Urbino nel mondo
Anche con la musica di Raphael Gualazzi

23 febbraio 2011  |  di  |  Pubblicato in In evidenza (A), Slider  |  1 Comment

Il silenzio non si può racchiudere tra le virgolette. Raphael comincia così, con un altro di quei silenzi meditativi. Quelle sospensioni che hanno incuriosito milioni di telespettatori. Sguardi muti che sono già stati il tratto distintivo dell’ultimo re di Urbino, Carlo Bo. Forse un giorno si potranno collezionare anche i silenzi di Raphael attraverso i racconti di chi ha avuto a che fare con lui, così come ha fatto il rettore dell’Università Stefano Pivato nel suo ricordo appassionato di Carlo Bo.

Il successo in Italia è arrivato tutto insieme con l’esibizione a Sanremo. Sei frastornato?

In realtà non ho fatto in tempo ad avere stati d’animo, la realtà ha avuto la meglio sulla fantasia.

Come nel tuo pezzo “Reality and fantasy”, che è in testa alle classifiche jazz di iTunes, te lo aspettavi?

Non potevo aspettarmelo, mi sarebbe bastato partecipare, un palco così importante come Sanremo non arriva tutti i giorni.

La musica che scrivi ha già incantato Francia e Stati Uniti. Nella tua lunga gavetta ti sei sentito snobbato dal tuo Paese?

In realtà ci sono molti percorsi che si possono fare nella musica, la strada estera e quella nazionale possono andare di pari passo. Diciamo che i live che ho avuto la possibilità di fare fuori dall’Italia mi hanno sempre reso felice perché il riscontro va al di là della lingua.

Suono Solo, in silenzio... (2009) — Foto di Donatello Trisolino

Suono Solo, in silenzio... (2009) — Foto di Donatello Trisolino

Cosa fai quando non suoni?

Leggo. Ultimamente dedico moltissimo alla comunicazione del mio progetto. Per fare questo album ci ho impiegato molto tempo: non faccio un disco all’anno, ho cercato di curare bene molti aspetti ed è per questo che vorrei comunicarli correttamente.

Molti rimangono colpiti della tua riservatezza.

Lo so. Il fatto è che ci tengo a far le cose prima di vender la pelle al cinghiale. Mi piace rimanere così come sono, sono consapevole che anche ora la mia vita non cambia, ho solo più opportunità per far bene il mio mestiere.

Che rapporto hai con Urbino e con l’Università?

Si tratta della mia città e della mia università. Io sono stato studente a Conservazione dei beni mobili artistici: ho fatto dieci esami e poi ho dovuto lasciare per tutti gli impegni musicali. Ti confesso che mi piacerebbe finire e laurearmi, spero di poterlo fare presto.

La città e l’ateneo hanno influenzato la tua musica?

In realtà le canzoni del mio primo lavoro sono state ispirate tutte dalla spensierata vita studentesca di Urbino. Quando sei studente ti trovi alla fine di un percorso didattico e allo stesso tempo all’inizio di un percorso di scelte per la vita.

Cosa c’è dietro tuoi silenzi?

Conosco un proverbio che dice: “Prima di parlare taci”. Me lo ha ripetuto una signora di Ferrara fuori dall’albergo di Sanremo dove alloggiavo. Non a caso anche nella musica di Beethoven erano le pause a dar senso alla musica.

Al festival hai colto l’occasione per non parlare ogni volta che potevi.

Nel silenzio che risuona la musica: credo che sia meglio pensar bene prima di parlare e lo dico perché nutro molto rispetto per le persone che ho davanti. A maggior ragione quando il pubblico è vasto il mio timore aumenta di pari passo con il rispetto. Siccome al festival c’erano milioni di persone che guardavano, quella è stata una buona occasione per parlare solo quando ce ne era davvero bisogno.

Senti che sta arrivando una realizzazione?

