La grande guerra fra parole e canti
Lezioni cantate e una conferenza -spettacolo per riflettere sul primo conflitto mondiale

29 aprile 2014  |  di  |  Pubblicato in Home page Uniurb, In evidenza (A)

Nel centenario della prima guerra mondiale, i docenti dei corsi di Storia contemporanea del Dipartimento di Studi Internazionali hanno promosso una serie di lezioni e una conferenza-spettacolo dedicati a questo anniversario. “Non è una celebrazione – spiega la prof.ssa Anna Tonelli -, ma l’occasione per riflettere su che cosa la guerra abbia prodotto nella memoria comune contemporanea”. Per questo sono state organizzate lezioni “comuni” rivolte agli studenti di Lingue, Scienze Politiche, Sociologia, Servizio Sociale e Scienze della Comunicazione, al fine di rileggere quell’evento “fuori da ogni retorica del mito della patria, a partire dai segni che ha lasciato la guerra, anche nella dialettica violenza-non violenza, e soprattutto dalla parte delle vittime: orfani, profughi, vedove, malati psichiatrici, disertori e mutilati”.

Il momento clou del ciclo sarà il 6 maggio, con un doppio appuntamento: alle 11, presso Palazzo Battiferri, si terrà la lezione del prof. Massimo Baioni (università di Siena) “Memoria e celebrazione della Grande guerra”; il pomeriggio, alle 18, presso il teatro Raffaello Sanzio (ingresso libero), la conferenza-spettacolo scritta dallo storico dell’Università di Verona Emilio Franzina e interpretata con gli Hotel Rif, “Ignoto militi. La leggendaria storia quasi vera del Milite ignoto italiano. La Grande guerra nei canti di chi la volle, di chi la fece e di chi la contestò”.

La lezione cantata ripercorre un dialogo fra un milite ignoto e un altrettanto ignoto intervistatore, storico di mestiere, intervallato dall’esecuzione di canzoni simboliche e rappresentative della Grande guerra e dalla proiezione di materiale multimediale. Dopo un prologo che con la proiezione di filmati d’epoca illustra l’invenzione del rito dedicato ai soldati sconosciuti morti in guerra, la performance pone al centro i canti e i testi citati o recitati di documenti originali (brani diaristici ed epistolari, fonti d’archivio, interviste, testimonianze, memorie). Le domande che vengono rivolte al milite ignoto sulla sua esperienza dal 1914 al 1918 – l’anno sul finire del quale muore in circostanze fortuite e quasi grottesche mentre fugge da un postribolo militare minacciato da un improvviso bombardamento del nemico sul fronte dell’Isonzo – ottengono risposte che sono infatti la trasposizione spesso anche letterale di una serie di testimonianze rese all’epoca da soldati e ufficiali italiani o desunte da carteggi, diari, memorie e più di rado da documenti ufficiali. Il dialogo permette così di illustrare la vita di uno dei seicentomila soldati italiani morti nel corso del conflitto a partire dall’infatuazione per la guerra, attraversando l’arruolamento volontario e l’addestramento, la vita di trincea e l’esperienza degli assalti, e ripercorrendo le lettere scritte ai genitori e le licenze. Il milite ignoto messo in scena da Emilio Franzina e dagli Hotel Rif è insomma uno di coloro che, per lo più anonimi, volontariamente si arruolano e nel conflitto persero la vita, dopo aver conosciuto la disillusione per la guerra nella realtà della trincea.

La conferenza-spettacolo è organizzata in collaborazione con il Minidams 2013-2014, nato con l’intento di dare agli studenti l’opportunità di approfondire alcune tematiche trasversali fra musica, teatro, cinema e nuovi media, e con il patrocinio del Comune di Urbino, a chiusura del ciclo di incontri che ha coinvolto alcuni tra i maggiori studiosi del primo conflitto mondiale.

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