Un’immersione nella semiotica
Il direttore Paolo Fabbri: “Urbino, centro di programmazione culturale”

2 Settembre 2013  |  di  |  Pubblicato in Eventi, Home page Uniurb

François Rastier, Achille Bonito Oliva, Umberto Eco, Paolo Fabbri insieme ad altri noti studiosi e ricercatori  italiani e stranieri saranno a Urbino per parlare di semiotica. L’Università di Urbino ospita come noto uno dei centri semiotici più importanti sul piano internazionale: il Centro Internazionale di Studi Interculturali di Semiotica e Morfologia (CISISM) già Centro Internazionale di Semiotica e di Linguistica. Fondato nel 1970 da Carlo Bo, Giuseppe Paioni e da Paolo Fabbri (nominato direttore a luglio 2013), il Centro è stato un riferimento internazionale per gli studi sui segni, sui linguaggi e la comunicazione. Alle sue attività hanno partecipato e pubblicato i maggiori filosofi, linguisti e semiologi: Greimas, Eco, Todorov, Barthes, Thom, Goffman, Halliday, Lyotard, Derrida, De Certeau, Metz e tanti altri. Il Centro riunisce Università e altre Entità culturali di Italia, Francia, Belgio, Spagna, che operano nel campo dei rapporti tra semio-scienze  e più in generale, tra scienze umane e scienze della natura. I seminari estivi di semiotica si terranno per l’anno 2013 a partire dal 9 settembre. Il primo incontro è dedicato a un fondatore della semiotica, nel  centenario della scomparsa: Ferdinand de Saussure, con il Convegno internazionale Saussure: a futura memoria a cura di Paolo Fabbri in collaborazione con l’insitut F. de Saussure , Paris e  il LISaV, Venezia. Il convegno si propone di raccogliere i frutti della rilettura dei fondamenti semiotici nel corpus rinnovato degli scritti di de Saussure. Per raccoglierne la sfida ancora attuale che è filologica, ermeneutica, epistemica e additare un programma coerente di ricerca. Seguirà il seminario preparatorio –  a cura di Gianfranco Marrone (Università i di Palermo) – di un Congresso internazionale sul tema  Opinione Pubblica: nuovi portavoce? in programma l’11 e il 12 settembre. A 25 anni dallo studio fondativo di Eric Landowski sull’Opinione Pubblica come costruzione semiotica, ci si chiede come si stia evolvendo lo scenario della comunicazione sociale e politica in riferimento alla presente proliferazione di testi ipermediali, si modifichino le condizioni della sua stessa esistenza e il suo ruolo. Il 13 settembre, nella Sala conferenze del collegio del colle, si parlerà del futuro della cultura con il comitato scientifico della rivista Albabeta2 tra cui  Umberto Eco, Nanni Balestrini, Michele Emmer, Paolo Fabbri, Nel senso di Alfabeta: significato e orientamenti della cultura.
E’il prof. Paolo Fabbri, nuovo direttore del CISISM, a raccontarci il fil rouge che sta alla base di ogni seminario, i temi della riflessione, il presente e il futuro di questa scienza e anche le prospettive e le priorità del Centro di Semiotica di Urbino.

Paolo Fabbri

Paolo Fabbri, nuovo direttore del CISISM


«Vorrei subito partire dalla proposta di cambiare il nome: da Centro internazionale di studi interculturali di Semiotica e Morfologia (CISISM), che è un assurdo sul piano comunicativo, a Centro  internazionale di Scienze semiotiche o Semioscienze.  L’idea è di mettere insieme le scienze umane e naturali dal punto di vista della significazione, della costruzione del senso dei sistemi e dei processi di senso. L’idea della semiotica non è di costruire un canone per le altre scienze ma diventare un organo, un repertorio di massime e di istruzioni  di  concetti interdefiniti, cioè legati ad altri concetti. Il senso non è isolato ma si fa in rapporto e in interrrelazione:  è un cogitamus. Tenteremo di studiare quindi la relazione tra i significati tra natura e cultura. Per es. le modalità comunicative del linguaggio scientifico. La semiotica non è una filosofia del linguaggio come si pretende, è una costruzione di concetti che formano un organo di significati per le scienze umane e inumane, naturali e innaturali. Una semantica “marcata” si vuole euristica: si interessa cioè alla distinzione tra teoria e metodi e il loro valore di modelli per la scoperta.
Abbiamo deciso, con il convegno del 9 settembre,  una riflessione su de Saussure, fondatore della semiotica e celebrarlo nel centenario della morte ripercorrendo la storia di questa disciplina per mostrare se la linguistica è ancora in grado di dare apporti significativi alla cultura. Aprirà infatti il convegno François Rastier, linguista presidente de l’Institut F. de Saussure che ha messo tra l’altro a punto un software per il reperimento dei siti razzisti. Ma come riconoscere se un sito è razzista? Lo si fa indagando sui segni, per es. sulle abbondanti metafore animali. In generale, oggi siamo tutti interessati al ruolo determinate degli effetti linguistici. Per esempio la parola cancro se utilizzata in modo inappropriato per un malato può sconvolgergli la vita. Gli scienziati e i medici propongono definizioni diverse, come neoplasia, per casi differenti.
Un altro problema è l’immagine: la semiotica vorrebbe studiare l’interazione tra il linguaggio visivo e le parole. Pensiamo ai danni che può provocare la trasmissione di alcuni contenuti alla tv per un bambino, se lasciato solo. Insieme ad un genitore che spiega  il significato di quelle immagini e parole cambia il rapporto con il mezzo. A questo, e al significato di Opinione pubblica dedicheremo il secondo appuntamento (11 e 12 settembre n.d.r.). Cos’è l’Opinione pubblica? Ogni giorno leggiamo che è indignata, turbata, commossa, sconvolta etc., ma nessuno sa bene cosa sia: per noi è un simulacro semiotico efficace costruito dalla comunicazione: dai media, dai sondaggi e vorremmo conoscerne le modalità operative. Infine, il 13 settembre, chiuderemo con “Nel senso di Alfabeta: significati e orientamenti della cultura”. Alfabeta è una rivista che tenta di fare cultura e di dire cos’è la cultura oggi. In un’epoca di connessione generalizzata e di comunicazione immersiva vorremmo creare a Urbino, a partire dall’anno prossimo, un centro di programmazione culturale sui problemi di significazione e ospitare  istituzioni, riviste, comitati di redazioni editoriali, personale di centri che fanno ricerca sulla cultura e che pensano la cultura in senso ampio e in collaborazione con altri centri internazionali. Una prospettiva di ricerca su quello che si farà, che si sta per fare, i programmi della ricerca non solo sulla sua attualità. Saremmo orientati inoltre, e ne sarei felicissimo, a fare lezioni anche durante l’anno accademico urbinate. Una ripartenza “glocale ”  locale e globale del Centro di Semiotica, che riproponga cose importanti del suo passato – tra le trecento pubblicazioni che conserva mentre ne stampa di nuove».
Per informazioni:
http://semiotica.uniurb.it e-mail: semiotica@uniurb.it (orario di apertura: dal lunedì al venerdì, ore 9:00 -13:00)
Segreteria
Paola Secchia, Centro Internazionale di studi interculturali di Semiotica e Morfologia, Tel. 0722-305721 – Dipartimento di Scienze della Comunicazione e Discipline Umanistiche


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