Addio a Giuliano Piazzi
Lella Mazzoli ricorda il sociologo scomparso

17 luglio 2014  |  di  |  Pubblicato in In evidenza (B)

Un triste addio a Giuliano Piazzi. Triste soprattutto perchè un amico, antico quanto i miei studi. È stato uno dei miei primi professori. Triste perchè è stato un riferimento per gli studi della sociologia di tanti di noi. E ci mancherà il suo pungente e arguto pensiero.

Prof. Giuliano Piazzi

Prof. Giuliano Piazzi

Era la fine degli anni ’60 quando Giuliano è arrivato all’Università di Urbino, stava per nascere la Facoltà di Sociologia. E vi è rimasto per diversi anni “allevando” un gruppo di giovani studiosi, ormai distribuiti in tante Università italiane. Poi ė tornato nella sua città e all’università di Bologna, dove abbiamo condiviso anche lì, aule e studenti e dove è continuato il confronto. Qualche volta con scontri di posizione ma sempre nel rispetto dei differenti punti di vista. Giuliano rimaneva fermamente convinto delle sue posizioni di studio teorico e di ricerca, che articolava, giustificava con una precisione maniacale. I casi strani della vita lo fanno tornare a Urbino come ordinario di Sociologia in quella che era la seconda Facoltà in Italia dopo Trento. Alcuni anni dopo ci siamo rincontrati nello stesso Ateneo, quello urbinate. Insomma ci siamo inseguiti. E questo mi ha dato sempre sicurezza sia per l’affetto che per il sostegno scientifico. Ha fatto scuola, lui talmente innovatore da utilizzare nelle sue ricerche la sociobiologia, corrente sociologica non sempre compresa, da utilizzare anche criticamente il pensiero di Luhmann, da fare riferimenti importanti alla sociologia dei sistemi, da non abbandonare lo sguardo di Marx, -oggi tornato di grande attualità-, senza però trascurare la dimensione del senso soggettivo.

Ha fatto ricerca in settori difficili per la vita dell’uomo. Sentiva tutto il peso di una società in crisi di valori collettivi e individuali.

Mi piace ricordare alcune delle sue tante pubblicazioni e report di ricerca: Teoria dell’azione e complessità (1985), La ragazza e il Direttore (1995), Il senso capovolto (1998), Il Principe di Casador (1999), Julie (2009).

Aggiungo solo il ricordo di Roberta Bartoletti e Giorgio Manfrè che sono stati, assieme a me, quelli più vicini in questo ultimo periodo della sua vita ma anche il ricordo di tutto il Dipartimento di scienze della comunicazione e discipline umanistiche.

 

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