Fare il naturalista non è di moda, almeno nelle università italiane. In termini accademici sembra infatti che non “paghi” occuparsi di piante, uccelli, insetti. Salvo poi leggere su La Repubblica del 21 marzo che a fronte delle anomalie climatiche sempre più drastiche, il National Climatic Data Center raccomanda di non fidarci solo dei satelliti e dei grandi numeri, ma di studiare “sul campo”, osservare le piante, i fiori e il comportamento degli animali. Un rapporto della Nasa dimostra che l’occhio umano, in particolare quello di agricoltori, giardinieri, bird-watchers, naturalisti e così via resti la scelta migliore. Il cambiamento climatico è globale, ma si esprime con molteplici effetti, da studiare e seguire a livello locale.
E’ quindi una grande soddisfazione per il Dipartimento di Scienze della Terra, della Vita e dell’Ambiente che le Tesi di argomento naturalistico di due suoi giovani laureati siano state premiate con la Borsa di Studio “Prof. Ernesto Montanari” bandita dalla Banca Popolare Valconca.
Valentina Gobbi si è laureata lo scorso Anno Accademico in Scienze per l’Ambiente e per la Natura, sotto la guida della prof.ssa Maria Balsamo, Federico Morelli e Davide Sisti, studiando la migrazione primaverile dei rapaci nel Parco del Monte San Bartolo.
Mattia Tonelli ha ottenuto la Laurea Magistrale in Ecologia dei Cambiamenti Climatici l’anno prima, studiando la biodiversità funzionale con gli scarabei delle Cesane, sotto la tutela del prof. Mario Zunino.
Alle congratulazioni del Dipartimento ad entrambi i giovani, si accompagna il compiacimento per la sensibilità dimostrata dalla giuria e dalla Banca verso un settore di studi che deve essere perseguito e potenziato.


