“Roll and go”: tales of whales and gales
Una lezione molto particolare per rendere accattivante l’apprendimento della lingua straniera

31 marzo 2014  |  di  |  Pubblicato in Home page Uniurb, Innovazione

a cura di Alessandra Calanchi, docente di Letteratura e Cultura Angloamericana, Dipartimento di Studi Internazionali: Storia, Lingue, Culture

E’ stata un’esperienza straordinaria sotto molti punti di vista. Quando, nell’autunno del 2013, il professor Fabio Pesaresi (illuminato docente d’inglese del liceo classico di Rimini Giulio Cesare – Valgimigli, nonché dottore di ricerca presso il nostro ateneo) e la sottoscritta avevano chiacchierato davanti a un tè e pasticcini sulla possibilità di far cantare alcuni studenti del liceo nelle aule dell’Università di Urbino, sembrava solo una bella idea. Ora invece questa idea non solo si è trasformata in realtà, ma ha superato la più rosea immaginazione. Un pullman arancione proveniente da Rimini è arrivato ieri pomeriggio su viale Trieste, davanti alla sede di Lingue Orientali  Pesaro Studi, davanti a un inquieto mare primaverile: e ne sono usciti ben quattro classi di studenti liceali (almeno 90 ragazze  e ragazzi) e due docenti (il prof. Pesaresi e la collega prof.ssa Maria Chiara Pioppo), armati di splendide voci e di strumenti (tastiere, chitarra, violino, tamburo) nonché di raffinate presentazioni in power point, e hanno dato una prova esemplare delle loro capacità canore e letterarie davanti a un interessatissimo pubblico di studenti e docenti universitari.

Chi ha reso tutto questo possibile? Il professor Sergio Guerra, innanzitutto, che ha ospitato i ragazzi nelle sue ore di letteratura inglese, contribuendo nel gran finale con uno sea-shanty scozzese che ha magistralmente eseguito alla chitarra fra applausi e cori di approvazione; i pazienti colleghi delle classi attigue, che hanno accolto benevolmente il volume abbastanza alto della performance; il personale dell’università, in particolare la signora Gina che ha presenziato l’iniziativa con il consueto entusiasmo. E, soprattutto, loro: un magnifico coro di decine di ragazzi in jeans e camicia bianca, che ci hanno portato sul forecastle delle antiche navi che solcavano gli oceani, sorprendendo il pubblico col loro splendido inglese e con la disinvoltura di performing artists consumati. Educatissimi, disciplinati, appassionati, questi 90 ragazzi hanno concluso il pomeriggio in un coro alternato con i “compagni” (di qualche anno senior) dell’università, unendo le voci e gli sguardi in una jam session transatlantica.

Prima dell’esecuzione, il prof. Guerra ha portato i saluti dell’università, dato il benvenuto a studenti e docenti, e auspicato che in futuro siano sempre più frequenti i contatti fra le scuole e l’accademia, anche, come in questo caso, attraverso il dialogo fra cultura e letteratura. Poi, la sottoscritta ha tenuto un brevissimo intervento introduttivo intitolato “Da Moby Dick a Greenpeace”, sottolineando l’importanza della balena nella storia, nella mitologia e nei media. Finalmente è stata la volta degli ospiti: dopo due brevi interventi dei due docenti (“Rum, whales and lasses: shanties from the seven seas”), i ragazzi hanno presentato i vari pezzi illustrandoli con ottimi ppt e si sono poi esibiti nell’esecuzione di “A drop of Nelson’s blood”, “Santy Anno”, “The Pirate Shanty”, “Rollin’ down to Old Maui” e “The Drunken Sailor”, concedendo anche un bis a grande richiesta.

Di sicuro sono valide in situazioni come queste le parole di Benjamin Franklin, ricordate dalla prof.ssa Pioppo: “Tell me and I forget. Teach me and I remember. Involve me and I learn”. (ditemi qualcosa e la dimenticherò; insegnatemi qualcosa e la ricorderò; coinvolgetemi in qualcosa e la imparerò). Una bella lezione per i nostri studenti – e anche per i professori! Prossima tappa: Urbino? Io ci spero molto. Magari all’aperto, in piazza, in modo da coinvolgere anche la cittadinanza. Nel frattempo, i ragazzi stanno preparandosi. E la prossima volta porteranno con sé anche un CD… Vogliamo dargli questa opportunità? Non chiedono nulla. Solo un pullman che li porti fin qua, e qualcuno disposto ad ascoltarli e a farsi trasportare sui sette mari

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