Censis, Scienze della formazione al primo posto per la didattica
"Lo studente al centro dell'intervento formativo come vuole la tradizione urbinate"

26 settembre 2014  |  di  |  Pubblicato in Home page Uniurb, In evidenza (B)

L’Ateneo di Urbino si conferma ancora una volta in cima alle classifiche Censis 2014/2015 con Scienze della Formazione che si colloca sul podio per quanto riguarda la didattica.

La grande Guida edita da “la Repubblica” pone infatti, il “Gruppo insegnamento” di Urbino - Scienze dell’Educazione e della Formazione – al 1° posto con 106 punti.

Abbiamo incontrato il direttore del Dipartimento di Scienze dell’Uomo (DIPSUM) Nicola Panichi.

Professoressa, quali sono i fattori vincenti alla base di questo risultato?

Il fattore vincente è costituito dalla modalità di rapporto tra docenti e studenti. Un’interazione stretta e costante costituisce infatti la base per la modulazione dell’intervento didattico, permettendo di adeguarne ritmo e registri comunicativi alle caratteristiche degli studenti stessi e alle loro esigenze. Per raggiungere efficacemente questo obiettivo, una particolare attenzione viene rivolta all’organizzazione del calendario didattico, alla definizione dei programmi di studio e al servizio di tutorato da parte degli studenti senior.

Ci sono novità o peculiarità importanti che hanno dato a Urbino un vantaggio sugli altri?

Le peculiarità che hanno garantito il successo sono almeno due. La prima è di ordine generale ed è legata alla tradizione della qualità del rapporto con lo studente, che caratterizza l’Università di Urbino nel suo complesso. La seconda è specifica e consiste nell’orientamento della scuola filosofico-pedagogica urbinate, incline a collocare lo studente e le sue caratteristiche personali al centro dell’intervento formativo.

Come si traduce questo valore nel rapporto con gli studenti, sia durante che al termine del loro corso di studi?

Questa impostazione conferisce un’impronta di serietà e di fiducia al rapporto con gli studenti, consapevoli della necessità di un impegno costante nello studio, ma anche della disponibilità dei docenti ad aiutarli nel processo di apprendimento. Inoltre, un ruolo fondamentale è giocato dalle attività di tirocinio, coordinate da tutor, in prospettiva sia interna (cura delle esperienze dello studente) che esterna (cura del rapporto con gli enti che accolgono i tirocinanti).

Il collegamento con il territorio e con le sue strutture fa in modo che gran parte dei laureati trovino occupazione in un ragionevole arco di tempo successivo al conseguimento del titolo di studio, creando così un circolo virtuoso tra formazione universitaria e mondo del lavoro.

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