La trappola delle sette
Contro falsi maestri e profeti ci mette in guardia Don Aldo Bonaiuto della Comunità Papa Giovanni XXIII

20 aprile 2011  |  di  |  Pubblicato in Università

‘Santoni’ e sedicenti maghi che illudono la gente con la promessa di miracolose guarigioni; persone senza scrupolo che si ammantano dietro una facciata religiosa con lo scopo di raggirare gli adepti e ricercare il proprio profitto personale; sette che trovano le loro prede più facili tra i giovani e le persone emotivamente fragili, approfittando della loro debolezza per introdurle in un giro di alcool e droghe, dove l’adorazione di falsi idoli può sfociare in episodi di vandalismo o addirittura in efferati crimini. Sono queste alcune delle facce più sconcertanti di un fenomeno in continua crescita, che ha assunto oggi le caratteristiche di un serio problema sociale: il dilagare dell’occultismo e dell’esoterismo.

La trappola delle sette

La trappola delle sette

Proprio su questo argomento il 12 aprile è stato organizzato dall’Università di Urbino ‘Carlo Bo’ un convegno in collaborazione con l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, la Polizia di Stato e il Centro Ricerca e Formazione in Psicologia Giuridica. Nel corso dei lavori è stato anche presentato il libro di don Aldo Buonaiuto, La trappola delle sette (Rimini 2011).

“L’occultismo è una risposta sbagliata a una domanda reale”, ha spiegato monsignore Gualtiero Bassetti: “alla sua radice si trova ‘un vuoto’”. Come afferma Buonaiuto nel suo libro, infatti, la causa del proliferare delle sette va ricercata principalmente nel secolarismo e nell’esasperato relativismo culturale, le cui conseguenze sono lampanti nella società in cui viviamo. La cultura positivistica credeva che la religione stesse ‘all’occaso’ e che, tramite la scienza, si sarebbe sostituita ad una ‘società di credenti’, una di atei: ma, al contrario di quel che si aspettava, tale cultura non ha generato altro che un’ancora peggiore ‘società di creduloni’. Non è possibile, infatti, scindere completamente l’uomo dall’orizzonte del Sacro, perché il bisogno di trascendente è insito nella natura umana. Nella nostra società demistificata e nichilista, quello che si era perso con la religione è stato cercato altrove, purtroppo anche in luoghi dove assai poco brilla la luce del Sacro, come le tenebrose latebre dell’occulto e al posto del ‘Dio morto’ sono stati innalzati altari a falsi dèi.

Si potrebbe obbiettare che ciò non riguarda la società, bensì una scelta morale, intorno alla quale ogni individuo ha completa libertà. Il problema sorge, tuttavia, dal momento che le sette non concedono all’individuo tale libertà, ma compiono su di esso una violenza psicologica, e si aggrava col fatto che la maggior parte di esse presentano una struttura gerarchizzata, ai cui piani alti si accumulano ingenti ricchezze nelle mani di poche persone, ricchezze che provengono naturalmente dalle tasche della moltitudine di adepti che sta alla base della piramide. Il problema quindi esiste e non è solo psico-sociale, ma anche di natura penale. Proprio per questo la Polizia di Stato ha recentemente istituito il S.A.S. (Squadra Anti-Sette). C’è ancora bisogno, però, come dice Buonaiuto, di “un concreto gesto civile”: bisogna sfatare il tabù che grava su questo argomento e “conoscere”, come recita il sottotitolo del suo libro “per capire e reagire”.


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