Eureka
Borse di dottorato di ricerca per l’innovazione. Le imprese sono invitate a presentare progetti entro il 15 luglio

26 giugno 2014  |  di  |  Pubblicato in Fuori Urbino, Home page Uniurb

Green economy, domotica, sistema moda, biotecnologie, distretto del mare, turismo e beni culturali sono gli ambiti ai quali si rivolge il progetto Eureka, borse di dottorato di ricerca sviluppata prioritariamente a sostegno dell’innovazione di prodotto, dell’internazionalizzazione delle imprese e della tecnologia Cloud. Ogni borsa di dottorato è finanziata per un terzo dalla Regione Marche, per un terzo da fondi dell’Ateneo, per un terzo dall’impresa partner. L’impresa ha dunque l’opportunità eccezionale di avviare percorsi di formazione e ricerca incentrati sulle proprie esigenze, co-finanziando per un terzo la borsa di studio e avendo la possibilità di ospitare il dottorando per il 50% della durata del corso, ovvero per un anno, proprio in azienda. Le imprese che intendono partecipare devono avere almeno una sede operativa nella Regione e devono esprimere la propria candidatura compilando e inviando all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo la “Lettera d’intenti” e l’“Intesa sulla ricerca” che dovrà essere condivisa con l’Università, entro e non oltre le ore 13,00 del 15 luglio 2014 (termine prorogato) all’Ufficio Alta Formazione (via Valerio, 9).

Abbiamo incontrato il professore Riccardo Cuppini, delegato per il Rettore all’Alta Formazione.

Professore, può spiegarci meglio cos’è il progetto Eureka?

Prima di risponderle mi lasci introdurre un elemento di contesto. L’Italia soffre storicamente di una situazione paradossale che ne penalizza e, direi, paralizza le possibilità di sviluppo: da una parte un ottimo collocamento della ricerca nel panorama internazionale e, peraltro, un bassissimo tasso di innovazione del tessuto produttivo. Comunque lo si voglia misurare, il rapporto fra ricerca e produzione è fra i più scarsi fra quelli dei paesi industrializzati. Nel mondo globalizzato l’innovazione non è più un opzione che può creare un vantaggio competitivo, ma una vera necessità per la sopravvivenza. Quindi non si può non identificare in questo mancato rapporto una delle cause principali della difficoltà del nostro Paese nel superare questo periodo di crisi.

Eureka è un’importante occasione che la Regione Marche offre al tessuto produttivo del territorio per intercettare le opportunità che la ricerca universitaria offre per l’innovazione e, d’altra parte, all’Università di realizzare la sua cosiddetta terza missione, cioè la ricaduta della conoscenze sul territorio. In concreto, la Regione cofinanzia per un terzo un numero consistente di borse di dottorato di ricerca triennali; l’Impresa e l’Università finanziano gli altri due terzi. La cosa più interessante è che il finanziamento avviene su progetti concordati fra Impresa e Università, finalizzati al trasferimento delle conoscenze per l’innovazione. L’iniziativa è giunta al suo terzo anno, con generale soddisfazione dei risultati ottenuti nei primi due anni. E’ importante sottolineare che questa iniziativa pone la Regione Marche all’avanguardia nel panorama nazionale quale promotore di sviluppo economico.

A chi è rivolto?

Eureka è rivolto alle Imprese del territorio marchigiano che vogliono crescere, alle quattro Università delle Marche, ai giovani che, dopo la laurea magistrale, ( disoccupati o inoccupati) desiderano fare un percorso di alta formazione che dia loro la possibilità di accesso a ruoli di responsabilità nella società.

Quali sono le opportunità per i dottorandi e per le imprese?

Questo è l’aspetto centrale. Il neolaureato che viene selezionato per entrare nel percorso Eureka si viene a trovare al centro del processo di ricerca applicata e di trasferimento delle conoscenze alla realtà produttiva. E’ un’esperienza di grande importanza per la formazione professionale. Inoltre la borsa triennale permette al dottorando di lavorare in tranquillità su un orizzonte temporale abbastanza ampio, alla fine del quale ottiene il titolo di dottore di ricerca spendibile nel mercato del lavoro di alta qualificazione. Aggiungo che il lavoro in stretto rapporto con l’azienda permette al giovane di conoscere e di farsi conoscere, creando le condizioni per un possibile interesse dell’azienda a stabilizzare il rapporto alla fine dei tre anni.

Per l’impresa gli elementi di interesse sono almeno tre. Primo, poter proporre e concordare un progetto che sia di effettivo interesse per l’innovazione di processo, di prodotto, di strategie di marketing, di gestione aziendale. Secondo, poter accedere in modo diretto alle conoscenze e alla ricerca universitaria sulle tematiche di interesse dell’azienda. Terzo, la possibilità, con un impegno economico estremamente limitato, di poter contare per tre anni su un giovane che lavora a tempo pieno su un progetto di innovazione. A questo proposito, è utile ricorda che la convenzione Università-Regione prevede che fino al 50 % del tempo possa essere impiegato nel contesto dell’azienda.

Borse di studio come Eureka possono sostenere il percorso del dottorato in Italia, all’ultimo posto in Europa per numero di dottorandi ogni mille abitanti?

L’esperienza di questi primi anni dimostra che Eureka moltiplica le possibilità di istituire borse di dottorato. Ma non solo. Essendoci un diretto rapporto con l’impresa, il dottorato di ricerca acquisisce agli occhi dei giovani migliori un valore aggiunto, aumentando il numero degli aspiranti al dottorato e generando quindi virtuosa competizione. E’ auspicabile che iniziative di questo tipo si moltiplichino anche nelle altre regioni nell’interesse dei giovani di valore e del rilancio delle potenzialità produttive del Paese, portando l’alta formazione italiana ai livelli degli Paesi industrializzati e stimolando l’irrinunciabile legame fra ricerca e innovazione.

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