“Lavoro e diritti nei paesi dell’Asia meridionale”
Sigillo d'Ateneo a Francesco d’Ovidio, direttore della sede OIL in Pakistan

6 maggio 2014  |  di  |  Pubblicato in Home page Uniurb, Università

Martedì 13 maggio 2014 alle ore 15,30 (aula magna “Italo Mancini” del Dipartimento di Giurisprudenza) Francesco d’Ovidio direttore della Sede dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) di Islamabad (Pakistan), riconosciuto esperto in materia di norme internazionali del lavoro, terrà un’importante Conferenza dal titolo “Lavoro e diritti nei paesi dell’Asia meridionale”. 

 

Al termine della conferenza, il rettore Stefano Pivato procederà alla consegna del Sigillo d’Ateneo. Il Sigillo d’Ateneo viene assegnato esclusivamente a personalità prestigiose che si sono distinte a livello internazionale.

 

La proposta di conferimento è stata avanzata dal Dipartimento di Giurisprudenza. Abbiamo incontrato il direttore Paolo Pascucci che ci ha spiegato: «Il nostro Dipartimento ha sempre avuto una particolare attenzione per il profilo della tutela e della sicurezza del lavoro come dimostra anche la lunga esperienza maturata con l’Osservatorio Olympus (Osservatorio per il monitoraggio permanente della legislazione e giurisprudenza sulla sicurezza del lavoro), attivato in questo stesso Dipartimento. L’incontro con il dottor d’Ovidio si inserisce fra le iniziative dello stesso Osservatorio e del corso di laurea in Scienze giuridiche per la consulenza e la sicurezza dei lavoratori, mirando in particolare ad ampliare l’orizzonte nei confronti delle problematiche del lavoro in quei Paesi in cui esistono forti tensioni e disuguaglianze sociali e diffuse sacche di povertà. L’esperienza del dottor d’Ovidio come direttore della sede dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) di Islamabad (Pakistan), si rivela preziosa per recare una diretta testimonianza su come le problematiche legate alla tutela del lavoro in quei Paesi si sviluppano e sono affrontate, tutto ciò tenendo conto in particolare dei nuovi scenari dell’economia globalizzata e dell’apertura di nuovi mercati che si riflettono necessariamente sulle dinamiche dei mercati del lavoro nazionali e continentali.

Quanto sarà importante per gli studenti la testimonianza di d’Ovidio, in relazione alla crisi del mercato del lavoro italiano?

Al di là dell’interesse specifico per i problemi appena accennati, è evidente l’importanza di questi ultimi anche per la riflessione che si sta sviluppando nei Paesi dell’Occidente industrializzato in esito alla profonda crisi finanziaria ed economica che ci sta attanagliando dal 2008. E’ infatti chiaro che le risposte alla crisi sul versante della tutela dell’occupazione e del lavoro rischiano di presentare alcune caratteristiche che connotano in maniera massiccia le esperienze dei Paesi emergenti e in particolare del Sud-est asiatico. Se non adeguatamente governate anche attraverso una forte cooperazione delle parti sociali, le crescenti spinte verso una sempre più estrema flessibilizzazione dei rapporti di lavoro, giustificate formalmente dalla necessità di creare nuove opportunità occupazionali, rischiano di delineare scenari di crescente precarietà non solo per quanto attiene alla durata dei rapporti di lavoro ma anche per l’effettività delle tutele che vi sono connesse.

C’è da essere ottimisti?

Al di là delle consistenti preoccupazioni che aleggiano sulla complessa situazione anche dei Paesi europei, l’osservazione e l’analisi dei fenomeni di trasformazione dei mondi del lavoro, compresi quelli più estremi di cui si occuperà la Conferenza del dottor d’Ovidio, consentono di affrontare le importanti sfide odierne con una maggiore consapevolezza, assolutamente necessaria ai fini dell’individuazione delle possibili soluzioni occupazionali che riguardano non solo i tanti giovani oggi alla ricerca di un lavoro, ma anche persone in età più matura sempre più esposte ai rischi di esclusione lavorativa e sociale. Detto in altri termini, senza un adeguato approfondimento di tutte le questioni connesse alla materia di cui ci stiamo occupando, qualsiasi intervento rischia di rivelarsi provvisorio e illusorio, evidenziandosi sempre più il bisogno di strategie “di sistema”.

La locandina dell’evento è disponibile qui

 

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