Quale valore storico e culturale riveste la saga nello studio della civiltà greca, ad esempio la narrazione omerica della celebre guerra di Troia?
A proporre questo tema, nel corso di una lectio magistralis davvero ‘magistrale’, è stato Martin Litchfield West, una delle voci più autorevoli della filologia classica in campo mondiale, cui mercoledì 11 maggio la facoltà di Lettere e Filosofia ha conferito la laurea specialistica ad honorem in Filologia e tradizione classica.
Si tratta dell’ultimo di una serie di importanti riconoscimenti che lo studioso ha ottenuto a livello internazionale, tra cui il Premio Balzan nel 2000, la Kenyon Medal for Classical Studies nel 2002, il titolo di International Member of American Philosophical Society nel 2010.
Come ha ricordato la prof.ssa Paola Bernardini in occasione della laudatio, Martin West, Professore Emerito nel All Souls College di Oxford, grecista di fama internazionale, è stimato negli ambienti accademici di tutto il mondo per le sue ricerche sulla tradizione epica, sulla poesia lirica, elegiaca e giambica, sulla musica e sulla metrica arcaica, sulle relazioni fra la filosofia greca e l’antico Oriente, e soprattutto per le sue fondamentali edizioni critiche: da Omero ad Euripide, passando per Esiodo, Solone, Mimnermo, Anacreonte, solo per fare alcuni esempi.
Da profondo conoscitore dell’Iliade, West ha sottolineato come la saga possieda un fondamentale valore culturale in una civiltà fortemente basata su tradizioni orali come quella greca, dal momento che conserva memorie di eventi reali e trasfigura nel mito fatti storicamente documentati. Sulla base di testimonianze attinte al Vicino Oriente antico, West ha dimostrato come l’epica omerica celi in sé il ricordo di uno scontro, storicamente plausibile, fra il mondo miceneo e l’antico regno di Ilio, pur confondendo personaggi e piani storici ed amplificando numeri e durate.
D’altra parte è necessario respingere la tentazione di scorgere in tali fonti letterarie testimonianze di ordine storico, e ‘accontentarsi’ della loro natura di miti, che come tali vanno intesi e apprezzati.
Al termine della cerimonia Martin West ha rilasciato la seguente intervista:
Professore, che tipo di gratificazione deriva da una vita interamente dedicata allo studio dei Classici?
Quando mi sono accostato alla cultura greca, a partire da un più generale interesse per le lingue, ho scoperto un mondo di studi estremamente stimolante. Ho trovato in questo settore un modo ricco e affascinante di indagare l’uomo, che si è rivelato, e continua ad essere tuttora, molto gratificante.

Laurea ad honorem a Martin Litchfield West Il valore miti - storico della saga nella cultura greca
In che senso possiamo definire la filologia una ‘scienza’?
La filologia è una scienza nella misura in cui ha per oggetto di studio fatti storicamente attestabili e le prove che di quei fatti possediamo. Il suo obiettivo è quello di indagare e ricostruire con rigore le relazioni storiche che intercorrono fra tali fatti e le prove che ce li documentano, e in ciò risiede la scientificità del suo metodo. Ciò non significa però che sia sempre possibile ricostruire e verificare queste relazioni per mezzo di prove oggettive.
Da dove nasce il Suo interesse per il Vicino Oriente antico?
Risale agli anni ’60 quando, studiando la Teogonia di Esiodo, venni in contatto per la prima volta con dei testi orientali, che suscitarono in me grande curiosità. Con il tempo mi resi conto che non si può capire la civiltà greca prescindendo dai suoi contatti profondissimi con l’Oriente.
