Ritiro da “serie A” per il Carpi F.C. 1909
La squadra biancorossa che si appresta a disputare la sua seconda stagione in Serie B ringrazia Urbino per l’ottima ospitalità

2 agosto 2014  |  di  |  Pubblicato in Tempo Libero

Si conclude oggi (2 agosto) il ritiro del Carpi F.C. 1909 nella città ducale. La squadra biancorossa,  che si appresta a giocare la sua seconda stagione nel Campionato di calcio di Serie B, ha infatti scelto Urbino come location per la preparazione sportiva dei propri atleti. A Urbino, dal 21 luglio, il Carpi F.C. 1909 si è allenato allo Stadio “Montefeltro” e ha soggiornato all’Hotel Mamiani e al Ristorante Giardino della Galla.

Giuseppe Pompilio responsabile Area Scouting

Giuseppe Pompilio, responsabile Area Scouting. Foto di Simone Sgaggi

Abbiamo incontrato Giuseppe Pompilio, responsabile dell’Area Scouting.

Perché avete scelto Urbino?

É una location che conosciamo bene, personalmente vivo qui da vent’anni. Ho un legame forte con questa città meravigliosa e con l’università dove insegno Organizzazione e gestione dell’evento sportivo all’interno del corso di laurea di Scienze motorie, sportive e della salute. Inoltre, il legame con questo territorio è avvalorato dalle giovani new entry. Tra i giovani giocatori che abbiamo acquistato ci sono infatti i marchigiani Alberto Torelli e Giacomo Ridolfi (Vis Pesaro); Federico Palmieri (Recanatese); Riccardo Marani (Macerata) e Luca Cognigni (Matelica). Ma la scelta è ricaduta su Urbino soprattutto perché esistono degli impianti, delle strutture e delle associazioni sportive eccellenti. Il Carpi F.C. ci tiene a ringraziare il Comune di Urbino e il suo sindaco Maurizio Gambini, il Dipartimento di Scienze Motorie dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, in particolare il professore Vilberto Stocchi, l’Associazione Sportiva Urbino C5 del presidente Giovanni Pagnoni e tutti i volontari urbinati che sono stati collaboratori impeccabili. I giorni trascorsi qui sono stati perfetti, davvero oltre le aspettative. Insomma un ritiro da serie A.

Il Carpi F.C. 1909 a Urbino – Stadio Montefeltro

Apriamo una parentesi sull’attualità calcistica: non si placa la bufera intorno alle frasi pronunciate da Carlo Tavecchio e si parla di nuovo di riforma del calcio. Come va riformato e quali valori devono essere introdotti tra i giocatori per riportare quello spirito di sana competizione?

Il calcio è diventato anche business. Ma se lo si vive e vede soltanto come un affare si perdono i valori veri che lo caratterizzano, quelli dell’attività sportiva, di unione e di crescita. Valori che possono aiutare i ragazzi ad affrontare problematiche e difficoltà che possono incontrare nella vita. Quindi è bene che il mondo del calcio sia gestito da persone competenti e appassionate. I dirigenti devono svolgere la loro attività con sensibilità e professionalità e con l’obiettivo di far crescere i giovani. Questo è il vero progetto da mettere in pratica. Così come va riformato l’approccio delle famiglie dei ragazzi al calcio. Devono imparare a farsi da parte e lasciare che i ragazzi si divertano. Soprattutto all’inizio della loro esperienza calcistica.

Lei consiglia agli atleti di studiare, per esempio di conseguire la laurea?

Certo. E’ giusto che i calciatori pensino al loro futuro post-agonistico. Non tutti i giovani che intraprendono la carriera calcistica riescono a raggiungere il loro sogno. Capita che a trent’anni si trovano a non avere una professione da svolgere. E comunque, anche gli atleti di Serie A o serie B hanno possibilità di studiare. I tempi calcistici si possono conciliare con lo studio e il mio consiglio è stato spesso seguito dai ragazzi.

Che aspettative ha il Carpi F.C. 1909 per questa stagione in B?

Continuare a essere protagonisti in Serie B con le metodologie che hanno reso vincente la strategia del club in questi anni: bilanci in ordine e il lancio di giovani calciatori.

 

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