Career Day 2014
Start Up, Estero e Carriera. Tutte le novità della tredicesima edizione: 28 e 29 ottobre

20 ottobre 2014  |  di  |  Pubblicato in Home page Uniurb, In evidenza (B)

Il 28 e 29 ottobre torna l’appuntamento con il Careerday, la giornata d’incontro tra aziende e laureati. Due giornate importanti per gli studenti che avranno l’opportunità di approfondire la conoscenza delle  dinamiche e delle modalità d’ingresso nel mercato del lavoro.

«E’ soprattutto un’occasione per farsi conoscere e prendere contatti con i responsabili delle risorse umane di prestigiose  organizzazioni alla ricerca di talenti da inserire nel proprio organico o da coinvolgere in progetti  lavorativi o di tirocinio – spiega il professore Tonino Pencarelli, delegato per il Rettore ai Tirocini e Placement. «Il Career Day potrebbe rappresentare uno dei più importanti “momenti della verità” per un giovane che aspira a una brillante carriera professionale, come è già accaduto a molti nelle edizioni precedenti».

Che novità ci sono quest’anno?

Il focus di questa edizione è su tre fronti: Start up, Estero e progettazione della  Carriera. L’area start up è dedicata al fenomeno della creazione d’impresa e intende stimolare nei giovani lo spirito imprenditoriale, mettendoli di fronte all’opportunità di tradurre idee, sogni e passioni in progetti imprenditoriali; l’area Estero vuol sensibilizzare la mobilità internazionale dei nostri giovani, ricordando loro che la globalizzazione non è uno slogan o una minaccia, ma può rappresentare un’opportunità per immaginare almeno un tratto della propria vita lavorativa in ambienti internazionali. L’area Carriera vuol aiutare i giovani ad orientarsi nelle aree di professionalità tradizionali, ma anche in quelle emergenti (green economy, nuove tecnologie, finanza, ecc.).

Tra le novità, verrà sperimentato con alcuni allievi l’elevator pitch, una forma di comunicazione veloce in cui i giovani possono presentarsi alle aziende nel tempo di una corsa in ascensore (da 30 a 120 secondi) e non solo tramite il classico colloquio, dove il responsabile delle risorse umane pone le domande al candidato.

Infine,  la giornata è anche l’occasione per presentare al pubblico alcune “carriere eccellenti” dell’Università di Urbino, premiando  “laureati capolavoro”  che hanno avuto un brillante percorso professionale, riuscendo a valorizzare  il sapere teorico acquisito  nel nostro Ateneo.

Come dovranno vivere gli studenti queste giornate?

Come sostengo da anni, per ben figurare e aprirsi delle opportunità occorre partecipare al Career Day  preparandosi in anticipo. Il che significa: partecipare agli incontri e ai laboratori di orientamento che vengono allestiti con esperti del mercato del lavoro dei Centri dell’Impiego della Provincia di Pesaro e Urbino con cui si collabora da anni; predisporre con estrema accuratezza il  curriculum vitae in formato europeo, possibilmente corredato di foto a colori e, per i più intraprendenti, corredarlo di un video curriculum; selezionare le imprese che possono offrire possibilità di carriera compatibili con le proprie aspirazioni e passioni: il segreto di molti brillanti carriere sta nel cercare un lavoro che piace, in cui una persona si senta pienamente realizzata. E’ importante, inoltre, essere onesti ed essere se stessi, senza  dimenticare che si entra in contatto con esperti di selezione del personale, che sanno valutare quanto si dice ma anche quanto non si dice e si trasmette con il linguaggio del corpo, lo sguardo, il tono di voce, il vestire, ecc.

Il Career Day apre ad un mondo di nuove relazioni professionali, che non vanno sciupate e nemmeno considerate come destinate ad interrompersi con la fine dell’evento: esse vanno coltivate nel tempo, consapevoli che una relazione può aprire opportunità anche dopo diversi mesi; avere costanza e non scoraggiarsi di fronte ai primi insuccessi o di fronte a iniziali chiusure da parte delle imprese; un primo contatto, una mail, una stretta di mano non sono sufficienti a costruire una relazione. Se si è davvero interessati ad una posizione, si tratta di mettere in campo diverse forme di comunicazione e soprattutto bisogna saper essere “imprenditoriali” . Questo implica essere intraprendenti, saper proporre alle imprese idee e progetti ai quali, spesso, le organizzazioni non avevano pensato, facendo leva sulle proprie competenze.

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