Il Global Atmosphere Watch (GAW) è un organismo internazionale con sede a Ginevra fondato nell’ambito dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale delle Nazioni Unite (World Meteorological Organization, WMO) allo scopo di monitorare la composizione dell’atmosfera.
Recentemente il GAW ha promosso l’infrastruttura di ricerca posta sulla vetta del Monte Cimone (Modena) da Stazione Regionale a Stazione Globale. Il laboratorio del Monte Cimone è gestito dall’Aeronautica Militare e dall’ISAC-CNR (Istituto per le Scienze dell’Atmosfera e del Clima), con la collaborazione scientifica dell’Università degli Sudi di Urbino Carlo Bo che da più di un decennio svolge ricerche presso la Stazione.

L’Università sulla vetta di Monte Cimone Nella stazione metereologica un gruppo del DiSBeF studia i cambiamenti climatici
Responsabile del programma è Michela Maione, docente del DiSBeF (Dipartimento di Scienze di Base e Fondamenti, sezione di Scienze Chimiche), Università di Urbino. Il gruppo di ricerca è inoltre composto dal professor Umberto Giostra (DiSBeF, sezione di Fisica) e da alcuni giovani collaboratori: Jgor Arduini, Francesco Furlani e Francesco Graziosi.
Il riconoscimento dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale assume una particolare rilevanza in quanto l’osservatorio di Monte Cimone è l’unica stazione “globale” in Italia a far parte della rete GAW che è composta da sole 28 stazioni sparse in tutto il pianeta. L’Italia è responsabile anche della stazione EvK2Cnr “Everest – Pyramid” situata a oltre 5.000 m di quota in Himalaya, alle pendici dell’Everest, recentemente divenuta la 27esima GAW Global Station, nonché quella posta alla quota più elevata. Anche in questa stazione è attiva la partecipazione dell’Università di Urbino.
Tali riconoscimenti sanciscono la qualità e l’unicità delle misure effettuate in vetta al Cimone e in Himalaya, riconoscendone la rilevanza a livello mondiale e gli elevati standard nel tempo.
L’obiettivo del programma internazionale GAW è monitorare continuamente, in modo scientificamente attendibile, la composizione chimica dell’atmosfera, per valutarne e quantificarne i cambiamenti, naturali o prodotti dall’uomo. Il contributo dell’Università di Urbino è soprattutto mirato a studiare i gas responsabili dei cambiamenti globali, come l’effetto serra e la deplezione dell’ozono stratosferico.

Il Monte Cimone è il maggiore rilievo dell'Appennino settentrionale e della regione Emilia-Romagna, con una altezza di 2.165 m s.l.m.. Interessa i comuni di Fiumalbo, Sestola, Fanano e Riolunato, della provincia di Modena.
Si tratta di argomenti estremamente attuali, come dimostrato dall’attenzione posta quotidianamente dai media su tali tematiche che influenzano profondamente aspetti fondamentali quali la salute dell’uomo e degli ecosistemi, la produzione alimentare e la disponibilità di acqua.
E’ proprio di questi giorni la notizia di come il “buco” dell’ozono, rilevato fin dagli anni ’80 nella stratosfera antartica, abbia questa primavera raggiunto un’estensione notevole anche sopra l’Artico, con serie implicazioni per la salute di un maggior numero di persone.
È comunque da diversi anni che l’Università di Urbino riveste un ruolo centrale nella ricerca europea nel settore delle scienze dell’atmosfera ospitando il Project Office dei Network di Eccellenza Europea ACCENT e ACCENT Plus (Atmospheric Composition Change, the European Network, Policy Support and Science). Urbino ha già ospitato nel 2005 e nel 2007 i congressi internazionali del network Accent su tematiche inerenti la qualità dell’aria e i cambiamenti climatici. Dal 13 al 16 Settembre 2011 la capitale del Montefeltro ospiterà il terzo congresso di Accent nell’ambito del quale sarà data particolare rilevanza agli aspetti che collegano la ricerca scientifica e la attuazione di politiche nazionali e trans-nazionali volte alla risoluzione dei problemi causati dai cambiamenti di composizione dell’atmosfera.
Il riconoscimento attuale conferito dall’Organizzazione Mondiale della Meteorologia alla stazione del Monte Cimone è solamente l’ultima tappa, sebbene prestigiosa, del percorso su clima e qualità dell’aria che il gruppo di ricerca dell’Università di Urbino ha intrapreso fin dagli anni ’80 e che ha visto la prof.ssa Maione coinvolta in diverse spedizioni in Antartide e in Artide e la partecipazione del suo gruppo di ricerca in prestigiosi consorzi internazionali.
