Per uno sguardo semiotico
Dall’otto settembre riprendono le giornate di studi del Centro Internazionale di Scienze Semiotiche

21 agosto 2014  |  di  |  Pubblicato in Eventi, Home page Uniurb

Le giornate della semiotica, come da tradizione urbinate, tornano nel mese di settembre. A partire da lunedì 8 (sala conferenze collegio del Colle) si apre la giornata di studio sulle prospettive dell’Etnosemiotica coordinata da Paolo Fabbri, direttore del Centro Internazionale di Scienze Semiotiche (CiSS) e a cura di Francesco Marsciani (CUBE, Università di Bologna). Ci spiega il professore Paolo Fabbri: «Si tenterà di presentare un progetto di messa a punto teorica e metodologica che abbiamo chiamato “etnosemiotica” attraverso alcune considerazioni generali, relative ad una possibile strada per la definizione del campo di ricerca, e attraverso la presentazione di alcuni primi passi nella direzione di una pratica etnosemiotica di analisi e descrizione di fenomeni che, in mancanza di meglio e per uscire dal pantano delle determinazioni oggettuali, chiamiamo a loro volta “etnosemiotici”».

Sarà Lella Mazzoli, direttore del Dipartimento di Scienze della Comunicazione e Discipline Umanistiche (DiSCUM) a sostenere il saluto di apertura (ore 10). Seguiranno importanti riflessioni sui lavori di natura etnosemiotica di due noti studiosi scomparsi: Maurizio Del Ninno, professore associato presso la Facoltà di Sociologia, dove insegnava Antropologia culturale e Semiotica e di Alessandro Falassi, docente di materie demo-etno-antropologiche all’Università di Siena. Sempre il mattino si tratterà sui problemi di definizione dell’etnosemiotica, mentre nel pomeriggio sono previsti interventi di presentazione di lavori di etnosemiotica “applicata” da parte dei membri di C.U.B.E. (Centro Universitario Bolognese di Etnosemiotica), oltre a due interventi di etnosemiotici senesi sulle prospettive della metodologia. «Gli interventi all’atelier sull’etnosemiotica – continua il professore Paolo Fabbri – che qui presentiamo, elaborati per la maggior parte nel quadro delle ricerche promosse da CUBE sono primi passi, promettenti, su questa strada, che è, vale la pena rimarcarlo, una strada di progressiva liberazione da categorialità eterodefinite e di acquisizione di capacità di ascolto e osservazione nei confronti della infinita varietà delle distribuzioni valoriali. Un grazie particolare alle riflessioni conclusive di Tarcisio Lancioni che, va ricordato, dell’etnosemiotica, di questa etnosemiotica, fu insieme a chi scrive un padre fondatore, per così dire».

Il 9, 10 e 11 settembre (Sala conferenze collegio della vela) si terrà il Congresso Regionale dell’Associazione Internazionale di Semiotica Visiva (AISV-IAVS) dal titolo “Ri-mediazione. Figurativo e plastico “sub specie” tecnologica”, organizzato dal CiSS, AISV e LISaV Venezia, a cura di Tiziana Migliore (Università di Venezia Ca’ Foscari, LISaV) e Alvise Mattozzi (Libera Università di Bolzano, LISaV). «Il Congresso – conclude il direttore Paolo Fabbri – intende approfondire gli aspetti teorici e metodologici della ri-mediazione, come strumento di esperienza, traduzione e lettura di media tradizionali. La radiografia che restaura la pittura, il video che anima una mappa, occhiali 3D che permettono, a distanza, la visita di un museo o di un antico studiolo. Questo “corpo tecnologico”, scrutatore del visibile e dell’invisibile, narcotizza ancora il gusto o l’olfatto, ma potenzia le percezioni aptica e uditiva. Interpone la sua prassi di enunciazione con le dinamiche discorsive dei media che sussume. Nelle ricerche sulla mediatizzazione la semiotica può dare nuovo corso all’analisi dei livelli plastico, figurativo e figurale dell’immagine. E, a trent’anni dal saggio di Greimas, “Sémiotique figurative e sémiotique plastique” (1984), si torna a discutere di strumenti e categorie di descrizione misurandosi con altri approcci ai linguaggi visivi».

Per maggiori informazioni visita il sito del Centro Internazionale di Scienze Semiotiche (CiSS) e la pagina Facebook.

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