Urbino – Eichstätt
Avviata una sinergia importante con l’Università tedesca grazie al primo Seminario Internazionale dei Dottorandi

27 giugno 2014  |  di  |  Pubblicato in Home page Uniurb, Innovazione

Editare, Interpretare, Commentare. Approcci multiformi al testo letterario. / Edieren, kommentieren, interpretieren: Die vielfältigen Zugänge zu literarischen Texten è il titolo del primo Seminario Internazionale dei Dottorandi delle Università di Urbino Carlo Bo e di KU Eichstätt-Ingolstadt che si è tenuto nei giorni 9 e 10 giugno a Urbino.

Sull’esperienza e sulle prospettive del seminario ne abbiamo parlato con Liana Lomiento, docente di Lingua e Letteratura greca all’Università di Urbino, nonché organizzatrice del seminario con il prof Gernot Michael Müller dell’Università di KU Eichstätt-Ingolstad.

Professoressa, come si è arrivati a creare questa sinergia con l’Università di KU Eichstätt-Ingolstadt?

La collaborazione con l’Università di Eichstätt risale a molti anni fa, quando tra quell’Ateneo e il nostro, per volontà del professor Hans Jürgen Tschiedel , oggi professore emerito ad Eichstätt, e del professor Bruno Gentili, professore emerito del nostro Ateneo, che è venuto a mancare lo scorso 7 gennaio, fu attivato un contatto Erasmus. In tempi piuttosto recenti il professor Müller e io siamo subentrati come partner e abbiamo deciso insieme di ridare forza e significato a questa preziosa potenzialità di cooperazione internazionale. In questo progetto, va sottolineato, ci ha molto sostenuti anche il professor Antonio Corsaro, che è delegato Erasmus nel Dipartimento di Scienze della Comunicazione e Discipline Umanistiche del quale sono parte (DiSCUm). Di qui l’iniziativa, del tutto nuova tra le altre, più consuete, di scambio docenti e studenti, di organizzare un seminario nel quale fossero protagonisti i dottorandi di area umanistica, e in particolare filologico-letteraria, dei nostri due Atenei. Al seminario vi hanno preso parte venti giovani studiosi, che hanno potuto esporre, nella cornice di un vero e proprio convegno, in lingua italiana o in lingua inglese, i contributi più significativi e originali del proprio lavoro di ricerca. La discussione che ne è seguita è stata ampia, e in prospettiva davvero internazionale.

La professoressa Liana Lomiento tra Fabrizio Maci, coordinatore dell’Ufficio Ricerca e relazioni internazionali (a sinistra) e il prof Gernot Michael Müller

Si sono create collaborazioni e contatti fra dottorandi, scrittori ed editori grazie al seminario?

Certamente si è creata tra i giovani partecipanti, come pure tra i colleghi di Urbino e di Eichstätt, una proficua armonia, ma – va detto – non sono mancate discussioni animate su argomenti scientifici di interesse comune, come è consuetudine in ogni convegno che si rispetti. Di contatti tra “scrittori” ed “editori” non parlerei, al momento. Si è trattato certamente di un’esperienza formativa e scientifica importante per tutti, dalla quale potranno scaturire pubblicazioni degne di nota.

Quali sono le prospettive?

Noi organizzatori pensiamo che l’esperienza debba senz’altro essere ripetuta. Il prossimo anno i giovani filologi (antichisti e modernisti) del dottorato di Urbino saranno in luglio ad Eichstätt, e ci auguriamo davvero che questo incontro possa trasformarsi in appuntamento annuale tra le nostre due Università.

Se la situazione dei dottorandi nelle università italiane vive una crisi, da questa esperienza di alta formazione che bilancio si può trarre?

 A mio avviso, il bilancio che può trarsi da esperienze di collaborazione internazionale nelle quali siano coinvolti i giovani allievi del dottorato non può che essere positivo. Si tratta di un modo nuovo per valorizzare gli scambi già in atto nell’ambito della cornice Erasmus. La voce “dottorato” non è per il momento inclusa tra quelle rese possibili da Erasmus. Tuttavia dobbiamo riflettere sul fatto che gli Atenei con i quali già collaboriamo in virtù dell’Erasmus sono anche potenziali partner per altri generi di cooperazione formativa e scientifica. Nel nostro caso, certamente molto fortunato, la collaborazione con Eichstätt è stata fruttuosa, e il nostro auspicio è che continui a esserlo in futuro. Come questa, anche altre, analoghe collaborazioni potrebbero essere attivate dal nostro Ateneo nel corso del tempo.

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