Il mio mestiere è suonare dal vivo e scrivere brani, comunicare a più persone per me significa acquisire mezzi per esprimermi ancora meglio. Non ho rimpianti, sono molto fatalista: bisogna aiutare il destino ma credo che le cose non succedano mai a caso.

di Giorgio Bernardini


Il brano “Follia d’amore”


Raphael Gualazzi nasce ad Urbino l’11 novembre 1981. Dopo aver intrapreso gli studi di pianoforte al Conservatorio Rossini di Pesaro, dove è stato avviato all’apprendimento degli autori classici, estende la sua ricerca musicale anche nel campo del Jazz, Blues e della Fusion, collaborando con qualificati artisti del settore e distinguendosi per le sue peculiari qualità vocali e strumentali.

La sua musica nasce dalla fusione della tecnica Rag-time dei primi anni del ’900 con la liricità del Blues, del Soul e del Jazz nella sua forma più tradizionale. Le sonorità tipiche del pre-jazz e dello stride-piano di Scott Joplin, Jelly Roll Morton, Fats Waller, Art Tatum e Mary Lou Williams, e il blues di Ray Charles e Roosevelt Sykes vengono attualizzate da Raphael Gualazzi con uno stile personalissimo dove la tradizione convive con le influenze più innovative di artisti eclettici come Jamiroquai e Ben Harper.

Dal 2005 Raphael Gualazzi partecipa ad importanti festival come il Fano Jazz, il Java Festival di Giakarta e l’Argo Jazz, Ravello International Festival ed altri e nel 2008 esce in Francia, su etichetta Wagram, la compilation “Piano jazz” che include il brano “Georgia on my mind” interpretato da Raphael Gualazzi, oltre a composizioni di grandissimi artisti come Norah Jones, Diana Krall, Art Tatum, Ray Charles, Jamie Cullum, Michael Petrucciani, Chick Corea, Thelonious Monk, Dave Brubeck, Nina Simone, Duke Ellington.

Dopo essere stato invitato ad esibirsi in Vermont e New Hampshire all’interno del progetto “The History & Mystery of Jazz”, che l’ha visto al fianco di musicisti del calibro di Michael Ray (Sun Ra Arkestra, Kool & The Gang), Steve Ferraris (Sun Ra Arkestra, Charlie Haden), Jamie Mc Donald, Nick Cassarino, Bob Gullotti, John McKenna, nel settembre del 2009 Raphael Gualazzi incontra Caterina Caselli, firma con Sugar un contratto discografico.

Giunto all’attenzione del grande pubblico grazie alla cover di “Don’t stop”, il celebre successo degli anni ’70 della storica band Fleetwood Mac, scelta come colonna sonora dello spot televisivo di eni, nell’estate 2010 Raphael Gualazzi si esibisce all’ Heineken Jammin’ Festival, al prestigioso Pistoia Blues Festival e al Giffoni Film Festival per poi debuttare in settembre al Blue Note Milano dove presenta il suo primo omonimo ep digitale contenente 4 brani con il quale giunge alla vetta della classifica di iTunes.

Nel frattempo con il brano “Reality and Fantasy” nel remix di Gilles Peterson, entrato anche a far parte delle compilation Nova Tunes 2.2 e Hotel Costes ai vertici delle classifiche di vendita digitali in tutto il mondo, Raphael Gualazzi conquista l’air play di alcuni dei più prestigiosi network francesi e a dicembre si esibisce al Louvre per debuttare poi al Sunside Club di Parigi, tempio della musica jazz, dove presenta il suo repertorio ai media europei.

Raphael Gualazzi presenta a Sanremo Giovani 2011 “Follia d’amore” scritto prodotto e arrangiato dallo stesso Gualazzi e contenuto nel suo nuovo album “Reality and fantasy” in uscita nel 2011.


Giorgio Bernardini ha 28 anni ed è nato Urbino. Giornalista professionista, lavora per il Messaggero di Pesaro, il Corriere fiorentino (Corriere della Sera – redazione toscana) e l’agenzia Ansa.

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