www.k-flash.it/editoria_TSoV): “Nella sua opera di geologo al servizio del Paese, Edoardo Semenza è sempre stato guidato dall’idea, maturata tragicamente proprio al Vaiont, che per la prevenzione dei disastri naturali è fondamentale lo studio approfondito della geologia prima della progettazione di qualsiasi lavoro di ingegneria civile”.

L’auspicio è che, anche attraverso questa esposizione, l’opera di Edoardo Semenza possa servire a sensibilizzare le coscienze sulla necessità della conoscenza della geologia per il rispetto e la protezione dell’ambiente.

Questa mostra vuole perciò essere anche un invito al lettore a proseguire nelle ricerche a partire da quelle di Edoardo Semenza e di altri studiosi – alcuni dei quali hanno lavorato insieme a lui – che da allora hanno dedicato tanto del loro impegno allo studio della frana del Vajont.

Questo itinerario, destinato preminentemente – ma non esclusivamente – agli studenti e ai ricercatori del settore, dopo aver percorso già buona parte dell’Italia, giungerà a Longarone e a Padova dove, dal 6 al 10 ottobre, un congresso internazionale, organizzato anche dall’AIGA e dal CNG, approfondirà i temi della previsione e della prevenzione dei fenomeni franosi.

Sarà possibile visitare la mostra dal 1 al 7 aprile 2014 dalle ore 09:00 alle ore 18:00 (sabato 09:00 – 13:00 e domenica chiuso).

Il pieghevole con le ionformazioni sulla mostra

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